Difesa

ITALIA, IL DIBATTITO SULLA “NUOVA LEVA”: CROSETTO APRE, L’OPPOSIZIONE FRENA


Crosetto da Parigi: «Una leva volontaria, non la vecchia naja»

ROMA — «Reintrodurre in Italia un nuovo servizio militare, come in Francia e in Germania? Se lo deciderà il Parlamento sì…». Con questa dichiarazione il ministro della Difesa Guido Crosetto ha aperto — da Parigi, al termine dell’incontro con la collega francese Catherine Vautrin — un fronte politico destinato a far discutere.
L’annuncio è arrivato proprio nel giorno in cui Emmanuel Macron ha ufficializzato la reintroduzione in Francia di un servizio militare volontario di 10 mesi, operativo dall’estate 2026: 3.000 giovani il primo anno, poi 10.000 l’anno entro il 2030.

Crosetto ha spiegato di voler portare una bozza di disegno di legge prima in Consiglio dei ministri e poi in Parlamento: un documento che non riguarderà solo il numero dei militari, ma anche organizzazione, regole e futuro del modello difensivo.
Il ministro ha chiarito che non si tratta di un ritorno alla leva obbligatoria, sospesa nel 2005 con la legge Martino, ma di una leva su base volontaria, sull’esempio tedesco e francese: «L’Italia deve riflettere su un nuovo modello di difesa proporzionato ai tempi difficili che stiamo vivendo».


Obiettivo: una riserva più ampia e moderna

Il progetto punta alla creazione di una riserva ausiliaria dello Stato molto più vasta di quella attuale, oggi composta soprattutto da ex militari laureati impiegati in missioni tecniche — come la costruzione di ponti in Afghanistan o la gestione di pozzi idrici in Libano.

La nuova riserva potrebbe contare almeno 10.000 unità, formate da militari in congedo e personale civile, con apertura ai giovani e ai professionisti del settore cyber.
Il ruolo previsto sarebbe solo logistico, cooperativo e di supporto nelle calamità naturali, escludendo in modo assoluto l’impiego in teatri operativi.

La necessità nasce anche dai numeri attuali: le Forze armate italiane possono contare su circa 160.000 donne e uomini in divisa, considerati da più parti insufficienti.


Il confronto europeo: Francia e Germania corrono

La proposta italiana segue il trend già avviato da Parigi e Berlino.
In Germania, dal 2026 partirà un piano di incentivi all’arruolamento volontario, con l’obiettivo di portare il personale militare da 182.000 a 260.000 entro il 2035 e i riservisti da 60.000 a 200.000.
Anche qui niente ritorno alla leva obbligatoria, ma una disponibilità volontaria strutturata e ampliata.


Le critiche dell’opposizione: “Non nel nostro nome”

L’uscita di Crosetto ha acceso immediatamente il fronte politico.
Durissimo il leader M5S Giuseppe Conte: «Si parla solo di piani di guerra, leva, riarmo. Non è bastato il fallimento di questi tre anni e mezzo in Ucraina? Invece di aprire un canale diplomatico mandiamo i giovani in guerra. Fermatevi!».

Critico anche Angelo Bonelli (Avs): «Volete prendere i giovani e trasformarli in soldati invece che in medici, insegnanti, educatori. È la militarizzazione dell’economia. Non nel nostro nome».
Sulla stessa linea Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana): «Che questo possa essere il futuro dei nostri giovani è sconvolgente».

Dal Pd, il deputato Stefano Graziano, membro della commissione Difesa, frena: «Possiamo immaginare solo una riserva di supporto logistico, negli uffici o in appoggio alla Croce Rossa. Siamo per un esercito di professionisti».


La posizione dei moderati: “Niente ritorno al passato”

Anche dal centrodestra arrivano precisazioni.
Il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, esclude ogni ipotesi di leva obbligatoria: «Immagino un progetto simile a quello tedesco, con liste di cittadini disponibili ad arruolarsi in caso di necessità.
Un ritorno al modello del passato è impossibile, improponibile e antistorico».


Un tema destinato a infiammare il dibattito

La bozza del ministero è attesa nelle prossime settimane. Sul tavolo rimangono nodi politici, culturali e strategici: dalla sostenibilità delle forze armate agli scenari internazionali, fino alla sensibilità delle nuove generazioni.
Il confronto, intanto, è appena iniziato.

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