Palermo non dimentica chi serve lo Stato: cittadinanza onoraria ai generali Gibilaro e Galletta
In una cornice d’eccezione come la Sala Onu del Teatro Massimo, Palermo ha scelto di blindare simbolicamente i suoi confini sotto il segno della legalità e del merito. Il 13 febbraio 2026, il sindaco Roberto Lagalla ha conferito la cittadinanza onoraria a due figure di vertice delle istituzioni: il Generale di Corpo d’Armata della Guardia di Finanza Ignazio Gibilaro, attuale Vice Direttore dell’AISI, e il Generale di Corpo d’Armata dell’Arma dei Carabinieri Riccardo Galletta, oggi Comandante interregionale dell’Italia nord-occidentale. Un atto che non è solo una formalità burocratica, ma un tributo a carriere vissute in prima linea contro il potere mafioso.
Ignazio Gibilaro: l’ufficiale di collegamento di Giovanni Falcone
Il riconoscimento a Ignazio Gibilaro affonda le radici in una stagione di sangue e coraggio. Come ricordato nelle motivazioni, Gibilaro ha ricoperto il ruolo di “ufficiale di collegamento” tra il giudice Giovanni Falcone e la Guardia di Finanza, partecipando attivamente alle più note inchieste contro la mafia che hanno pesato sugli esiti del “maxi-processo a Cosa Nostra”.
La sua è una carriera fatta di intuizioni investigative e innovazione tecnologica: a lui si deve l’ideazione di “Molecola”, la prima applicazione informatica per le investigazioni economico-finanziarie, poi adottata a livello nazionale. Dai successi nel contrasto al riciclaggio al supporto del “pool Mani Pulite”, fino alla gestione di eventi complessi come il G7 di Taormina del 2017, Gibilaro ha dimostrato una capacità fuori dal comune nel colpire gli interessi economici dei clan, agendo con una “eccellente preparazione professionale” mai disgiunta da una profonda umanità.
Riccardo Galletta: la spada della legalità e lo scudo della cultura
Il Generale Riccardo Galletta rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia: quella di un’Arma dei Carabinieri che sa essere tanto operativa quanto colta. Profondo conoscitore delle dinamiche di Cosa Nostra e della ’ndrangheta, Galletta ha saputo interpretare le continue trasformazioni del fenomeno mafioso, garantendo la tutela dei diritti individuali e collettivi sanciti dalla Costituzione.
Ma Galletta non è solo un uomo d’azione. Il suo legame con Palermo è culturale e profondo: nel 2021 ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in “Studi storici, antropologici e geografici” dall’Università di Palermo. Un generale che scrive, pubblica saggi di elevato livello e insegna alla Scuola Ufficiali Carabinieri, capace di coniugare “l’infaticabile opera di comando” con un impegno costante nella diffusione dei valori civici tra le nuove generazioni.
Il messaggio di Lagalla: “Istituzioni come rete contro il distacco dei cittadini”
L’operazione verità del sindaco Lagalla è chiara: ridurre la distanza tra cittadini e istituzioni attraverso l’esempio. Durante la cerimonia, svoltasi alla presenza del Presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo, il sindaco ha sottolineato come questo gesto riaffermi la necessità di una “rete coesa” tra politica, corpi dello Stato e agenzie pubbliche.
Secondo Lagalla, le istituzioni hanno un compito di “pedagogia sociale”: devono essere l’espressione più alta dell’unità del Paese e della comunità, agendo come modelli di integrità e responsabilità. Conferire la cittadinanza a Gibilaro e Galletta significa dunque ricordare a Palermo che lo Stato non è un’entità distante, ma un impegno quotidiano incarnato da uomini che hanno dedicato la vita al bene comune e al contrasto dei fenomeni criminali.
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