Insulto sul display dell’auto di servizio: la bravata che imbarazza la Polizia Locale
Dove dovevano scorrere avvisi di sicurezza, compare un’offesa
Un’auto di servizio della polizia locale di Roma, in servizio nel IX Gruppo Eur, trasformata in un megafono di volgarità. Sul display luminoso, normalmente destinato a messaggi di sicurezza stradale, è comparso un insulto in dialetto : “ng** a mam*”. Una frase offensiva, visibile a chiunque transitasse in via Laurentina, che ha immediatamente attirato l’attenzione di automobilisti e passanti.
Foto e video virali su Instagram e TikTok
La scena non è passata inosservata. Diversi cittadini hanno scattato foto e registrato video, poi finiti rapidamente su Instagram e TikTok, dando alla vicenda una risonanza ben oltre il perimetro del quartiere. Da episodio grottesco a caso mediatico, il passo è stato brevissimo.
L’indagine interna del comandante De Sclavis
A far partire gli accertamenti è stato il comandante della polizia locale, Mario De Sclavis, che ha disposto una indagine interna per chiarire l’accaduto. La ricostruzione ha portato a individuare due giovani agenti come presunti responsabili: sarebbero stati loro a inserire volontariamente l’insulto nel software che gestisce il pannello luminoso dell’auto di servizio.
Due giovani agenti e una “bravata innocua”
Secondo quanto emerso, i due avrebbero considerato il gesto una bravata, senza valutarne le conseguenze. Uno dei due agenti era neoassunto tramite concorso del Comune di Roma, l’altro proveniva da un trasferimento da un altro comune. Un’azione superficiale, che però ha finito per colpire l’immagine dell’intero corpo.
La scoperta casuale dei colleghi del turno successivo
A far emergere definitivamente il caso sono stati i colleghi del turno successivo, completamente ignari di quanto accaduto. Saliti sull’auto, la scritta è apparsa automaticamente sul display, essendo già stata impostata in precedenza. Da lì, l’immediata segnalazione e l’avvio delle procedure.
Denuncia e procedimento disciplinare
La leggerezza non è rimasta senza conseguenze. I due agenti sono stati denunciati per oltraggio all’istituzione. La notizia, anticipata da Repubblica, è stata confermata da fonti investigative. Oltre alla denuncia alla magistratura, è scattato anche il procedimento disciplinare, con l’invio degli atti all’ufficio competente del dipartimento risorse umane.
Una bravata che rischia di costare carissima
Quello che per qualcuno poteva sembrare uno scherzo si è trasformato in un caso serio, con risvolti giudiziari e disciplinari. Un episodio che riaccende i riflettori su responsabilità, decoro e uso corretto dei mezzi pubblici, soprattutto quando a essere coinvolta è un’istituzione chiamata a garantire legalità e rispetto.
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