Editoriale

Porto d’armi fuori servizio per le forze di polizia: ecco cosa prevede la nuova circolare del Viminale

Il Ministero dell’Interno, con la circolare Prot. 0007214 del 5 febbraio 2026, ha fornito le istruzioni operative riguardanti l’applicazione dell’articolo 28 del decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, convertito dalla legge 9 giugno 2025, n. 80 . La norma introduce una rilevante innovazione in materia di difesa personale, consentendo agli agenti di pubblica sicurezza di portare armi comuni da sparo fuori servizio senza la necessità di munirsi della licenza prevista dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) .

Il superamento della licenza prefettizia e la presunzione di necessità

La nuova disposizione incide direttamente sul regime previsto dall’articolo 42 del TULPS, che subordinava il porto d’armi per difesa personale alla dimostrazione di un effettivo “bisogno” . Con l’attuale quadro normativo, per gli agenti di pubblica sicurezza tale esigenza di autotutela è presunta per legge . Il legislatore ha riconosciuto la necessità di rafforzare la tutela del personale in servizio, anche in considerazione della natura “eccezionale” delle loro funzioni e dei rischi connessi all’incolumità pubblica . Sebbene la norma preveda un aggiornamento del regolamento di esecuzione del TULPS entro un anno, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha confermato l’immediata applicabilità della facoltà di porto d’armi senza licenza .

Ampliamento dei destinatari e il nuovo ruolo della Polizia Locale

L’ambito soggettivo della norma comprende i “carabinieri reali”, le “guardie di città” (oggi Polizia di Stato), la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria e le guardie boschive e campestri riconosciute . Un punto centrale della circolare riguarda il personale della Polizia Locale . Gli operatori di polizia locale, cui è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza, possono ora portare l’arma per difesa personale anche fuori dal territorio dell’ente di appartenenza e oltre l’orario di servizio . Viene così superato il limite spaziale e temporale che precedentemente vincolava l’uso dell’arma alla sola durata del turno e ai confini comunali .

Procedure d’acquisto e tracciabilità nel sistema CED

Per l’acquisto di un’arma comune da sparo destinata all’autotutela (diversa da quella d’ordinanza), l’agente non dovrà più richiedere un nulla osta preventivo . Sarà sufficiente esibire all’armiere la tessera personale di riconoscimento rilasciata dall’Amministrazione di appartenenza . L’operatore commerciale è tenuto ad annotare gli estremi del documento sul registro di vendita, specificando che l’operazione avviene ai sensi dell’art. 28 del D.L. 48/2025 . La circolare sottolinea l’importanza della tracciabilità: ogni acquisto deve essere inserito nel CED interforze, garantendo che le autorità di pubblica sicurezza abbiano immediata conoscenza delle armi detenute dai singoli operatori .

Limiti alla detenzione e cause di sospensione del diritto

Nonostante le semplificazioni, restano vigenti alcuni limiti previsti dall’ordinamento generale. Un agente può detenere un massimo di tre armi comuni da sparo . Inoltre, il diritto al porto d’arma senza licenza per difesa personale è strettamente legato al mantenimento dello status professionale . La facoltà viene immediatamente sospesa in caso di:

  • Provvedimenti disciplinari o sospensione cautelare dal servizio ;
  • Perdita della qualifica di agente di pubblica sicurezza ;
  • Destituzione o altre vicende che interrompano il rapporto di impiego .

In tali circostanze, l’autorità può valutare l’adozione di provvedimenti restrittivi sulla detenzione delle armi, secondo quanto previsto dagli articoli 39 e 42 del TULPS . Infine, rimane il divieto assoluto di cessione delle armi a soggetti privati non muniti di idoneo titolo autorizzativo .

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Andrea Valenti – Analista di sicurezza e informazione strategica
Analista di sicurezza e informazione strategica

Andrea Valenti

Andrea Valenti è un analista indipendente specializzato in difesa, sicurezza nazionale, geopolitica e informazione strategica. Su InfoDifesa.it cura contenuti basati su fonti verificate e analisi contestualizzate, con particolare attenzione alla resilienza informativa e ai temi di sicurezza globale.