Meloni, Crosetto lavora per altri 12mila carabinieri ausiliari su strada
I Puma a Rogoredo e il messaggio di Palazzo Chigi
«Nell’ambito del rafforzamento dell’operazione Strade Sicure, i carri leggeri dell’esercito Puma arrivano anche alla stazione Rogoredo di Milano». È quanto scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pubblicando il video della sua visita ai militari impegnati nel presidio dello scalo ferroviario.
Il Decreto Sicurezza e il ruolo del Viminale
Nel post la premier collega il rafforzamento sul territorio alle misure contenute nel Decreto Sicurezza approvato il giorno precedente (clicca qui per leggere tutte le novità previste dal decreto), ricordando che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha inserito «diverse norme per velocizzare l’assunzione di migliaia di nuovi agenti».
La mossa di Crosetto: i carabinieri ausiliari
Il passaggio politicamente più carico di significato è quello che chiama in causa la Difesa. Meloni rivendica il lavoro di Guido Crosetto, impegnato a «rafforzare il presidio su strada con circa 12mila carabinieri ausiliari». Una formula che va oltre il dato numerico e si inserisce nel nodo irrisolto del futuro di Strade Sicure: l’operazione che da anni tiene l’Esercito impiegato nel controllo del territorio e che oggi, più che una misura emergenziale, appare come un dossier politico da maneggiare con cautela.
Ausiliari come alternativa a Strade Sicure
L’ipotesi degli ausiliari viene interpretata come una possibile via di uscita graduale dall’impiego prolungato dell’Esercito sul territorio. Non una chiusura esplicita di Strade Sicure, ma un riequilibrio progressivo verso un presidio affidato a figure riconducibili all’Arma dei Carabinieri, seppur con funzioni e tempi da definire sul piano normativo e operativo.
I tempi stretti della legislatura
Il nodo resta quello dei tempi. Con la fine naturale della legislatura prevista nel 2027, il margine effettivo per rendere pienamente operativo un progetto di queste dimensioni appare limitato. Formazione, inquadramento e impiego degli ausiliari richiedono passaggi che difficilmente possono essere completati in un arco di circa un anno, soprattutto senza interventi strutturali aggiuntivi.
Il compromesso politico nella maggioranza
In questo quadro, la proposta sugli ausiliari viene letta soprattutto come un compromesso politico di fine legislatura. Da un lato consente di ribadire la linea della fermezza, con immagini forti come i Puma a Rogoredo; dall’altro evita di aprire una frattura nella maggioranza, in particolare con la Lega, da sempre favorevole al mantenimento e al rafforzamento di Strade Sicure.
“Non ci arrendiamo” come messaggio doppio
La chiusura del messaggio di Meloni – «Non ci arrendiamo!» – parla a due livelli: all’opinione pubblica, rassicurata sulla continuità dell’azione sulla sicurezza, e agli equilibri interni del governo, congelando il dossier Strade Sicure senza forzare decisioni irreversibili alla vigilia dell’ultimo tratto di legislatura.
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