Difesa

Difesa, il piano del generale Portolano: “Autonomia industriale, addio a Strade Sicure, 3 miliardi all’Ucraina e 10mila nuovi soldati per la rivoluzione cyber”

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, traccia la rotta della sicurezza nazionale in un momento di estrema tensione geopolitica in un’intervista al Sole 24 Ore. Mentre la maggioranza di governo vive un braccio di ferro interno — con la Lega che spinge per frenare gli invii militari e FdI e FI decisi a mantenere il supporto a Kiev — il 12° decreto per la cessione di mezzi si avvia al Consiglio dei ministri. Sostanzialmente, la linea non cambia: l’Italia ha già fornito armi e materiali per un valore complessivo che supera i 3 miliardi di euro.

Guerra ibrida e minaccia russa: non è più tempo di allarmismi ma di realtà

La minaccia russa non è un’ipotesi remota, ma una realtà che si manifesta attraverso la guerra ibrida, colpendo gli ambienti fisico, virtuale e cognitivo. Secondo il generale Portolano, non si tratta di evocare scenari inverosimili, ma di riconoscere con responsabilità che la difesa oggi coinvolge direttamente i cittadini, chiamati a essere parte attiva della sicurezza collettiva. I confini dei conflitti sono sfumati e gli attacchi possono colpire infrastrutture critiche e reti di comunicazione già in tempo di pace. Per questo, l’Italia deve adottare una postura di prontezza costante, in linea con il monito della NATO sulla necessità di una “mentalità di guerra”.

Investimenti record: 18 miliardi per modernizzare le Forze Armate

Il Documento Programmatico Pluriennale 2025-27 non è un semplice elenco, ma un piano di trasformazione radicale per superare le asimmetrie tecnologiche. Le cifre messe sul tavolo sono imponenti:

  • 4,55 miliardi per il settore aereo;
  • 3,53 miliardi per la modernizzazione terrestre;
  • 2,53 miliardi per i mezzi marittimi;
  • 5,44 miliardi destinati al mantenimento operativo, l’architrave della sostenibilità militare;
  • 1,14 miliardi per digitalizzazione e comando e controllo;
  • 426 milioni per i sistemi spaziali e la sorveglianza orbitale.

Oltre ai mezzi, l’obiettivo è l’autonomia strategica: è necessario ricostituire linee di produzione essenziali, come quelle per nitrocellulosa e nitroglicerina, modernizzando gli stabilimenti dell’Agenzia Industrie Difesa per ridurre la dipendenza dall’estero.

Il nodo organici: 10mila nuovi soldati e l’addio a “Strade Sicure”

Le Forze Armate italiane si preparano a una rivoluzione del personale. La Legge di Bilancio 2026 prevede un primo incremento di 10.000 unità, con un focus specifico sulle nuove tecnologie. Portolano è chiaro: servono esperti di Intelligenza Artificiale e almeno 5.000 specialisti nel settore cyber per contrastare le minacce correnti. In quest’ottica, il generale auspica che i circa 6.500 militari attualmente impiegati nell’operazione “Strade Sicure” possano tornare al loro ruolo primario di difesa, oggi più che mai indispensabile. È previsto inoltre il potenziamento delle riserve, sia operative che volontarie su base specialistica.

Prontezza NATO e alleanze strategiche: il caso Arabia Saudita

L’Italia non sta a guardare e schiera una forza ad altissima prontezza operativa di 2.867 unità, supportata da 359 mezzi terrestri, 4 navali e 15 aerei. Questa squadra d’élite rappresenta il contributo italiano alla Allied Reaction Force della NATO, con base a Solbiate Olona. Sul fronte internazionale, Portolano ha recentemente incontrato il suo omologo in Arabia Saudita per rafforzare la cooperazione nell’intelligence e nel settore industriale. Per quanto riguarda l’interesse di Riyad nel progetto del caccia di sesta generazione GCAP, il generale richiama la prudenza: si tratta di accordi estremamente delicati che coinvolgono interessi strategici vitali.

Andrea Valenti – Analista di sicurezza e informazione strategica
Analista di sicurezza e informazione strategica

Andrea Valenti

Andrea Valenti è un analista indipendente specializzato in difesa, sicurezza nazionale, geopolitica e informazione strategica. Su InfoDifesa.it cura contenuti basati su fonti verificate e analisi contestualizzate, con particolare attenzione alla resilienza informativa e ai temi di sicurezza globale.