Geopolitica

Uranio verso la Russia, notte di guerra a Niamey: Crosetto in allerta sullo scacchiere africano

Operazione mirata su una spedizione di uranio

L’attacco avvenuto la scorsa notte all’aeroporto internazionale di Niamey, in Niger, sarebbe stato un’operazione mirata contro una spedizione di uranio. A riferirlo è l’emittente “Sky News Arabia”, che cita fonti nigerine informate secondo cui un ingente carico di uranio si trovava nello scalo al momento dell’assalto ed era probabilmente destinato alla Russia. Una versione che aggiunge un forte peso geopolitico all’episodio e che si intreccia con le tensioni irrisolte tra Niamey e Parigi.

La resistenza francese e il nodo Orano

Secondo le stesse fonti, la Francia avrebbe opposto resistenza, sostenendo che l’uranio appartenesse alla società francese Orano, costretta a lasciare il Niger dopo il colpo di Stato del luglio 2023. Il materiale sarebbe dunque al centro di una disputa che affonda le radici nel deterioramento dei rapporti tra la giunta militare nigerina e l’ex potenza coloniale.

Allerta massima da due settimane

Le autorità di Niamey erano in stato di massima allerta da circa due settimane. Il 16 gennaio scorso, funzionari dell’aeronautica militare nigerina hanno incontrato i vertici delle agenzie di sicurezza dopo segnalazioni d’intelligence su un imminente attacco attribuito a un commando del Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (Jnim), che si ritiene operi nei pressi dell’aeroporto.

Scontri a fuoco nella notte: 15 aggressori uccisi

Secondo fonti citate dall’agenzia “Africa Initiative”, l’attacco è stato respinto dalle forze nigerine con il supporto di istruttori russi presenti nel Paese. Gli scontri sarebbero iniziati intorno alle 02:30 e sarebbero durati circa un’ora, con violenti combattimenti all’interno dell’area della base. Quindici aggressori, giunti a bordo di motociclette, sarebbero stati uccisi.

L’area strategica dell’aeroporto Diori-Hamani

Fonti citate dall’emittente “Rfi” collocano lo scontro a fuoco nell’area dell’aeroporto di Diori-Hamani, che ospita la base 101 dell’aeronautica militare nigerina, una base per droni e il quartier generale della Forza unificata anti-jihadista creata dalle giunte militari di Niger, Mali e Burkina Faso. Un’infrastruttura altamente sensibile, al centro del nuovo assetto di sicurezza regionale.

Scie luminose nel cielo e ipotesi droni

L’identità degli aggressori non è stata ufficialmente chiarita, ma immagini circolate sui social media mostrano scie luminose nel cielo, elemento che fa ipotizzare l’attivazione delle difese antiaeree, forse per contrastare un attacco con droni. Un dettaglio che suggerisce un livello operativo più sofisticato rispetto ai consueti assalti jihadisti.

La reazione italiana: Crosetto monitora

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato l’accaduto, dichiarando di seguire con la massima attenzione gli sviluppi.
“La priorità assoluta resta la sicurezza del personale italiano e dei nostri militari della Missione italiana di supporto in Niger (Misin), che non risultano coinvolti”, ha fatto sapere in una nota del ministero. Crosetto ha inoltre riferito di essere in contatto costante con il capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano, con il comandante del Covi, generale Giovanni Maria Iannucci, e con l’Aise per il monitoraggio della situazione.

Orano e il progressivo strappo con Niamey

Dopo il golpe del 2023 che ha portato al potere i militari guidati dal generale Omar Tchiani, i rapporti tra Orano e le autorità nigerine si sono progressivamente deteriorati. A giugno scorso, la giunta ha nazionalizzato la compagnia Somair, filiale locale del gruppo francese, sospendendone di fatto le attività.

Miniere, ricorsi e barili radioattivi

Nei mesi precedenti, Orano aveva denunciato la perdita del controllo operativo delle sue tre principali filiali minerarie in Niger: Imouraren, Cominak e Somair. A dicembre, la giunta ha annunciato un ricorso contro Orano dopo il ritrovamento di 400 barili contenenti materiale radioattivo a Madaouela, nel dipartimento di Arlit, riaccendendo lo scontro su gestione, sicurezza e sovranità delle risorse strategiche del Paese.

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Giovanni Rinaldi – Politologo e analista istituzionale
Politologo e analista politico-istituzionale

Giovanni Rinaldi

Giovanni Rinaldi è un politologo con una lunga esperienza nello studio dei sistemi politici, delle istituzioni e delle dinamiche di potere nazionali e internazionali. Ha seguito per decenni l’evoluzione della politica italiana ed europea, con particolare attenzione ai rapporti tra politica, sicurezza e relazioni internazionali. Su InfoDifesa.it firma analisi di contesto, commenti istituzionali e approfondimenti di carattere politico-strategico.

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