Risucchiato dall’elicottero militare mentre fa kitesurf: condannato ufficiale
Il volo di dieci metri che ha cambiato tutto
Stava facendo kitesurf tra le onde del mare di Ladispoli quando la sua giornata si è trasformata in un incubo. Il 3 ottobre 2018, Alessandro Ognibene viene improvvisamente coinvolto nella turbolenza generata da un elicottero militare impegnato in un’esercitazione Nato. L’uomo viene risucchiato dalle pale e scaraventato sulla spiaggia di Torre Flavia, con un volo stimato di circa dieci metri. L’impatto è devastante.
Le prime condanne dopo oltre sette anni
A distanza di più di sette anni dai fatti, il Giudice di pace penale ha emesso le prime decisioni. Un’ammiraglio dell’Aeronautica Militare è stato condannato per lesioni colpose e dovrà risarcire la vittima con una somma di 2mila euro. Una cifra simbolica rispetto alla gravità delle conseguenze fisiche subite, ma che segna un passaggio giudiziario rilevante in una vicenda rimasta a lungo sospesa.
“Ometteva di adottare le cautele necessarie”
Secondo quanto stabilito in sentenza, l’ufficiale, in qualità di direttore dell’esercitazione “Notte scura 2018”, “ometteva di adottare le cautele necessarie a garantire la sicurezza dell’attività e l’eliminazione di situazioni di pericolo a cose o persone”. Il punto centrale riguarda la mancata richiesta di interdizione del litorale e dello specchio acqueo, nonostante fosse prevista un’intensa attività di volo a bassa quota. Una scelta che, secondo il giudice, ha contribuito causalmente al verificarsi dell’evento.
Il sindaco non aveva disposto alcun divieto di accesso, circostanza che emerge come elemento chiave: non sarebbe mai arrivata comunicazione ufficiale dell’esercitazione alle autorità locali.
Gli altri militari e la prescrizione
Gli altri indagati, dieci in totale e presenti a bordo dell’elicottero, avevano già provveduto a risarcire Ognibene. Per loro il reato è stato dichiarato prescritto. Diversa la posizione dell’ammiraglio, che ha rinunciato alla prescrizione, scegliendo di difendersi nel merito davanti al tribunale. Una decisione che ha portato alla condanna.
Lo scontro tecnico: vento o pale?
Durante il processo, i legali della Marina Militare hanno sostenuto una tesi alternativa: Ognibene non sarebbe stato risucchiato dal bipala, ma sbalzato da una raffica di vento particolarmente intensa. Una ricostruzione respinta dagli inquirenti, che hanno certificato come quel giorno il vento spirasse a una velocità massima di 8–10 nodi, definita “assolutamente insufficiente a sbalzare l’uomo”.
La dinamica ricostruita dai giudici
Le sentenze hanno confermato la versione della vittima e dei testimoni. Ognibene aveva alzato la vela del kitesurf e completato la vestizione nell’imbracatura quando “sopraggiungevano in volo alcuni elicotteri militari”, appartenenti all’Aeronautica Militare e al Ministero della Difesa, che procedevano a bassissima quota.
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda l’altezza del mezzo: il velivolo sarebbe transitato nelle immediate vicinanze della spiaggia a una quota di 152 metri, distanza ritenuta critica per un elicottero di tale potenza.
L’impatto e le lesioni
“Il surfista veniva proiettato con violenza verso l’alto – si legge nella decisione – trascinato dall’ala del kitesurf a cui era agganciato, per poi precipitare a terra privo di conoscenza”. Le conseguenze sono state severe: oltre 90 giorni di prognosi e gravi lesioni personali.
Un caso che riapre il tema della sicurezza
La vicenda riaccende i riflettori su un nodo delicato: la gestione delle esercitazioni militari in aree frequentate da civili. Il punto non è solo giuridico, ma operativo: comunicazioni, interdizioni e prevenzione del rischio restano i cardini per evitare che attività addestrative si trasformino in tragedie annunciate.
🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!
Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.
🔔 ISCRIVITI ORAUnisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!
📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!
Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!
✅ Iscriviti su WhatsAppSenza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.