Il comandante generale dei Carabinieri Luongo: “Vado a visitare i feriti in ospedale con il ministro Crosetto”
Un’esplosione che scuote l’Italia
È una tragedia che colpisce al cuore l’Arma dei Carabinieri e l’intero Paese. Martedì mattina, a Castel d’Azzano, nel Veronese, tre carabinieri hanno perso la vita e altri colleghi sono rimasti feriti nell’esplosione di un casolare durante un’operazione.
Le circostanze dell’incidente sono ancora oggetto di indagine, ma la dimensione del dolore è già chiara: si tratta di una delle perdite più gravi per l’Arma dagli anni delle missioni in Iraq e dalle stragi del Pilastro.
Luongo: “Un sacrificio nel dovere, pensiamo alle famiglie”
“È una tragedia che ha colpito l’Arma e l’intero Paese. Dobbiamo prima di tutto pensare ai familiari di questi tre carabinieri che stanno vivendo il dolore di questa perdita, e bisogna sempre ricordare che questo è un sacrificio che il personale ha fatto nell’adempimento del loro dovere, al servizio della comunità che sono stati chiamati a servire”, ha dichiarato il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale di corpo d’armata Salvatore Luongo, giunto a Verona nella mattinata.
Dopo una breve visita alla Caserma provinciale, il generale si recherà a Castel d’Azzano, nel luogo della tragedia, per rendere omaggio ai militari caduti. “Non abbiamo così tante perdite dalla strage del Pilastro e da Nassirya — ha aggiunto Luongo — è veramente qualcosa che pesa, ma siamo abituati a guardare sempre avanti.”
La visita ai feriti con il ministro Crosetto
Nel pomeriggio, il generale Luongo visiterà i carabinieri feriti ricoverati negli ospedali Borgo Trento e Negrar, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Ora vado a visitare i feriti, sto attendendo il ministro… poi faremo un punto della situazione per capire le future attività da mettere in atto; è un giorno di lutto per l’Arma”, ha detto Luongo poco prima della partenza.
Il comandante ha voluto rimarcare la forza e la professionalità dei suoi uomini: “Si tratta di personale esperto, specializzato. Li ho trovati provati, ma reattivi e pronti. Siamo carabinieri.”
Un dolore che unisce e rafforza
Le parole del generale racchiudono lo spirito di corpo che da sempre contraddistingue l’Arma: compattezza, coraggio e dedizione anche nei momenti più difficili.
L’Italia intera si stringe attorno alle famiglie delle vittime e ai colleghi che continuano a servire con onore.
“Siamo carabinieri” — ha ribadito Luongo — un motto che oggi suona come una promessa: quella di onorare il sacrificio dei caduti continuando a servire il Paese, con la stessa fermezza e lo stesso cuore.
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