SALVINI-CROSETTO, SCONTRO SULLA DIFESA: TENSIONI NEL GOVERNO ALLA VIGILIA DELLE REGIONALI
Campagna elettorale e dichiarazioni infuocate
Il clima pre-elettorale in vista delle regionali di Campania, Puglia e Veneto alimenta dichiarazioni quotidiane e sempre più aggressive. In questo contesto si inseriscono le continue “invasioni di campo” del vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che interviene con forza su temi di Difesa, competenza del ministro Guido Crosetto (Fratelli d’Italia).
Dal costo dei sistemi d’arma ai militari dell’operazione “Strade Sicure”, il leader della Lega porta avanti una linea spesso distante da quella del titolare della Difesa.
La visita annullata negli Usa e il nodo del programma PURL
È stata annullata la visita ufficiale negli Stati Uniti che Crosetto avrebbe dovuto effettuare il 13 e 14 novembre, con appuntamenti al Dipartimento della Difesa e un incontro con il segretario Pete Hegseth. La notizia, anticipata da Repubblica e confermata da fonti informate, arriva mentre Washington chiede all’Italia una risposta definitiva sul programma PURL – “Prioritized Ukraine Requirements List”, iniziativa NATO sostenuta dagli USA che mira all’acquisto di armamenti destinati all’Ucraina.
L’Italia non ha ancora aderito, e le recenti parole di Salvini sono state riferite dall’ambasciata americana alla Casa Bianca.
Salvini attacca: “Non è la mia legge di bilancio”
Durante un evento della Lega a Bari, Salvini ha sferrato un duro colpo alla linea del governo sulla Difesa:
«Dover fare leggi di bilancio dove troviamo miliardi per comprare missili, carri armati e sommergibili, non è la mia legge di bilancio», ha dichiarato.
Il vicepremier ha rilanciato il tema dell’immigrazione: «Il problema italiano non è l’invasione dei carri armati da Mosca, ma l’invasione in corso di un’orda di clandestini».
E ha insistito:
«Dobbiamo spendere soldi per la difesa? Sì, ma assumiamo carabinieri, mettiamo i militari sui treni e fuori dalle scuole. Il resto lasciamolo perdere».
Sulla guerra in Ucraina, Salvini ha aggiunto: «Più armi produciamo e inviamo, più la guerra va avanti».
“Strade Sicure”: il nuovo fronte del confronto
La distanza con Crosetto si allarga anche sulla gestione dell’operazione “Strade Sicure”, attiva dal 2008, che impiega circa 6.800 militari in 58 città come supporto alle forze dell’ordine.
Crosetto ha recentemente sottolineato la necessità di aumentare il personale della Difesa, giudicando superata la legge 244, che limita a 170mila le unità:
«Va buttata via. Abbiamo bisogno di 30mila militari in più, dobbiamo arrivare a 200mila».
In queste condizioni, ha osservato, cedere i militari di “Strade Sicure” sarebbe «un lusso» che il ministero non può permettersi.
La replica della Lega: “Contingente da aumentare”
La risposta del Carroccio è stata immediata.
Il vicecapogruppo Igor Iezzi ha affermato: «Altro che tagliare i militari di Strade Sicure: vanno aumentati di almeno mille unità».
Mercoledì 12 novembre, al question time, Crosetto ha ribadito la sua linea: i militari devono «tornare a fare il loro lavoro», mentre per presidiare stazioni e luoghi sensibili servono «professionisti dedicati», come carabinieri ausiliari della riserva volontaria.
L’iniziativa parlamentare della Lega
Il capogruppo leghista in commissione Difesa, Eugenio Zoffili, ha annunciato una risoluzione per potenziare “Strade Sicure”:
«La presenza dei militari è un baluardo di sicurezza. Dobbiamo aumentare il contingente nelle città, ai confini, nelle stazioni e nei siti sensibili».
La nota della Lega sottolinea che oggi 6.000 soldati operano in 58 province su 1.000 siti sensibili, mentre 800 militari garantiscono l’operatività di “Stazioni Sicure”, impegnati nella deterrenza contro terrorismo, traffico di droga, immigrazione illegale e reati ambientali (come nella Terra dei Fuochi).
Da qui la richiesta di un robusto potenziamento: cancellare l’operazione, avverte il partito, «sarebbe un grave errore a scapito dei cittadini».
Il messaggio politico
Il segnale della Lega è netto: più sicurezza interna e meno spesa per armamenti internazionali, una linea che marca la distanza dal ministro Crosetto e, indirettamente, apre un fronte sensibile all’interno della maggioranza, con le regionali sempre più vicine.