Esteri

L’UE accelera verso una “Schengen militare”: nuovo regolamento sulla mobilità e quadro d’emergenza per la difesa europea

La Commissione europea e l’Alto rappresentante hanno presentato un importante pacchetto sulla mobilità militare che segna il passaggio più ambizioso finora compiuto dall’Unione verso un sistema di movimenti militari rapidi, sicuri e coordinati in tutta Europa. Il pacchetto giunge mentre i Paesi europei, in particolare quelli del fianco orientale continuano a subire minacce di vario genere alle loro infrastrutture. Il caso più recente riguarda il sabotaggio alla rete ferroviaria polacca condotto a detta delle autorità polacche da due cittadini ucraini che agivano per conto di Mosca.

La stima secondo cui la Russia potrebbe attaccare l’Europa entro i prossimi quattro anni “e’ una questione molto critica e dobbiamo stare molto attenti a non farla diventare una profezia che si auto avvera”, ha affermato il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, presentando il pacchetto per la mobilità militare dell’UE, confermando le previsioni di diverse intelligence europee citate più volte in questi mesi dal commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius. “Quindi, alla domanda: ‘l’Europa si sta preparando alla guerra?’ La risposta è no. L’Europa si sta preparando alla pace. L’Europa vuole la pace, ma se vogliamo la pace, dobbiamo prima essere pronti alla guerra”, ha aggiunto.

In base alla proposta della Commissione UE l’obiettivo è costruire entro il 2027 un vero e proprio “Schengen militare”, eliminando barriere normative, rafforzando la resilienza delle infrastrutture e creando per la prima volta un quadro europeo di risposta d’emergenza per movimenti su larga scala.

Il pacchetto si inserisce nella cornice del Libro bianco “Readiness 2030” e del piano ReArm Europe, che puntano a rendere l’UE capace di reagire con tempi e strumenti compatibili con la minaccia rappresentata dall’aggressione russa all’Ucraina.

Presentando il pacchetto, la vicepresidente della Commissione UE per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen ha sottolineato come la mobilità militare sia “una priorità assoluta per rafforzare la difesa europea”, ricordando che il nuovo regolamento permetterà di creare un sistema in cui “truppe ed equipaggiamenti potranno muoversi in modo rapido e sicuro attraverso le frontiere”.

Virkkunen ha evidenziato il valore della prima armonizzazione normativa a livello UE, spiegando che le nuove regole introducono “un tempo massimo di tre giorni per il rilascio delle autorizzazioni e formalità doganali semplificate”, passi considerati essenziali per aumentare la reattività europea in caso di emergenza.

Quest’autunno l’UE ha compiuto progressi su questioni chiave in materia di difesa, proponendo nuovi progetti e sbloccando fondi. Tuttavia, il gran numero di attività rende difficile tenere traccia della situazione attuale e di ciò che accadrà in futuro.
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Preavvisi ancora troppo lunghi

Il cuore politico dell’iniziativa è stato delineato dall’Alta rappresentante Kaja Kallas, che ha richiamato l’urgenza di ridurre drasticamente i tempi di movimento delle forze europee, citando il recente attacco alle infrastrutture ferroviarie polacche come esempio della crescente vulnerabilità della rete di trasporti continentale.

Per Kallas, la deterrenza in Europa si gioca soprattutto sulla velocità: “È semplice: più rapidamente possiamo muovere le forze, più forte è la nostra capacità di difesa. Dobbiamo parlare di giorni, non di settimane”.

L’ex premier estone (Paese particolarmente esposto alle minacce russe), ha fatto notare che “alcuni Paesi richiedono ancora 45 giorni di preavviso prima che le truppe di altri Stati possano attraversare il loro territorio”, definendolo “inaccettabile undici anni dopo l’annessione della Crimea” da parte della Russia.

