Libia: esercitazione “Flintlock 2026” a Sirte, prime manovre congiunte tra le forze di Est e Ovest
Le Forze armate statunitensi hanno annunciato che la Libia ospiterà per la prima volta una parte delle manovre militari “Flintlock 2026” nella città di Sirte, con la partecipazione congiunta delle forze armate dell’Est e dell’Ovest del Paese. La decisione è stata confermata dal comandante di Africom, il generale Dagvin Anderson, durante una visita a Tripoli e Bengasi, caratterizzata da incontri con il premier del Governo di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba, e con il comandante dell’Esercito nazionale libico (Lna), Khalifa Haftar.
Secondo quanto riferito dal quotidiano libico “Al Wasat”, Anderson ha espresso sostegno agli sforzi per unificare le istituzioni militari libiche, sottolineando l’importanza di programmi congiunti di addestramento e cooperazione nel contrasto alle minacce transfrontaliere. In parallelo, il generale ha confermato l’intenzione statunitense di favorire un maggiore coordinamento tra le due principali strutture militari libiche, proponendo esercitazioni comuni a Sirte nel quadro della grande manovra multinazionale “Flintlock”, organizzata annualmente da Africom con la partecipazione di Paesi africani ed europei.
Nel corso dei colloqui a Bengasi, il vice comandante dell’Enl, Saddam Haftar, figlio di Khalifa, ha chiesto la revoca del bando internazionale alla fornitura di armi alla Libia, in vigore dal 2011, sostenendo la necessità di rafforzare l’esercito unificato. Anderson non ha commentato la richiesta, ricordando tuttavia che il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha già consentito un parziale allentamento del divieto per attività di formazione tecnica e programmi di supporto alla sicurezza, purché finalizzati al processo di unificazione delle forze armate.

A Tripoli, Anderson ha discusso con Dabaiba, il capo di Stato maggiore Mohamed al Haddad e il viceministro della Difesa Abdel Salam al Zubi il rafforzamento della cooperazione nel settore della sicurezza, ribadendo il sostegno statunitense a un processo guidato dalla Libia per superare la frammentazione militare. La presenza crescente di Africom nel Paese risponde a una più ampia competizione strategica nel continente africano, dove Stati Uniti, Russia e Cina si contendono influenza militare ed economica.
Il quotidiano “Wall Street Journal” ha riferito che Mosca avrebbe valutato l’ipotesi di una base militare in Libia o nel porto sudanese di Port Sudan, ipotesi che – secondo fonti statunitensi – accrescerebbe la capacità della Russia di proiettare potenza nel Mediterraneo, aggirando parte delle restrizioni legate alle sanzioni internazionali. Le ultime iniziative statunitense in Libia si inseriscono in una più ampia diplomazia pragmatica che punta a strutturare accordi tra gli attori militari locali senza ricorrere esclusivamente al formato mediato dalle Nazioni Unite.
La mediazione statunitense ha già favorito un’intesa economica preliminare annunciata il 18 novembre, includente un programma di sviluppo coordinato tra Est e Ovest e un meccanismo condiviso per la gestione delle entrate petrolifere, dopo mesi di tensioni. Secondo fonti di “Agenzia Nova”, il negoziato ha visto il coinvolgimento diretto del consigliere della Casa Bianca per gli affari nordafricani, Massad Boulos, e contatti paralleli con figure politiche libiche, tra cui Saddam Haftar e Ibrahim Dabaiba, nipote del premier.
🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!
Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.
🔔 ISCRIVITI ORAUnisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!
📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!
Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!
✅ Iscriviti su WhatsAppSenza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.