Dal COVI il messaggio di Crosetto che va oltre gli auguri: “Mai tanta instabilità dalla Seconda guerra mondiale”
Dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro della Difesa Guido Crosetto hanno rivolto in videocollegamento i tradizionali auguri per le festività natalizie a tutti i militari italiani impegnati in missioni e operazioni in Italia e all’estero. Un momento solenne, carico di valore simbolico, dedicato a donne e uomini che serviranno il Paese anche a Natale e Capodanno, lontani dai propri affetti.
Crosetto: “La presenza del Presidente è una guida salda”
Aprendo il suo intervento, il ministro Crosetto ha ringraziato il Capo dello Stato per la sua presenza, definendola “un punto di riferimento sicuro” e “una guida salda” per il personale della Difesa. Una vicinanza resa ancora più significativa dalla prossimità delle festività, soprattutto per chi opera nei teatri internazionali. La presenza del Presidente viene indicata come segno concreto di attenzione, condivisione e vicinanza da parte delle istituzioni.
Il saluto ai vertici militari e ai contingenti all’estero
Crosetto ha salutato il sottosegretario di Stato alla Difesa Matteo Peregor di Cremnago, il Capo di Stato Maggiore della Difesa generale Portolano, i Capi di Stato Maggiore di Forza Armata, i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, il Direttore nazionale degli armamenti – Segretario generale della Difesa – e il comando del COVI. Ma il ringraziamento più sentito è stato rivolto ai militari collegati dai vari teatri operativi, alcuni dei quali il ministro incontrerà personalmente nei giorni successivi.
“Mai tanta instabilità dalla Seconda guerra mondiale”
Nel suo discorso, Crosetto ha delineato un quadro internazionale definito senza precedenti nel dopoguerra. Citando il Global Peace Index 2025, ha ricordato che oggi nel mondo sono attivi 59 conflitti, con 78 Stati coinvolti in guerre fuori dai propri confini e 17 Paesi che nel 2024 hanno superato i mille morti. Ucraina e Medio Oriente sono solo le crisi più visibili di un sistema globale attraversato da tensioni diffuse e interconnesse.
Dalla difesa alla prevenzione delle crisi
Per il ministro, la sfida strategica non è solo reagire, ma prevenire le crisi. Una volta scoppiate, fermarle è sempre più difficile e, una volta concluse, sanarne le ferite lo è ancora di più. L’esperienza del Kosovo viene indicata come esempio emblematico: una missione che dura da decenni, mentre le tensioni restano vive, alimentate anche da interferenze esterne e dinamiche di guerra ibrida.
Guerra ibrida e minacce che cambiano ogni settimana
Crosetto ha sottolineato come la guerra moderna non si giochi più su un solo fronte: Africa, Medio Oriente, Balcani sono parte dello stesso scenario instabile. Alle Forze Armate italiane è chiesto di cambiare mentalità continuamente, perché il contesto operativo muta ogni settimana, così come la capacità offensiva dei potenziali avversari.
Cyber, droni e spazio: il nuovo volto del conflitto
Tra gli esempi citati, un recente attacco hacker che ha reso una nave civile con 650 passeggeri potenzialmente incontrollabile. Se avesse trasportato gas o petrolio, avrebbe potuto trasformarsi in un’arma devastante. È il simbolo di un mondo in cui vecchie e nuove minacce si sommano: dalle trincee che ricordano la Prima guerra mondiale, ai droni sempre più economici e sofisticati, fino ai missili ad altissima velocità che richiedono sistemi di difesa capaci di partire persino dallo spazio.
Democrazia e tempi lenti della sicurezza
Il ministro ha rivendicato i tempi della democrazia e della burocrazia, valori irrinunciabili ma inevitabilmente più lenti rispetto ai regimi autoritari, capaci di decidere un’aggressione in pochi istanti. Un limite operativo che incide sulla capacità di risposta, ma che Crosetto ha ribadito essere il prezzo da pagare per difendere le libere istituzioni.
Le persone, il cuore delle Forze Armate
Nonostante il cambiamento continuo, Crosetto ha indicato un elemento immutabile: le persone. Uomini e donne che hanno giurato di mettere la Repubblica, la democrazia e le istituzioni al di sopra di tutto. Molti di loro trascorreranno le festività lontano da casa, svolgendo il proprio lavoro con quella semplicità che costituisce, secondo il ministro, la vera forza delle Forze Armate. Il contributo di ciascuno, inserito in un sistema collettivo, rende l’Italia più forte, più deterrente e più capace di reagire alle crisi.
L’Italia che rende onore ai suoi militari
È l’Italia che parla ai suoi figli lontani, che li ringrazia e affida loro un messaggio di speranza. Non una pace immediata, definita da Crosetto “un sogno difficile”, ma almeno l’auspicio di una tregua, primo passo verso quella pace che nessuno desidera più di chi serve nelle Forze Armate.
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