È ufficiale, l’Arma sarà la prima Istituzione ad attivare un piano straordinario per il contrasto al fenomeno dei suicidi

La notizia di carabinieri che scelgono di spegnere la luce della propria esistenza coinvolge l’intera Istituzione e ci addolora tutti. L’impegno – secondo fonti ufficiali –  è quello di cercare di cogliere per tempo i sintomi di qualsiasi disagio che possa svelare le ragioni, spesso altrimenti indecifrabili e silenti, che portano a questi gesti estremi.

A nulla serve comprenderne le motivazioni quando è troppo tardi. A nulla serve sapere che dietro questi drammi, talvolta svelati tardivamente da scritti giustificativi o dai racconti di parenti o amici, ci sono problematiche personali, familiari o sanitarie e, in questo periodo storico, effetti sociali causati dalla pandemia.

Nemmeno ci solleva il fatto che questo è un problema che accomuna tutte le Forze di Polizia e le altre Forze Armate, sia in Italia sia all’estero. L’attenzione a questo fenomeno è da tanti anni altissima, tanto che  – secondo quanto riportato da fonti ufficiali – l’Arma nel tempo ha adottato un complesso di iniziative tra cui:

potenziare il servizio sanitario con l’istituzione dei Nuclei di Psicologia oggi presenti su tutto il territorio, impiegando anche personale dei ruoli Ispettori, Sovrintendenti o Appuntati e Carabinieri iscritto all’Albo degli Psicologi;

– sottoscrivere un accordo con il consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi che ha consentito di facilitare a tanti militari, nonché ai loro familiari, l’accesso a tali prestazioni specialistiche (a costo favorevole per l’interessato);

– istituire un gruppo di lavoro permanente presso il Comando Generale cui partecipa la Rappresentanza Militare Centrale per il costante monitoraggio delle iniziative intraprese e lo sviluppo di possibili linee guida future;

– approfondire in seno all’Osservatorio permanente interforze sul fenomeno suicidiario tra gli appartenenti alle Forze di Polizia, istituito presso il Ministero dell’Interno, tutte le possibili cause del fenomeno;

– stipulare un accordo di collaborazione con l’Università “Sapienza” di Roma per l’elaborazione di un’analisi sul “benessere organizzativo” del personale Arma mediante l’avvio di un gruppo di lavoro composto sia da Ufficiali psicologi che da un team di professionisti messi a disposizione dall’ateneo, che ha esaminato la documentazione dei suicidi avvenuti nell’Arma a partire dal 2010.

– prevedere in tutti i corsi di formazione incontri con psicologi per illustrare come intercettare i fattori di stress di colleghi.

La ricerca di soluzioni a sostegno del personale nei momenti di difficoltà è una priorità assoluta per l’Istituzione. L’efficacia di ogni iniziativa deve poter contare però sul supporto e la sensibilità di colleghi e di superiori che devono costituire la prima sentinella per intercettare qualsiasi malessere perché tutti, con l’aiuto di tutti, possano convincersi che nessun problema è così grande da dover essere ritenuto insuperabile.

Proprio per questo, è in corso l’attivazione di un servizio di ascolto curato da psicologi specializzati di una struttura ospedaliera di rilevanza nazionale, raggiungibile mediante numero verde gratuito, operativo anche la notte e i giorni festivi, che garantirà un servizio di assistenza psicologica, in assoluto anonimato e con la massima privacy. 

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