Israele intercetta la Flotilla: granate, idranti e arresti. Arrestati 22 italiani
L’assalto in mare: 18 imbarcazioni fermate, 201 attivisti arrestati
La Global Sumud Flotilla, composta da 44 imbarcazioni dirette verso Gaza con aiuti umanitari, è stata intercettata dalla Marina israeliana a circa 70 miglia nautiche dalla Striscia.
Secondo il tracker ufficiale, sarebbero 18 le navi fermate finora, tra cui Adara, Alma, Aurora, Dir Yassine, Grande Blu, Morgana, Spectre e molte altre.
Il portavoce della missione, Saif Abukeshek, ha denunciato che 13 imbarcazioni sono state attaccate con granate stordenti e idranti, mentre 201 persone provenienti da 37 Paesi risultano arrestate, tra cui 22 italiani, 30 spagnoli, 21 turchi e 12 malesi.
Almeno 30 barche sarebbero ancora in rotta verso Gaza, nel tentativo di rompere l’assedio imposto da Israele.
La reazione di Israele: “Saranno espulsi”
Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha confermato che i connazionali presenti sulle navi verranno trasferiti nel porto israeliano di Ashdod ed espulsi.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso ottimismo sulla sorte dei volontari italiani, assicurando che “saranno rimpatriati senza conseguenze giudiziarie”.
Israele giustifica l’intercettazione come misura di sicurezza, sostenendo che la Flotilla “mette a rischio la stabilità regionale”. Una versione respinta dai promotori della missione, che ribadiscono la natura puramente umanitaria e civile dell’iniziativa.
La condanna internazionale: “Disprezzo per la coscienza del mondo”
Il premier malese Anwar Ibrahim ha condannato con durezza l’operazione israeliana, definendola “un atto di intimidazione contro civili disarmati”.
Secondo Ibrahim, “Israele ha mostrato un profondo disprezzo non solo per i diritti del popolo palestinese, ma anche per la coscienza del mondo”.
Il governo malese ha annunciato che utilizzerà “tutti i mezzi legali e diplomatici per chiedere responsabilità internazionale”, soprattutto in difesa dei 12 cittadini malesi presenti sulle imbarcazioni.
L’Italia in piazza: 35 città in rivolta
L’attacco alla Flotilla ha acceso la miccia delle proteste in tutta Italia.
Da Roma a Milano, da Napoli a Torino, passando per Genova, Bologna e Pisa, decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per chiedere la fine dell’assedio di Gaza.
- Roma: oltre 10mila persone hanno marciato da Termini verso il centro storico. Scontri e lanci di oggetti in Piazza San Silvestro. Chiuso temporaneamente l’accesso a Termini.
- Milano: occupata la stazione Cadorna.
- Genova: l’USB ha organizzato il blocco del porto con due varchi chiusi.
- Napoli, Pisa, Torino: manifestanti sui binari, paralisi ferroviaria.
- Bologna: corteo davanti alla Prefettura con richiesta di dimissioni del governo.
Presìdi e sit-in anche a Bari, Palermo, Firenze, Livorno, Novara e Siena.
Sciopero generale in arrivo, Salvini valuta la precettazione
Le proteste non si fermeranno. Per venerdì è stato indetto uno sciopero generale dalla CGIL e dall’USB, che potrebbe paralizzare trasporti e servizi.
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha già annunciato di voler precettare i lavoratori per “evitare che una minoranza irresponsabile danneggi milioni di italiani”.
La politica italiana divisa: il voto in Parlamento
Oggi il ministro Tajani riferirà in Parlamento, prima alla Camera (9:30) e poi al Senato (13:00).
Le forze politiche restano spaccate:
- Il centrodestra valuta due risoluzioni, una sul riconoscimento della Palestina solo a condizioni precise (esclusione di Hamas e liberazione degli ostaggi israeliani) e una più allineata al “piano Trump” per la pace.
- L’opposizione (PD, M5S e AVS) lavora a un documento unitario, mentre Azione e Italia Viva preparano testi propri.
- I Dem dovrebbero astenersi sul cessate il fuoco, ma votare contro la risoluzione sul riconoscimento dello Stato palestinese.
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