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Il progetto di riordino delle carriere, tecnicamente noto come  “Disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle forze di polizia” ha recentemente incassato il parere favorevole da parte delle commissioni parlamentari I e IV, oltre che da quella bilancio e semplificazione della PA. Si tratta dell’ ennesima promozione dopo la condivisione da parte dei Co.Ce.r. e della maggior parte delle organizzazioni sindacali, del parere favorevole della Conferenza Unificata Stato-Regioni, province e comuni e soprattutto dopo il superamento del vaglio del Consiglio di Stato, massimo organo consultivo della Repubblica.

Tra le modifiche che si auspicano fortemente , in quanto a costo zero, vi è la modifica riguardante le denominazioni di commissario coordinatore penitenziario e maresciallo aiutante, rispettivamente in vice questore penitenziario e maresciallo maggiore. Il plauso è stato espresso anche da politici estranei alla compagine del PD, il capo gruppo di alternativa popolare, Gualdani: “Esprimo la mia soddisfazione per il via libera, da parte della Commissione Difesa, ai due provvedimenti di riordino dei ruoli di Polizia e delle Forze Armate.

Erano 17 anni che si attendevano queste misure per le Forze di Polizia, così come erano tanti anni che le Forze Armate aspettavamo interventi nel loro settore e finalmente si mette mano su due fondamentali comparti dello Stato. Va fatto un plauso al governo per aver concretamente puntato l’attenzione su un tema da troppo tempo dimenticato”. Lo afferma il capogruppo di Alternativa Popolare – Centristi per l’Europa in Commissione Difesa al Senato, Marcello Gualdani.

“Si tratta di un passo importante – prosegue il senatore di Ap – che contribuirà a una migliore organizzazione che si tradurrà in una maggiore efficienza operativa. Ma soprattutto è la dimostrazione della grande attenzione verso questo settore, al quale va il ringraziamento di tutti per lo sforzo quotidiano per garantire e rafforzare la sicurezza di tutti noi”. Tuttavia vi è preoccupazione in quanto , pare che il provvedimento dovrebbe essere partorito dal governo l’ultimo giorno utile prima della scadenza del termine perentorio, ossia il 29 maggio. Sarebbe invece più opportuno che il testo venisse approvato qualche giorno prima, per evitare inutili e deleteri rischi.

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