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I Carabinieri del Nucleo investigativo e i Carabinieri della compagnia di Ostia hanno sottoposto a fermo Roberto Spada in esecuzione del decreto del procuratore aggiunto Michele Prestipino in relazione all’aggressione avvenuta martedì ai danni del giornalista Daniele Piervincenzi e del cameraman che era con lui. Roberto Spada, è stato portato a Regina Coeli. Spada era stato fermato mentre si trovava nella sua abitazione, è stato condotto nella caserma dei carabinieri in viale Alfredo Zambrini per gli accertamenti di rito, e poi come detto a Regina Coeli. La Procura, nel decreto di fermo, lo accusa di lesioni e violenza privata, con l’aggravante dell’articolo 7 della legge 152 del 1991 quello relativo al metodo mafioso, e di aver agito per futili motivi.

Il fatto che vede Spada come protagonista negativo è avvenuto due giorni fa, mentre stasera alle 21.20 la trasmissione Nemo su Rai2 racconterà l’accaduto trasmettendo il video registrato a Ostia. Si cerca un complice Aveva un complice Roberto Spada quando ha aggredito la troupe di “Nemo”. Si tratta di una sorta di guardaspalle che ora gli inquirenti dovranno identificare e rintracciare. Secondo quanto accertato da chi indaga, al momento dell’aggressione erano presenti in strada una decina di persone. Nessuna di questa è intervenuta, anzi alcuni hanno imprecato contro i giornalisti della Rai.  Inquirenti: gesto plateale per autoaffermazione Ha agito platealmente e in un luogo pubblico, sotto gli occhi di numerosi testimoni e addirittura davanti a una telecamera per poter affermare la propria egemonia. Si spiega così la contestata aggravante del metodo mafioso nei confronti di Roberto Spada.

Secondo il pm Giovanni Musaro’, che domani chiederà al gip la convalida del fermo e l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare, Spada, forte anche di un manganello e di un gruppo di persone riunite per l’occasione, ha ostentato in modo evidente e provocatorio una condotta idonea a esercitare sui soggetti passivi quella particolare coartazione e quella conseguente intimidazione che è tipica delle organizzazioni mafiose. I due aggrediti, il giornalista Daniele Piervincenzi e l’operatore Edoardo Anselmi, oltre al pestaggio, sono stati raggiunti da insulti del tipo ‘avete rotto il c….’, ‘non vi fate piu’ vedere qui’, ‘vi prendo la macchina e vedi che non la trovi piu”. Chi indaga ritiene che il clan degli Spada punti a guadagnare terreno e potere a Ostia sostituendosi alla famiglia Fasciani, ‘colpita’ negli ultimi anni da ripetuti provvedimenti restrittivi e da pesanti sentenze di condanna. L’interrogatorio di garanzia potrebbe tenersi a partire da sabato prossimo.

Minniti: fermo dimostra no zone franche “Il fermo di Roberto Spada è la dimostrazione che in Italia non esistono zone franche”. Lo dice il ministro dell’Interno Marco Minniti, che ringrazia la Procura della Repubblica di Roma e l’Arma dei Carabinieri. Renzi: lo Stato c’è “Il ministro dell’Interno ha detto lo Stato c’è e noi siamo d’accordo con Minniti”. Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, in diretta Facebook dal treno del Pd a proposito del fermo a carico di Roberto Spada autore della testata al giornalista Daniele Piervincenzi. “I complimenti alle forze dell’ordine che in 24 ore hanno arrestato l’autore dell’aggressione”, ha aggiunto Ettore Rosato.  Il giornalista: nessuna gioia “Non provo nessuna gioia o soddisfazione per il fermo di Roberto Spada”. Lo dice a ‘La Vita in Diretta’ il giornalista Daniele Piervincenzi aggredito dallo Spada.

Il capo della polizia: fatti di gravità eccezionale L’aggressione di Ostia al giornalista della trasmissione Rai ‘Nemo’: “È un fatto di una gravità eccezionale che dimostra che quel territorio ha bisogno ancora di essere oggetto di attenzioni, di misure significative che abbiamo preso e continueremo a prendere con particolare incisività”. E’ quanto ha dichiarato il capo della polizia, Franco Gabrielli. Il fascicolo è stato affidato ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia.

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