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È un gesto clamoroso che Grasso ha compiuto prima del sì definitivo al Rosatellum e un gesto che dimostra quanto alto ormai sia il livello di scontro all’interno delle istituzioni, tra Renzi e il Pd, da una parte, e il governo, nonché le massime cariche dello Stato, dall’altra. La pesantezza della situazione era stata chiaramente rivelata dall’intervento di Giorgio Napolitanoin Senato. L’ex presidente della Repubblica. nell’Aula di Palazzo Madama, aveva parlato di “forzature” nell’iter parlamentare che aveva portato al voto sul Rosatellum bis e aveva anche evidenziato le difficoltà in cui s’era trovato il governo per la tempistica voluta dal Pd. Ora si aggiunge lo schiaffo di Grasso a Renzi. Un tensione che più di qualcuno nella maggioranza prevede che si scaricherà sui lavori della commissione bilancio e quindi sull’iter sereno della manovra. 

Insomma un vero e proprio scossone sulla tenuta del Governo a pochi metri dal traguardo elezioni. Per il Comparto Sicurezza e Difesa si profilano tempi duri in un autunno già ampliamente riscaldato dalle polemiche connesse all’approvazione del riordino delle carriere. Se all’interno del partito di maggioranza, infatti, non si dovesse trovare un collante in grado di traghettare il governo alle nuove elezioni “serenamente”, alcune importanti misure rischiano di slittare o di essere compromesse.

Addirittura c’è chi paventa un governo tecnico o un rimpasto a fine corsa che farebbe saltare i già labili accordi sul contratto, stringendo alla misera somma dei famosi 85 euro lordi senza alcuna vera e propria concertazione. Ma oltre il problema contrattuale (non di poco conto), vi sono i correttivi sul riordino delle carriere da varare entro fine luglio ed ancora in alto mare.

Insomma l’attuale governo continua a sottrarsi con abili raggiri e continui rinvii agli impegni sbandierati con militari e forze di polizia, senza essere fermo nelle proprie idee e nei propositi.  L’impresa “riordino” ha scontentato molti e risolto ben poco nell’asset management del comparto Sicurezza e Difesa e gli ultimi avvenimenti “politici” destano molta preoccupazione sulla concretizzazione degli impegni presi.

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