Kallas ha insistito anche sulla dimensione infrastrutturale, ricordando che se un ponte non può sostenere un carro armato da 60 tonnellate o una pista è troppo corta per un aereo da trasporto “non possiamo rifornire le nostre forze”. Inoltre, Kallas ha chiarito che il nuovo sistema europeo “non duplica gli sforzi della NATO, ma li sostiene”, proponendo inoltre di estendere i corridoi di mobilità militare all’Ucraina come ulteriore garanzia di sicurezza.

Il tempo per prepararsi non è quando la crisi arriva

Molto esplicito è stato il Commissario europeo per i Trasporti Apostolos Tzitzikostas, che ha definito la mobilità militare “un passo decisivo per rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere a qualsiasi crisi”, ricordando che “il tempo per prepararsi non è quando la crisi arriva”.

Il commissario greco ha spiegato che l’esperienza recente, a partire da un’esercitazione NATO in cui un singolo collo di bottiglia infrastrutturale rallentò lo spostamento di truppe verso il fianco orientale, ha mostrato che “l’infrastruttura è strategia”.

La rete transeuropea dei trasporti, ha sottolineato, costituisce “la base stessa della mobilità militare”, e il lavoro con Stati membri, NATO ed esperti militari ha già portato all’individuazione di “oltre 500 hotspot lungo i quattro corridoi europei”, dove interventi mirati possono produrre benefici immediati. Tzitzikostas – che ha rifiutato di approfondire per ragioni di sicurezza a chi gli chiedeva di approfondire in merito agli hotspot – ha ricordato che questi progetti dovranno essere completati “entro la fine del decennio”, con un fabbisogno stimato di circa 100 miliardi di euro, e che i fondi europei – dal programma SAFE ai fondi di coesione fino al Connecting Europe Facility, che crescerà fino a 17 miliardi nel prossimo quadro finanziario – garantiranno la spinta necessaria.

Il commissario ha insistito inoltre sulla necessità di “regole unificate in tutta l’Unione”, chiarendo che la semplificazione significherà norme armonizzate per i materiali pericolosi, autorizzazioni per mezzi più pesanti, possibilità di movimenti anche nei fine settimana e una drastica riduzione dei tempi.

Una nuova cornice europea d’emergenza

Nel pacchetto presentato oggi è inclusa anche la nuova cornice europea d’emergenza (European Military Mobility Enhanced Response System, EMERS), che garantirà autorizzazioni accelerate e accesso prioritario alle infrastrutture per movimenti militari urgenti, oltre all’introduzione di coordinatori nazionali per il trasporto militare in ciascuno Stato membro. Il Commissario alla Difesa Andrius Kubilius ha spiegato che la mobilità è “la chiave della deterrenza” e ha citato il generale John Pershing (capo di Stato maggiore USA ai tempi della Prima guerra mondiale) osservando che “la fanteria vince le battaglie, la logistica vince le guerre”.

L’ex premier lituano ha sottolineato che per la prima volta l’UE introduce un regolamento vero e proprio su questo tema, passando “da 27 procedure nazionali a una singola procedura dell’Unione”, e ha chiarito che l’obiettivo è “parlare di minuti e ore, non di settimane e mesi”. Il nuovo quadro d’emergenza, ha spiegato, permetterà “permessi automatici e accesso prioritario a infrastrutture critiche”, mentre il nuovo sistema europeo includerà un meccanismo di pooling e sharing per capacità come vagoni ferroviari, camion pesanti e aerei cargo, gestito con un approccio simile ai sistemi di risposta alle crisi già attivi in ambito civile. Kubilius ha annunciato inoltre che la Commissione introdurrà “verifiche annuali di prontezza e stress test”, con il primo dedicato alla capacità dell’UE di muovere rapidamente l’assistenza militare verso l’Ucraina.

Il pacchetto sarà ora trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio, che lo esamineranno secondo la procedura legislativa ordinaria. Parallelamente, la Commissione inizierà a lavorare con gli Stati membri sui primi interventi infrastrutturali e preparerà la fase operativa del sistema d’emergenza.

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