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(Di Andrea Managò per il Fatto Quotidiano) – Dopo aver archiviato con successo la pratica delle Regionali in Sicilia, nel centrodestra è partita la caccia per individuare nel più breve tempo possibile un candidato che possa bissare la vittoria anche nel Lazio.

La Regione andrà alle urne il prossimo anno assieme alle Politiche. Il Pd punta alla conferma del governatore Nicola Zingaretti, mentre i 5 Stelle già da un mese hanno scelto con il voto online Ro-
berta Lombardi come sfidante.

Unita la destra può puntare a riconquistare la Regione, governata negli ultimi quindici anni prima con Francesco Storace e poi con Renata Polverini, specie grazie al traino delle politiche.

Ma sia Forza Italia, sia Fratelli d’Italia nel Lazio sono privi di un volto forte e radicato nel territorio capace di imporsi. E allora si cerca un nome di prestigio nella società civile: in queste ore è in
corso un pressing serrato su Leonardo Gallitelli, comandante dell’Arma dei Carabinieri dal 2009 al 2015 e attualmente alla guida dell’ufficio antodoping del Coni.

Nei giorni scorsi per convincerlo sarebbe
sceso in campo Gianni Letta, forte del buon rapporto tra i due maturato durante gli anni di Berlusconi a Palazzo Chigi.

Il grande mediatore dell’ex Cavaliere avrebbe contattato telefonicamente Gallitelli prospettandogli la possibilità di sostenerlo alle regionali.

LO SCENARIO che si prospetta è simile a quello che ha portato Giovanni Toti alla guida della Liguria. C’è un candidato dem, popolare ma fiaccato dalle ultime vicende giudiziarie a suo carico, e i 5 Stelle ancora forti di consensi a Roma ma meno nelle province. Da qui il progetto di Forza Italia: lanciare un esponente della società civile, con un profilo improntato sulla legalità.
La scorsa settimana il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, volto simbolo delle fasce tricolori alle prese con i problemi della ricostruzione dopo il sisma che lo scorso anno ha devastato il Centro Italia, ha lanciato la sua candidatura con una lista civica. La sua storica politica guarda a destra, il suo grande elettore è Francesco Storace ed anche Matteo Salvini ha avuto parole di apprezzamento per la scelta di candidarsi. Ma Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi non sembrano intenzionati a farsi imporre il candidato dagli alleati, i due ne hanno già parlato a pranzo la scorsa settimana e nei prossimi giorni l’ex Cavaliere sarà nuovamente a Roma per lavorare sulle regionali.

Di fatto il centrodestra nel Lazio non ha ancora superato la traumatica fine della legislatura Polverini, sull’onda dello scandalo per l’utilizzo improprio dei fondi ai gruppi, ed ha attraversato l’era Zingaretti con un’opposizione che sostanzialmente non ha lasciato traccia. Anni in cui nessun esponente locale ha costruito un percorso che lo portasse ad essere papabile per la corsa a governatore. Ma il successo in Sicilia e i sondaggi che accreditano il centrodestra unito come prima coalizione a livello nazionale dicono che il Lazio potrebbe essere alla portata. Ma c’è da fare i conti
con gli alleati.

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