Usa: il Pentagono vuole imporre test a sorpresa con la macchina della verità a centinaia di ufficiali. Il piano Hegseth che spaventa l’intelligence
Crisi di fiducia nella difesa statunitense
Il Pentagono sta valutando una misura estrema: imporre a migliaia di funzionari e ufficiali la firma di accordi di riservatezza, unitamente a test del poligrafo a sorpresa, nel tentativo di arginare le fughe di notizie verso i media. L’idea emerge da bozze interne scritte dal vice segretario Steve Feinberg, acquisite da The Washington Post. (The Washington Post)
Secondo fonti anonime vicine al dossier, l’iniziativa rientrerebbe in uno sforzo orchestrato dal segretario della Difesa, Pete Hegseth, per controllare le comunicazioni interne e stroncare qualsiasi fuga incontrollata di informazioni sensibili.
Cosa prevede
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Ogni militare, dipendente civile o appaltatore negli uffici del segretario della Difesa e dello Stato Maggiore Congiunto sarebbe costretto a firmare un accordo di non divulgazione (NDA) che vieterebbe la diffusione non autorizzata di informazioni non pubbliche.
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Un documento separato propone l’istituzione di un programma di poligrafi casuali, senza limitazioni chiare su chi potrebbe essere soggetto ai test – dal personale di supporto fino ai generali ai vertici.
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Le bozze non sono datate né firmate definitivamente, e non risulta che le misure siano già operative.
Le reazioni: da timore a critica istituzionale
Critici interni e legali per la sicurezza avvertono che l’iniziativa, lungi dall’essere una misura antispionaggio, appare come un tentativo di ghettizzare il dissenso. Alcuni esperti avvertono che tale politica potrebbe soffocare il whistleblowing e l’efficace controllo interno, poiché già esistono normative che puniscono la divulgazione non autorizzata.
In aggiunta, analisti mettono in guardia sull’affidabilità dei poligrafi: questi strumenti sono spesso controversi e suscettibili di errori, e già in altri contesti non sono ammissibili come prova legale.
Antecedenti e conflitti interni
Non si tratta di una novità isolata: il tentativo di somministrare poligrafi è già stato segnalato nel passato recente, ma sarebbe stato bloccato su intervento della Casa Bianca dopo proteste interne.
Alcuni funzionari del Pentagono — incluso il consigliere Patrick Weaver — sarebbero stati minacciati o effettivamente sottoposti a poligrafi dai team di Hegseth, provocando tensioni e intervenuti decisionali a livello politico. (The Guardian)
Cosa potrebbe accadere
Se attuato, il piano segnerebbe un cambio radicale nei rapporti tra il governo degli Stati Uniti e il suo apparato militare: un apparato che già oggi opera con livelli elevati di segretezza, ma anche con strutture di controllo e responsabilità interna.
L’adozione di NDA obbligatori e poligrafi sistematici potrebbe trasformarsi non solo in uno strumento disciplinare, ma in un modo per eliminare critici interni, controllare dissenso e imporre un clima di paura organizzata.
Resta da vedere se il Dipartimento della Difesa avanzerà con l’adozione definitiva delle restrizioni, nonostante le riserve legali e le possibili reazioni negative da ambienti militari e istituzionali.
Rigore o limitazione delle libertà individuali?
Quella sui poligrafi e gli accordi di riservatezza sembra essere solo l’ultima tappa di una serie di misure che stanno ridisegnando il volto del Pentagono: dal giro di vite sui generali in sovrappeso, alla controversa stretta sulla presenza femminile, fino al bando della barba. Un percorso che, pur rivendicato come rafforzamento della disciplina e della sicurezza, solleva interrogativi sempre più pressanti sul confine tra rigore istituzionale e limitazione delle libertà individuali.
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