Crosetto rilancia la leva volontaria: «Italia pronta a rivedere il modello di difesa»
Il ministro al Tg3: «Bozza di legge in arrivo»
Il ministro della Difesa Guido Crosetto conferma l’intenzione di sottoporre al Parlamento una proposta per reintrodurre in Italia un nuovo servizio militare. «Se lo deciderà il Parlamento sì», afferma al Tg3, annunciando che porterà prima in Consiglio dei ministri e poi alle Camere «una bozza di disegno di legge».
Il testo punterà a garantire «la difesa del Paese nei prossimi anni» e riguarderà non solo «il numero dei militari», ma anche «organizzazione e regole».
Leva volontaria: «Schema simile a quello tedesco»
In conferenza stampa a Parigi, Crosetto chiarisce la natura della proposta: nessun obbligo, ma un modello su base volontaria.
«È uno schema non molto diverso da quello tedesco – spiega – perché prevede una volontarietà. Quello tedesco ha un automatismo che scatta, quello francese da quello che leggo è totalmente volontario».
Il ddl in preparazione seguirà quindi l’impostazione adottata da Francia e Germania: accesso libero, nessun ritorno al servizio obbligatorio abolito nel 2005.
«Discutiamone anche in Italia»: sicurezza e riserve militari
A Parigi, dopo l’incontro con la ministra delle Forze Armate Catherine Vautrin, Crosetto si sofferma sul contesto europeo.
Secondo il ministro, se lo scenario futuro prevede «minore sicurezza», è necessario riconsiderare «il numero delle forze armate» e «la riserva da mettere in campo in caso di crisi».
Negli ultimi anni, ricorda, Italia, Germania e Francia avevano costruito modelli basati sulla riduzione degli effettivi. Ora però «tutte le nazioni europee mettono in discussione quei modelli» e stanno valutando un aumento del personale.
«Anche noi in Italia dovremmo riflettere – aggiunge – per archiviare le scelte di riduzione dello strumento militare e andare verso un suo aumento. Ci sono motivi di sicurezza che rendono importante farlo».
Ucraina: «Truppe europee laggiù? Non è compito nostro»
Crosetto esclude la possibilità di inviare contingenti europei in Ucraina.
«Non è un compito né per l’Italia, né per la Francia, né per l’Europa», afferma, ponendo una domanda retorica: «Quante dovrebbero essere? 200.000? 300.000?».
La sicurezza dell’Ucraina, secondo il ministro, deve basarsi sulla certezza globale che «la Russia non entrerà mai più nel territorio ucraino». Gli europei possono invece garantire supporto strutturale: addestramento e sostegno a lungo termine alle forze armate ucraine, soprattutto perché Kiev «non avrà le condizioni economiche interne per sostenerle».
«L’Europa assicuri una pace giusta e duratura»
Sul ruolo dell’Unione Europea, Crosetto evidenzia la necessità di una pace che «non umili nessuno» e che sia stabile.
Pur auspicando un cambio di postura da parte del Cremlino, il ministro non nasconde il proprio pessimismo: «Vedo che Putin continua ad arruolare militari, ad aumentare le riserve e gli investimenti».
Le prossime settimane, spiega, saranno decisive per capire se esista una reale volontà negoziale da parte della Russia. «Mi auguro di sì – conclude – e se ci sarà, l’Italia farà la sua parte in Ucraina».
📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!
Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!
✅ Iscriviti su WhatsAppSenza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.
🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!
Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.
🔔 ISCRIVITI ORAUnisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!