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Sono circa mille le operazioni sospette legate ai canali di finanziamento dei terroristi che attraversano l’Italia”. Lo ha detto Giorgio Toschi, comandante generale della guardia di finanza, parlando dei flussi finanziari del jihadismo internazionale. “La mia prima azione è stata quella di istituire il Gift (Gruppo investigativo sul finanziamento del terrorismo) – ha aggiunto – per ricostruire i canali che sostengono i viaggi verso il Medio Oriente”.

In un’intervista a Il Messaggero, Toschi ha affermato che, dal 2016 a oggi, “sono state approfondite 866 segnalazioni di operazioni sospette che provengono dal sistema finanziario, 149 delle quali hanno contribuito a indirizzare meglio le indagini legate a procedimenti penali per fatti di terrorismo”.

Il Gift si occupa principalmente di “s.o.s.”, vale a dire di segnalazioni di attività finanziarie sospette contrassegnate con la “t” di terrorismo. Nei primi cinque mesi del 2017 “sono già 296 le segnalazioni approfondite“, con un incremento del 120% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La lotta alle reti economiche jihadiste si snoda anche attraverso tre nuclei locali, denominati Sift (Sezioni investigative sul finanziamento del terrorismo), operanti a Milano, Roma e Napoli. “Entro la fine dell’anno ne saranno istituite altre sul territorio nazionale”, ha sottolineato Toschi.

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