Carabinieri

Il Generale Luongo contro il male oscuro delle caserme: «Cari Carabinieri, chiedere aiuto è un dovere professionale, non una debolezza»

Oltre la divisa: il “Grazie di cuore” scritto a mano contro peso della sofferenza

Non è la solita circolare burocratica quella firmata dal Comandante Generale Salvatore Luongo il 25 febbraio 2026. Con un incipit e una chiusura vergati a mano — “Cari Carabinieri” e “Grazie di cuore” — il vertice dell’Arma si rivolge direttamente alla sua “famiglia” per affrontare il dramma dei commilitoni che cedono al peso della sofferenza. Luongo ammette con amarezza che comprendere le ragioni di un gesto estremo solo “dopo, dalle parole lasciate” purtroppo non restituisce nulla a chi non c’è più. Dietro ogni tragedia si nascondono spesso fragilità personali, tensioni in famiglia o malattie che, se confinate nel silenzio, portano a perdite che feriscono l’intera istituzione.

Maturità e servizio: perché prendersi cura di sé è un obbligo verso i cittadini

Il messaggio è netto: affrontare ostacoli gravosi, sia nella professione che negli affetti, richiede la capacità di mettersi in discussione per essere più attenti e presenti. Il Comandante ribalta il concetto tradizionale di forza: ricordare che chiedere aiuto non è segno di debolezza, ma di maturità e consapevolezza del proprio ruolo. Prendersi cura del proprio benessere e di quello dei colleghi è infatti considerato indispensabile per svolgere al meglio il servizio verso i cittadini. Qualsiasi ostacolo può trovare una via d’uscita se condiviso con chi sa ascoltare e comprendere.

Sentinelle del quotidiano: quando l’umanità supera i protocolli

Sebbene l’Arma dedichi da anni attenzione al disagio psicologico con strumenti e percorsi di accompagnamento, Luongo sottolinea che nessuna iniziativa istituzionale può sostituire la vicinanza umana che nasce dall’amicizia tra colleghi. I primi testimoni della quotidianità sono coloro che stanno accanto a chi soffre: un cambiamento d’umore o un gesto insolito sono “campanelli d’allarme” preziosi che non devono essere sottovalutati. L’invito è a essere più capaci di riconoscere quei segnali che spesso rimangono celati nel silenzio.

Il “passo ulteriore”: creare comunità per non lasciare nessuno in disparte

Dopo aver richiamato recentemente il valore della fiducia reciproca e dell’importanza di “essere comunità”, il Generale chiede ora un “passo ulteriore”: l’impegno concreto a coltivare il dialogo e creare spazi di confronto autentico. L’obiettivo finale è impedire che chi attraversa momenti di minore serenità resti in disparte, dimostrando collettivamente che ogni ferita può trovare cura se non rimane nascosta. È un appello diretto all’umanità di ogni singolo Carabiniere per rendere migliore la “grande famiglia dell’Arma”.

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Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.