Meloni alla Camera rilancia su difesa e sicurezza: più forze dell’ordine, Nato forte e stretta contro la mafia
Difesa e sicurezza, Meloni rilancia alla Camera: “Rafforzare la NATO e costruire il pilastro europeo dell’Alleanza”
Nel corso dell’informativa alla Camera dei Deputati del 9 aprile 2026 a Palazzo Montecitorio, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha collocato il comparto sicurezza e difesa al centro della risposta italiana alla fase internazionale definita “sempre più delicata”. Nel passaggio dedicato agli equilibri geopolitici, il premier ha ribadito la necessità di lavorare per l’unità dell’Occidente, indicando come priorità il rafforzamento della NATO e la costruzione di un più solido pilastro europeo dell’Alleanza.
Crisi internazionale e Medio Oriente: priorità a cessate il fuoco, libertà di navigazione e sicurezza energetica
Ampio spazio è stato dedicato alla crisi con l’Iran. Meloni ha richiamato il temporaneo cessate il fuoco concordato nella notte tra martedì e mercoledì tra Iran, Stati Uniti e rispettivi alleati, definendolo una prospettiva di pace ancora fragile ma da perseguire con determinazione. Tra le priorità indicate dal governo figurano la cessazione permanente delle ostilità, la fine degli attacchi verso i Paesi del Golfo, la cessazione delle operazioni militari in Libano, la rinuncia dell’Iran al programma nucleare e il pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz.
Secondo Meloni, proprio Hormuz resta uno dei nodi più critici dell’attuale fase negoziale, perché eventuali restrizioni o aggravamenti dei transiti potrebbero produrre conseguenze economiche e strategiche rilevanti su mercati energetici, materie prime critiche, fertilizzanti e approvvigionamenti essenziali.
Stretto di Hormuz, Italia al lavoro con la coalizione internazionale per la sicurezza marittima
Sul piano operativo, il presidente del Consiglio ha spiegato che l’Italia è già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz, promossa dal Regno Unito e composta da oltre 30 Paesi, con l’obiettivo di contribuire a creare condizioni di sicurezza utili al pieno ripristino della libertà di navigazione e degli approvvigionamenti. Un passaggio che conferma l’attenzione del governo per la sicurezza marittima, tema strategico sia per la difesa degli interessi nazionali sia per la continuità delle rotte commerciali.
Europa e autonomia strategica: più capacità di difesa e meno dipendenza dagli alleati
Nell’analisi del quadro euro-atlantico, Meloni ha sostenuto che l’Europa debba rafforzare la propria autonomia strategica bilanciata, ridurre progressivamente le dipendenze esterne e dotarsi di una capacità di difesa più robusta. L’obiettivo dichiarato è evitare che il continente continui a dipendere in misura eccessiva dagli alleati americani sul terreno della sicurezza.
Per il premier, l’Europa è chiamata ad adeguare la propria strategia a un contesto globale in rapido mutamento, investendo di più in sicurezza, in strumenti più rapidi ed efficaci e in una postura più pragmatica rispetto alle minacce reali.
Il rapporto con gli Stati Uniti: fermezza politica, alleanza strategica e centralità della NATO
Meloni ha rivendicato una linea di continuità atlantica ma anche di franchezza con gli alleati quando Roma non condivide determinate scelte. In questo quadro ha indicato la NATO come il luogo politico in cui gli interessi di Europa e America trovano composizione e, al tempo stesso, come uno strumento geostrategico e militare imprescindibile.
La linea del governo, nelle parole del presidente del Consiglio, è quindi duplice: da un lato tenere unite le due sponde dell’Atlantico, dall’altro chiedere all’Europa di assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza.
Sigonella e guerra in Iran: l’Italia “non ha condiviso” l’operazione militare
Uno dei passaggi più rilevanti per il settore difesa riguarda la crisi iraniana. Meloni ha affermato che l’operazione militare è stata una scelta “che l’Italia non ha condiviso” e alla quale non ha partecipato. Ha poi richiamato la vicenda di Sigonella, sostenendo che l’Italia si è attenuta “scrupolosamente” alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i rapporti con gli Stati Uniti. Un chiarimento politico significativo sul piano delle basi, della cooperazione militare e della sovranità nazionale nell’ambito delle alleanze.
Libano e Unifil: sostegno alla missione e solidarietà al personale italiano
Altro capitolo centrale è stato il Libano. Meloni ha ribadito il sostegno italiano al governo libanese, alla sua sovranità territoriale e all’impegno per il disarmo delle milizie terroristiche di Hezbollah. Parallelamente ha ricordato di avere chiesto a Israele di fermare l’escalation militare e di garantire la sicurezza del personale della missione UNIFIL, alla quale l’Italia fornisce da decenni un contributo definito “insostituibile”.
Il premier ha inoltre espresso solidarietà al personale italiano di UNIFIL dopo i fatti “inaccettabili” avvenuti il giorno precedente, collocando la tutela dei contingenti all’estero tra le priorità dell’azione di governo.
Migrazioni e frontiere: procedure accelerate, hub extra Ue e ipotesi di blocco navale temporaneo
Sul versante della sicurezza dei confini, Meloni ha rivendicato un cambio di passo sull’immigrazione: riduzione degli sbarchi, aumento dei rimpatri, rafforzamento del controllo delle frontiere e contrasto ai trafficanti di esseri umani. Ha inoltre richiamato il nuovo indirizzo europeo basato su liste di Paesi sicuri di origine, nuova definizione di Paese terzo sicuro e copertura giuridica per soluzioni innovative come gli hub per rimpatri in Paesi extra Ue, sul modello del protocollo Italia-Albania.
