False fatture e riciclaggio: arrestato anche un carabiniere con una valigetta piena di contanti
L’inchiesta della Procura di Napoli sulla criminalità economica
Un articolato sistema di emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio internazionale è al centro di una vasta indagine coordinata dalla III Sezione della Procura di Napoli – Criminalità Economica, diretta dal procuratore aggiunto Alessandro Milita. L’attività investigativa ha portato all’esecuzione di cinque arresti domiciliari, disposti dal G.I.P. del Tribunale di Napoli.
Coinvolti un carabiniere e un agente della polizia municipale
Tra i cinque indagati figurano un carabiniere, sorpreso con una valigetta contenente denaro contante, e un agente della polizia municipale. Tutti sono accusati, a vario titolo, dei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio.
La società “schermo” nel commercio del materiale ferroso
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe utilizzato una società “schermo”, operante solo formalmente nel settore del commercio di materiale ferroso, come perno di un sistema illecito finalizzato alla movimentazione di ingenti flussi finanziari.
Il sistema di “underground banking”
Gli indagati avrebbero ideato e realizzato un sofisticato meccanismo di “underground banking”, capace di trasferire denaro al di fuori dei circuiti bancari ufficiali. Il sistema si basava sull’emissione di fatture false per operazioni inesistenti, per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro, seguite da bonifici bancari immediatamente reindirizzati su conti esteri.
I conti correnti all’estero e il rientro del contante
I flussi finanziari sarebbero stati convogliati su conti correnti in Belgio, Germania, Lussemburgo, Bulgaria e Olanda, per poi rientrare in Italia sotto forma di denaro contante, successivamente consegnato alle società beneficiarie delle operazioni fittizie.
Le perquisizioni sul territorio campano
Nel corso dell’operazione, i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto dei Finanzieri del Comando Provinciale di Napoli e dei Carabinieri, hanno eseguito 14 perquisizioni tra abitazioni e attività commerciali in Campania, con l’ausilio di unità cinofile.
Sequestrati 230mila euro in contanti
All’esito delle perquisizioni sono state sequestrate somme di denaro contante per complessivi 230mila euro, in parte occultate all’interno di una valigetta, elemento ritenuto centrale nell’impianto accusatorio sul presunto riciclaggio internazionale.
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