Esteri

Trump annuncia l’operazione in Iran, scatta l’“attacco preventivo”: Teheran colpita, cieli chiusi e allerta regionale

Video su Truth: “Grande operazione in Iran” e “minacce imminenti”

Donald Trump afferma in un video pubblicato su Truth: «Abbiamo iniziato un grande operazione in Iran. L’obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano».

Effetto domino diplomatico: italiani invitati a lasciare l’Iran, Londra ritira personale, Pechino sconsiglia viaggi

La Farnesina ha confermato di aver invitato gli italiani a lasciare l’Iran, a non viaggiare in Libano e in Iraq e a prestare la massima attenzione in Israele.
Il Regno Unito ha ritirato “temporaneamente” il personale diplomatico dalla sua ambasciata a Teheran “a causa dell’attuale situazione di sicurezza”.
La Cina ha consigliato ai propri cittadini di evitare di recarsi in Iran e ha esortato chi è già nel Paese ad andarsene il prima possibile, con voli disponibili o via terra.

Washington evacua personale non essenziale: per i media Usa è il segnale che l’attacco è “imminente”

Dopo l’ordine del Dipartimento di Stato di evacuare il personale non essenziale dall’ambasciata Usa in Israele — interpretato dai giornali statunitensi come un segnale inequivocabile di attacco ormai imminente — gli Stati Uniti avevano evacuato anche personale non essenziale e familiari dall’ambasciata di Beirut, invitando gli americani presenti in Libano ad andarsene quanto prima.

Tra diplomazia e minaccia: “parole magiche” e avvertimenti da Iraq

Nei giorni precedenti Trump non aveva confermato un attacco, sostenendo di non aver ancora deciso e di preferire un accordo, ma dicendosi anche insoddisfatto dei negoziati con Teheran.
«Non hanno ancora detto le parole magiche», cioè “niente armi nucleari”, ha detto il presidente, ribadendo di non essere interessato a usare la forza, «ma a volte è necessario».
Dal lato iraniano, gruppi armati sciiti in Iraq hanno esortato i combattenti a prepararsi a un lungo conflitto. Il gruppo Kateb Hezbollah ha avvertito Washington di “ingenti perdite” in caso di conflitto nella regione.

Vance: “Impossibile” finire in una guerra lunga. Ma “dipende dagli iraniani”

In un’intervista al Washington Post, il vicepresidente Vance ha dichiarato che è “impossibile” che un eventuale attacco coinvolga gli Usa in una guerra lunga e prolungata. Ha definito se stesso e Trump “scettici degli interventi militari all’estero”, ribadendo la preferenza per l’opzione diplomatica, ma sottolineando che dipende “da ciò che faranno e diranno gli iraniani”.

Il viaggio di Rubio in Israele e lo scenario portaerei: finestre e tempistiche

Il Dipartimento di Stato ha confermato il viaggio di Marco Rubio in Israele per lunedì e martedì: il portavoce Tommy Pigott ha detto che discuterà una serie di priorità regionali, tra cui Libano, il Piano di Pace in 20 punti di Trump per Gaza e Iran.
Secondo la ricostruzione riportata, un attacco potrebbe arrivare dopo la sua partenza, quando la portaerei Gerald Ford, ora di passaggio in Israele, sarà nei pressi del Golfo al largo dell’Oman.

Petrolio in rialzo e negoziati ancora aperti: Ginevra “positiva”, Oman a Washington

I mercati — con i future del petrolio in netto rialzo — scommettono su uno scenario a breve. Ma la strada diplomatica, come sottolineato dallo stesso Trump, non è “defunta”: i colloqui di Ginevra di giovedì sono stati giudicati da entrambe le parti “positivi”.
Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Al Busaidi, principale mediatore tra Stati Uniti e Iran, è stato in visita a Washington per un incontro con Vance.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che gli Usa dovranno abbandonare “richieste eccessive”; in una telefonata con l’omologo egiziano Badr Abdel Atty ha parlato di necessità di “serietà e realismo” da parte americana, evitando errori di calcolo e richieste eccessive.

