MANOVRA 2026: SOLDI LAMPO ALLE FONDAZIONI MENTRE POLIZIA E MILITARI PAGANO IL CONTO
Fondi record a tempo di record: i casi Napolitano e Med-Or
Mentre il comparto Sicurezza e Difesa attende da anni riforme strutturali, la politica trova una sintonia fulminea quando si tratta di finanziare enti vicini ai palazzi romani. È il caso della neonata «Fondazione Giorgio Napolitano ETS», guidata da Walter Veltroni, che ha ottenuto un finanziamento di 200 mila euro complessivi (100 mila per il 2026 e 100 mila per il 2027).
La rapidità dell’operazione è senza precedenti: la fondazione è stata iscritta nel registro degli enti del terzo settore solo il 24 novembre 2025, appena poche settimane prima di vedersi garantito il gettone pubblico nel maxiemendamento. Un’iniziativa a prima firma FdI che ha incassato il sostegno unanime di Forza Italia, Lega, Pd e persino del Movimento 5 Stelle, superando decenni di feroci scontri politici sull’eredità di “Re Giorgio”.
Non è da meno la Fondazione Med-Or, presieduta dall’ex Ministro Marco Minniti, che festeggia lo stanziamento di 400 mila euro nel biennio 2026-2027 per condurre ricerche sulle “minacce ibride” e l’influenza russa in Italia. Risorse elargite con estrema facilità, che stridono con il rigore applicato a chi, ogni giorno, indossa una divisa.
La stretta sulle divise: una carrellata delle misure
Se per le fondazioni i rubinetti sono aperti, per le Forze dell’Ordine la Legge di Bilancio 2026 è una corsa a ostacoli segnata da tagli e inasprimenti. Ecco i punti salienti del pacchetto sicurezza:
- PENSIONI AL RIALZO: L’Articolo 42 cancella l’uscita a 60 anni, imponendo un incremento progressivo dei requisiti di un mese nel 2028, un ulteriore mese nel 2029 e un terzo mese dal 2030.
- SUPPLENZE E RECLUTAMENTO: Mentre la Polizia Penitenziaria viene spremuta autorizzando il trattenimento in servizio fino a 62 anni per 150 unità per tappare i buchi organici, le nuove assunzioni straordinarie (2.000 unità) sono previste con un cronoprogramma lentissimo che partirà solo a fine 2026.
- BRICIOLE ASSICURATIVE: A fronte dei 600 mila euro regalati alle due fondazioni citate, l’intero comparto (centinaia di migliaia di operatori) deve spartirsi appena 10 milioni di euro per le polizze di tutela legale e responsabilità civile.
- PREVIDENZA BLOCCATA: Si rifinanzia la previdenza complementare con 20 milioni, ma contemporaneamente si abroga lo “scivolo” che permetteva di usare la rendita integrativa per anticipare la pensione nel sistema contributivo.
Il paradosso: servire lo Stato costa caro, ricordarlo rende bene
Il parallelismo è impietoso: lo Stato spreme il personale operativo allontanando il traguardo della pensione, ma non esita a stanziare centinaia di migliaia di euro in pochi giorni per enti nati da meno di un mese. Mentre un poliziotto dovrà lavorare mesi in più, una fondazione appena registrata ha già incassato il “vitalizio” di bilancio con la benedizione di tutti i partiti.
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