Crosetto: “La normalità del Paese è sostenuta ogni giorno da una difesa altamente qualificata”
Un messaggio istituzionale nel segno della complessità globale
Il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica si impone come un punto di riferimento imprescindibile per il Paese in una fase storica definita da “straordinaria complessità”. Sin dalle prime parole, il Capo dello Stato ha ricordato come si chiuda “un anno non facile” e come l’aspettativa primaria dei cittadini sia rivolta “anzitutto alla pace”, offrendo una riflessione lucida sulla condizione del nostro tempo.
Ucraina e Gaza: le immagini che rendono la pace un’urgenza
Nel suo intervento, il Presidente ha evocato scenari che parlano da soli: “le immagini dei bombardamenti sulle città ucraine, delle abitazioni distrutte, delle centrali energetiche colpite per lasciare intere popolazioni al gelo dell’inverno”. A queste si affianca “la devastazione di Gaza, dove persino i neonati al freddo perdono la vita”. Immagini che, ha sottolineato, rendono “ancora più forte il desiderio di pace” e “sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”.
Crosetto: “La pace è un modo di pensare”
A commentare il discorso è il Ministro della Difesa Guido Crosetto, che ne ha rimarcato il valore politico e morale. “La pace – come ha ricordato il Capo dello Stato – è prima di tutto un modo di pensare: un modo di vivere insieme agli altri rispettandoli, senza imporre la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio”, ha dichiarato il Ministro, sottolineando la profondità del messaggio presidenziale.
Responsabilità condivisa e difesa comune
Secondo Crosetto, “le parole del Presidente ci richiamano alla responsabilità, alla coerenza e all’urgenza di un impegno comune”. Un richiamo netto in un contesto in cui, ha aggiunto, “non è il tempo della frammentazione, ma della convergenza”. Da qui la conseguenza politica: “Questo rende ancora più evidente la necessità di una difesa comune credibile, capace di garantire sicurezza, deterrenza e prontezza operativa, nel pieno rispetto del diritto internazionale”.
Europa e relazioni transatlantiche come pilastri
Nel messaggio di fine anno è stato inoltre ricordato come “l’Europa e le relazioni transatlantiche – dai Trattati di Roma del 1957 al Piano Marshall – rappresentino i due pilastri della ricostruzione e le coordinate fondamentali della nostra azione internazionale”. Un passaggio che, secondo il Ministro, definisce con chiarezza il perimetro strategico entro cui si muove l’Italia.
Il contributo italiano alla sicurezza internazionale
Crosetto ha poi richiamato esplicitamente un altro passaggio del discorso presidenziale: “L’Italia è oggi un attore di grande rilievo sulla scena internazionale anche grazie al contributo che i nostri militari hanno dato e danno alla costruzione della sicurezza e della pace”. Un cammino che, è stato ricordato, “ha avuto anche costi elevati, a partire dal sacrificio dei nostri aviatori a Kindu, in Congo, nel 1961”.
Forze Armate tra Patria e teatri di crisi
“Condivido pienamente questo riconoscimento”, ha affermato Crosetto. “La Difesa e le Forze Armate italiane svolgono un ruolo cruciale: in Patria e nei teatri di crisi internazionali rappresentano un pilastro fondamentale della stabilità globale”. Un impegno quotidiano che si traduce, ha aggiunto, in “presenza, competenza e dedizione” al servizio dei valori di “libertà, democrazia e solidarietà”.
Sicurezza quotidiana e sacrificio silenzioso
Il Ministro ha voluto rivolgere un pensiero particolare al personale militare impegnato anche durante le festività: “Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine e vicinanza alle donne e agli uomini che, anche in queste festività, sono lontani dai propri affetti per servire il Paese”. Grazie al loro lavoro, ha spiegato, “tutti noi possiamo vivere queste giornate in sicurezza e serenità”. Quella che viene percepita come normalità – “scuole aperte, ospedali funzionanti, infrastrutture affidabili, servizi essenziali” – poggia infatti “su un sistema di difesa moderno, efficiente e altamente qualificato”.
L’augurio per il futuro e il primato del diritto
In chiusura, Crosetto ha ringraziato il Presidente “per il suo alto magistero e per la costante attenzione rivolta alle Forze Armate”, sottolineando come le sue parole invitino “a guardare al futuro con maggiore responsabilità e fiducia”. “L’Italia della Repubblica è una storia di successo nel mondo: possiamo e dobbiamo esserne orgogliosi”, ha affermato, affidando al 2026 l’auspicio che “si consolidino i passi compiuti verso una pace giusta e duratura, fondata sul primato del diritto sulla forza e sui valori che costituiscono l’essenza della nostra identità nazionale ed europea: libertà, democrazia e solidarietà”.
“A tutte le donne e gli uomini della Difesa – ha concluso – rivolgo i miei più sentiti auguri per un anno di pace, fiducia e responsabilità”.
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