Aiea e uranio al 60%: il rapporto su Isfahan e l’accesso negato

È riemerso un rapporto confidenziale dell’Aiea inviato agli Stati membri secondo cui l’Iran custodirebbe uranio arricchito al 60% nel sito nucleare di Isfahan, quello bombardato nel giugno scorso dagli americani, con magazzini sotterranei rimasti pressoché intatti.
L’Aiea aveva indicato la stessa percentuale prima dei bombardamenti dello scorso anno e aveva avvertito che l’accelerazione dell’arricchimento avrebbe potuto portare l’Iran ad avere la bomba atomica in un tempo relativamente breve. Dopo Ginevra, l’Agenzia ha però comunicato di non essere in grado di verificare se l’Iran abbia proseguito o cessato le attività di arricchimento, perché non è stata più autorizzata ad accedere ai siti colpiti.
La collaborazione con l’Aiea era stata sospesa in occasione dell’attacco e Rafael Grossi, giudicato persona non grata da Teheran, era stato invitato a non farsi più vedere. Nel documento, si legge che il direttore generale invita l’Iran a coinvolgere l’Agenzia in modo costruttivo per facilitare l’attuazione delle misure di salvaguardia.

Attacco su Teheran: conferme da Katz e media Usa, fumo in centro città e tre esplosioni udite

Stati Uniti e Israele avrebbero dato il via a un attacco preventivo contro l’Iran sabato mattina. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l’attacco è stato effettuato “per eliminare le minacce” e che “Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce allo Stato”.
Secondo le informazioni riportate, Usa e Israele hanno lanciato un attacco contro Teheran, confermato da Katz e da fonti media statunitensi che parlano di attacco congiunto.
Una nuvola di fumo è stata vista salire dal centro della città e almeno tre esplosioni sono state udite nel centro di Teheran, secondo media iraniani. Non è stato immediatamente chiaro l’obiettivo; viene indicata come possibile l’area del palazzo presidenziale.

“Ruggito del leone”: il nome scelto da Netanyahu e il precedente del 2025

Secondo Times of Israel, l’operazione è intitolata “Ruggito del leone”: il nome sarebbe stato deciso dal primo ministro Benjamin Netanyahu dopo che l’Idf aveva dato un nome interno diverso agli attacchi. L’ultima operazione dell’Idf contro l’Iran, nel giugno 2025, era stata chiamata “il risveglio del leone”.

Spazio aereo chiuso e misure interne: Israele stop a scuole e assembramenti, Iraq chiude i cieli

Contemporaneamente ai diffusi attacchi contro l’Iran, l’esercito israeliano ha vietato e chiuso scuole, assembramenti e luoghi di lavoro (ad eccezione dei settori essenziali) e ha chiuso lo spazio aereo. Anche l’Iraq ha chiuso il suo spazio aereo; viene segnalata la visualizzazione su Flightradar24 di cieli senza passaggio di aerei su Iraq, Iran, Siria e Giordania, oltre alla pubblicazione di un video che mostra voli evitare l’area sopra l’Iran.

Fonti israeliane: colpiti “obiettivi militari e del regime”, conflitto “diversi giorni”

Secondo fonti israeliane, sarebbero stati colpiti obiettivi militari e del regime iraniano. Sempre secondo alcune fonti militari riportate dai media israeliani, il conflitto potrebbe durare diversi giorni.

Crosetto: “Priorità assoluta la sicurezza dei nostri militari”. “Personale non coinvolto”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fatto sapere di essere in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e con il Comandante del COVI e di seguire con la massima attenzione l’evolversi della situazione in Iran, Israele e più in generale nell’area del Medio Oriente.
«La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari e di tutto il personale italiano impegnato nei teatri operativi internazionali», ha scritto in una nota diffusa sabato mattina, aggiungendo: «allo stato attuale, il personale della Difesa italiana non risulta coinvolto negli eventi in atto» e che si continuerà a monitorare l’evoluzione, pronti ad adottare ogni misura necessaria a tutela dei connazionali e a sostegno della stabilità dell’area.

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Andrea Valenti – Analista di sicurezza e informazione strategica
Analista di sicurezza e informazione strategica

Andrea Valenti

Andrea Valenti è un analista indipendente specializzato in difesa, sicurezza nazionale, geopolitica e informazione strategica. Su InfoDifesa.it cura contenuti basati su fonti verificate e analisi contestualizzate, con particolare attenzione alla resilienza informativa e ai temi di sicurezza globale.