Nel passaggio più netto, il presidente del Consiglio ha annunciato che nell’ultimo disegno di legge sulla sicurezza è stata prevista la possibilità di attivare, in caso di conclamata necessità, un “blocco navale temporaneo” al largo delle coste italiane. Un tema destinato a incidere direttamente sul dibattito politico e operativo relativo a marina, controllo marittimo e gestione dei flussi.
Sicurezza interna: oltre 42 mila operatori di polizia assunti e altre 27 mila assunzioni entro fine legislatura
Sul fronte interno, Meloni ha indicato la sicurezza come priorità costante del governo, pur ammettendo che molti cittadini si aspettano risultati ancora più incisivi. Nel bilancio presentato alla Camera, il premier ha dichiarato che dall’insediamento dell’esecutivo sono stati assunti oltre 42.000 operatori delle forze di polizia, con turnover garantito al 100%, e che entro la fine della legislatura sono previste altre 27.000 assunzioni.
Ha inoltre ricordato il rinnovo dei contratti scaduti da anni, il potenziamento di mezzi e tecnologie, l’aggravamento delle pene per chi minaccia o aggredisce il personale in divisa e l’introduzione di una specifica tutela legale per gli operatori indagati o imputati per fatti inerenti al servizio.
Presidi sul territorio, occupazioni abusive, borseggi e tutela di ospedali, stazioni e scuole
Tra gli interventi richiamati figurano il contrasto ai rave illegali, risposte più rapide contro le occupazioni abusive, misure più efficaci contro borseggi, accattonaggio minorile, truffe agli anziani e rivolte nelle carceri. Meloni ha aggiunto che sono stati aumentati i presidi di sicurezza nelle aree considerate più sensibili, come ospedali, stazioni, scuole e periferie.
Criminalità minorile: arresto in flagranza per minori armati e stretta sull’uso dei coltelli
Il premier ha rivendicato anche le misure adottate dal decreto Caivano in poi contro la criminalità minorile. In particolare ha citato l’arresto in flagranza per i minorenni trovati in possesso di arma da fuoco, con l’obiettivo di impedire che i giovani diventino manovalanza della criminalità organizzata. Ha inoltre richiamato l’introduzione di norme più severe contro il diffuso utilizzo dei coltelli tra i più giovani.
Nuove misure in arrivo: 10 mila volontari in ferma prefissata per sicurezza e controllo del territorio
Tra gli annunci più concreti per il comparto sicurezza, Meloni ha spiegato che il governo intende incrementare ulteriormente la presenza delle forze dell’ordine sul territorio e sta lavorando all’introduzione della figura dell’ausiliario dei carabinieri e delle forze di polizia, con l’assunzione di 10.000 unità di volontari in ferma prefissata da impiegare in attività di sicurezza e controllo del territorio.
Antimafia, 41-bis ed ergastolo ostativo: “Oltre 130 latitanti catturati e 7,2 miliardi sottratti alla criminalità”
Molto duro il passaggio dedicato al contrasto alla criminalità organizzata. Meloni ha affermato che il governo ha messo in sicurezza ergastolo ostativo e carcere duro per i mafiosi, rivendicando risultati operativi significativi: oltre 130 latitanti catturati, più di 300 maxi operazioni, migliaia di arresti e 7,2 miliardi di euro di beni sottratti alla criminalità.
Ha aggiunto che oltre 18.000 beni confiscati sono stati restituiti alla collettività, ospitando presidi delle forze dell’ordine o progetti di carattere sociale. Un passaggio che rafforza il messaggio politico del governo su legalità, repressione patrimoniale e presidio del territorio.
Infiltrazioni mafiose nella politica: appello alla Commissione Antimafia
Nel corso dell’intervento, Meloni ha anche chiesto alla Commissione parlamentare Antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, “Fratelli d’Italia compreso”. Un’affermazione che, sul piano istituzionale, punta a inquadrare il contrasto alle infiltrazioni come terreno di prevenzione democratica e non solo di scontro tra maggioranza e opposizione.
Centri sociali illegali e ordine pubblico: il governo annuncia linea dura
Nel capitolo ordine pubblico, il presidente del Consiglio ha rivendicato lo sgombero dei centri sociali illegali e violenti e ha assicurato che il governo andrà avanti “con forza e con determinazione” contro quelle che ha definito zone franche incompatibili con lo Stato di diritto. Ha inoltre difeso strumenti come il fermo preventivo, indicandone la finalità di garantire manifestazioni pubbliche pacifiche e di prevenire devastazioni, aggressioni alle forze di polizia e danneggiamenti urbani.
La linea del governo su sicurezza e difesa: più presenza dello Stato, più uomini, più capacità operativa
Dall’informativa alla Camera emerge una direttrice precisa per il comparto sicurezza e difesa: rafforzamento della postura euro-atlantica, sostegno a una maggiore capacità di difesa europea, attenzione alla sicurezza marittima e alle missioni internazionali, stretta su frontiere e immigrazione, incremento degli organici, più strumenti per il controllo del territorio e ulteriore intensificazione del contrasto alla mafia e alla criminalità minorile.
È su questi assi che Meloni ha concentrato i passaggi di maggiore rilievo per il settore, indicando la volontà di rafforzare la presenza dello Stato dove serve e di proseguire fino a fine legislatura con una linea improntata a sicurezza, ordine pubblico, difesa nazionale e tutela degli interessi strategici italiani.
🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!
Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.
🔔 ISCRIVITI ORAUnisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!
📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!
Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!
✅ Iscriviti su WhatsAppSenza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.
