Guardia di Finanza: Il SIAF denuncia il “Far West” degli orari di lavoro e le interpretazioni “fantasiose” dei Comandanti
Il Sindacato Italiano Autonomo Finanzieri (SIAF) ha inviato una dura nota al Comando Generale della Guardia di Finanza e ai Comandanti Regionali per denunciare il mancato rispetto della circolare 289086/017 relativa alle disposizioni in materia di orario di lavoro. Secondo l’organizzazione sindacale, si stanno moltiplicando le segnalazioni riguardanti interpretazioni distorsive e criticità applicative che colpiscono duramente i militari, in particolare quelli impiegati nei Reparti territoriali delle aree metropolitane e provinciali. Tali condotte non solo danneggiano il benessere psico-fisico del personale, ma generano anche inefficienze organizzative ed economiche contrarie ai principi di razionalizzazione.
Programmazione stravolta e turni al limite della sicurezza
La circolare di settore definisce con precisione la distinzione tra orario programmato, giornaliero e settimanale, stabilendo anche il diritto a pause adeguate e al recupero psico-fisico. Tuttavia, il SIAF lamenta una gestione arbitraria che ignora l’obbligo di una programmazione almeno semestrale, introducendo interpretazioni “fantasiose” che non rispettano lo spirito della direttiva. Viene riferito uno stravolgimento continuo della settimana in corso con preavvisi ridottissimi, spesso privo di reali e documentabili esigenze di servizio. Uno dei punti più critici riguarda i turni 18/24, con personale reimpiegato alle 08:00 del mattino successivo senza il necessario riposo tra due turni, una prassi che espone i finanzieri a rischi di infortuni e cali di attenzione.
Sprechi di denaro pubblico e anomalie nei moduli organizzativi
Dalla denuncia emerge un uso “anomalo” dei moduli di lavoro su 5 giorni. È stato segnalato che molti militari, pur essendo inseriti in questo modulo, vengono frequentemente impiegati di sabato, mentre altri colleghi in programmazione su 6 giorni usufruiscono sistematicamente di licenze o riposi nelle medesime giornate. Questa gestione incoerente non solo crea un clima di iniquità tra il personale, ma genera ore di straordinario non necessarie, producendo oneri aggiuntivi per l’Amministrazione che potrebbero essere facilmente evitati con una pianificazione corretta e trasparente.
Servizio 117 e Nuclei Mobili: competenze declassate
Un altro allarme lanciato dal Segretario Generale Nazionale Eliseo Taverna riguarda il depotenziamento dei Nuclei Mobili Territoriali. Personale non adeguatamente specializzato verrebbe impiegato nei servizi “117”, mentre i militari dei Nuclei Mobili, destinatari naturali di tali compiti, vengono dirottati in modo continuativo verso attività investigative. Questo “snaturamento” operativo non solo indebolisce la funzione primaria del dispositivo territoriale, ma mette a rischio la stessa efficienza e sicurezza dei servizi operativi.
Le richieste del SIAF: ispezioni e tavoli tecnici
Per porre fine a queste derive, il SIAF ha richiesto un intervento correttivo immediato e l’emanazione di chiari indirizzi applicativi. Tra le richieste principali figurano:
- Un richiamo formale ai Comandanti di Reparto affinché rispettino rigorosamente la pianificazione e i moduli organizzativi.
- L’avvio di verifiche ispettive e monitoraggi a campione focalizzati sugli impieghi in sesta giornata, sullo straordinario evitabile e sul rispetto dei riposi.
- Il ripristino della priorità di impiego di personale specializzato per il servizio “117”.
- L’apertura di un tavolo tecnico con le Organizzazioni Sindacali per condividere buone prassi e indicatori di criticità.
L’obiettivo dichiarato dal sindacato è quello di garantire un’applicazione uniforme delle norme, evitando letture arbitrarie che comprimono i diritti dei lavoratori e aumentano i costi per lo Stato.
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