Nuova direttiva del Ministro Crosetto: ogni anno il ricordo dei caduti con il “Presente” corale delle Forze Armate
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto è tornato al centro dell’attenzione pubblica per un episodio avvenuto nei giorni scorsi durante una cerimonia ufficiale.
Nel corso dell’evento, alcuni militari volontari, rimasti per un tempo prolungato in posizione d’attenti, sono stati autorizzati a mettersi a riposo dopo l’intervento diretto del Ministro.
Il gesto è stato interpretato come una dimostrazione di rispetto e considerazione verso il personale, costretto a una condizione fisica impegnativa per molte ore. L’episodio è stato reso noto in anteprima da Infodifesa, che ha riportato l’intenzione del Ministro di non sacrificare il benessere del personale a favore di formalismi eccessivi. (clicca qui per leggere l’articolo e vedere il video).
L’intervento delle Associazioni Sindacali Militari
Sull’episodio sono intervenute anche le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (ASPMI, AMUS, SAM), che con una nota congiunta firmata dai Segretari Generali — Francesco Gentile, Guido Bottacchiari e Antonino Duca — hanno espresso la propria posizione.
Le organizzazioni hanno riconosciuto nel gesto del Ministro un segno di attenzione reale nei confronti di chi serve ogni giorno il Paese, sottolineando come tali manifestazioni di sensibilità vadano comprese nel loro giusto significato.
Le associazioni hanno rimarcato che simili iniziative si inseriscono in una linea di rispetto per la dignità e il ruolo umano del personale militare, che non viene svilito dalla comprensione ma anzi valorizzato.
Nella comunicazione ufficiale, ASPMI, AMUS e SAM precisano che «Un gesto che dimostra come alla guida della Difesa ci sia un Uomo equilibrato che comprende il valore umano del servizio in armi.», ribadendo che «le Forze Armate sono composte da donne e uomini che quotidianamente giurano, vivono e muoiono per la Repubblica Italiana nel rispetto pieno e assoluto della Costituzione».
L’annuncio del 12 novembre: il nuovo rito della memoria
Durante la Santa Messa celebrata a Roma il 12 novembre, dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni di pace, Crosetto ha annunciato una nuova disposizione ministeriale.
Il provvedimento prevede che ogni anno, in ogni caserma, si tenga una cerimonia in cui vengano letti nominativamente e singolarmente i nomi dei caduti in servizio, seguita dalla risposta corale “Presente” da parte del personale schierato.

A spiegare lo spirito dell’iniziativa, le parole del Ministro:
“Non esiste uno Stato forte se non ci sono persone pronte a servirlo, e oggi siamo qui per ricordare ostinatamente chi lo ha fatto e continua a farlo anche a costo del sacrificio più grande. A loro va il nostro rispetto più profondo. Il monumento più famoso di Roma è dedicato a qualcuno senza nome, caduto per servire lo Stato: è il simbolo di tutti coloro che hanno dato la vita per l’Italia. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare.
Per questo ho disposto che, il 4 e il 12 novembre, in tutte le caserme vengano letti i nomi dei caduti, civili e militari, in modo che qualcuno possa rispondere per loro: “Presente!”, per rispettarne il sacrificio. Questo è il sentimento che ognuno di noi porta nel cuore”.
Nella nota congiunta, i rappresentanti sindacali hanno definito questo nuovo rito «di alto valore simbolico e in sintonia con il “sentiment” del personale delle Forze Armate», evidenziando che esso contribuisce a rafforzare la memoria collettiva e la consapevolezza del sacrificio di chi ha perso la vita nell’adempimento del dovere.

Il significato del “Presente” e la solidarietà tra chi serve
Secondo quanto riportato nella stessa comunicazione, quel “Presente” pronunciato dai reparti non rappresenta un atto formale, ma un modo per unire passato e presente, ricordando i caduti e rinnovando l’impegno di chi continua a servire oggi la Repubblica.
Le associazioni sottolineano che si tratta di un richiamo identitario e di memoria, non di un gesto politico o interpretativo: «Quel “Presente” — si legge nella nota — è semplicemente un modo per ricordare il sacrificio dei caduti e per ribadire che la loro memoria vive in chi continua a servire il Paese. Nulla di più e nulla di diverso».
Equilibrio, rispetto e chiarezza
Le stesse associazioni — ASPMI, AMUS, SAM — hanno voluto mettere in evidenza che l’insieme di questi gesti e decisioni testimonia equilibrio e sensibilità da parte del vertice politico della Difesa, invitando a considerare le azioni del Ministro nel loro contesto di umanità e fedeltà istituzionale.
Il caso dei militari “all’attenti” e il rito del ricordo si legano così in un unico messaggio: il riconoscimento del valore umano del servizio in armi, nel rispetto della disciplina, della Costituzione e del sacrificio di chi serve l’Italia.
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