CROSETTO: “LA DIFESA DEVE CAMBIARE TUTTO”. ALLARME SU MINACCE GLOBALI, AUTOCRAZIE, DEMOGRAFIA E RITARDI DELL’EUROPA
Un intervento senza filtri
Nel suo intervento conclusivo al Defence Summit, Guido Crosetto si presenta in anticipo “per ascoltare gli altri”, dopo aver saltato persino il Consiglio dei ministri pur di esserci. Taglia la lista dei saluti – “consideratevi tutti salutati” – e va dritto al punto: questi incontri servono perché mondi diversi si contaminano, crescono e si mettono in discussione. Una rarità, sottolinea, in un Paese dove politica, industria, pubblico e settore militare procedono spesso paralleli ma distanti.
“La minaccia è totale: dal drone allo smartphone”
Crosetto descrive un panorama di sicurezza che nessun documento riesce più a contenere:
una pervasività della minaccia mai vista, che “arriva da sopra, da sotto, dal fianco, dal televisore, dal telefonino, da cose che non vedi e in modi che non puoi immaginare”.
La tecnologia corre così veloce che un documento di programmazione oggi nasce già vecchio: l’IA esplode, il quantum è alle porte, gli scenari geopolitici mutano in tempo reale.
E avverte:
“I droni non sostituiscono le vecchie minacce: si sommano. Tutto resta e tutto si aggiunge.”
Dai coltelli agli attacchi cyber, fino a una nave che con una semplice ancora può tranciare cavi energetici o di comunicazione nel Mediterraneo.
Prevenire, prima ancora che difendersi
Quando la difesa non è più sufficiente, serve altro: prevenire le minacce prima che diventino attacchi reali.
Non è un compito dei militari, osserva Crosetto, ma della politica: comprendere le cause profonde che generano ostilità, conflitti, instabilità.
Studiare il mondo per anticipare la storia.
La bomba demografica africana e il declino europeo
Crosetto porta un dato che considera una “direttrice della storia”:
- Africa al 2100: 3,7 miliardi di abitanti, età media 17 anni (Niger 15).
- Italia nello stesso anno: età media 54 anni e –40% della popolazione.
- Europa: –30% complessivo.
- Francia unica in crescita (+4%).
Un mondo giovane, forte e affamato accanto a un continente anziano, statico e in contrazione.
Un fiume demografico che scorre accanto a noi e che, se ignorato, può trasformarsi in instabilità e conflitti difficili da gestire.
L’esplosione delle disuguaglianze e l’attrattiva delle autocrazie
Crosetto tocca un tema che definisce “scomodo”: l’aumento delle disuguaglianze.
Chi lavora diventa più povero, chi è già ricco aumenta il vantaggio.
Così si rompe il “contratto” alla base delle democrazie: la promessa che la vita di tutti migliori.
Mentre questo accade, cresce la seduzione delle autocrazie: città più pulite, decisioni rapide, assenza di conflitto politico.
“Le democrazie sono lente perché non hanno coniugato velocità e democrazia”, afferma.
Europa in affanno: USA e Cina si affrontano, e l’Europa pesa
La competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina è inevitabile, e secondo Crosetto avrà un effetto:
Washington finirà per sganciare il proprio destino da quello europeo.
Non per Trump: “Trump è il sismografo, non il terremoto”.
L’Europa – dice senza giri di parole – è percepita come un peso, una zavorra che rallenta gli USA nella corsa contro Pechino.
“Pensate a 150.000 giovani africani che arrivano senza armi”
Crosetto lancia un’immagine volutamente brutale per spiegare la natura delle minacce future:
anche con armi capaci di fermare centomila droni o missili, non esiste tecnologia in grado di fermare un’onda umana generata da squilibri demografici, economici e sociali.
È un monito alla politica: non tutto si risolve con sistemi d’arma.
Rivoluzione totale della Difesa: uomini, norme e velocità
A gennaio-febbraio, il ministro vuole portare in Parlamento una riorganizzazione totale della Difesa:
- uomini
- strumenti normativi
- strumenti giuridici
- capacità di cambiare rapidamente
Una difesa fluida in un mondo fluido.
Serve un impianto legislativo che permetta ciò che prima non serviva e non era previsto.
Industria, università e forze armate insieme: basta compartimenti stagni
Crosetto insiste su un modello unico di Paese:
Industria–Università–Ricerca–Difesa devono diventare un tutt’uno.
I centri sperimentali delle Forze Armate – Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri – devono lavorare fianco a fianco con università e imprese.
L’Ucraina, osserva, dimostra che l’innovazione nasce sul campo, con l’ingegnere e il militare che testano insieme.
“Il vero nemico dell’Italia? La competenza… quella sbagliata”
Crosetto accusa frontalmente la burocrazia:
difende le proprie aree di competenza anche quando chi le occupa non ne ha alcuna.
Un sistema che blocca la velocità, necessaria per sopravvivere.
Richiama Alice nel Paese delle Meraviglie:
“Per stare fermo devi correre, e per muoverti devi correre il doppio.”
È il tempo in cui vive il Paese.
Dati, IA e “cruscotto di comando”: la nuova mente della Difesa
Il ministro spiega perché spinge sull’intelligenza artificiale:
un comandante non può gestire migliaia di informazioni da solo.
Serve un sistema che filtri dati e segnali, per far emergere ciò che conta.
La decisione resta umana, ma la gestione dell’informazione deve essere automatizzata.
Questa, per Crosetto, è la sfida che può diventare ossatura dell’intero Stato.
“Userò fondi della Difesa per creare il DARPA italiano”
Il ministro annuncia il progetto:
un DARPA italiano, sul modello dell’agenzia USA che ha generato le maggiori innovazioni tecnologiche americane.
Ricorda di aver già creato un centro studi per monitorare il mondo e mappare i “cervelli eccezionali” italiani all’estero.
Finora – afferma – nessuno ha rifiutato di collaborare con il proprio Paese, nemmeno manager da 50 milioni l’anno.
Una responsabilità collettiva
La Difesa, dice Crosetto, ha un compito doppio:
- Proteggere il Paese.
- Tracciare la strada che dia un futuro ai prossimi 100 anni.
E questa sfida riguarda tutti: militari, industria, università, tecnici, civili.
Non è la missione di un governo, di un ministro o di un capo di Stato Maggiore:
è la responsabilità di chiunque oggi possa dare qualcosa al Paese.
Perché, avverte, se non affrontiamo ora questi anni difficili, lasceremo ai nostri figli un Paese peggiore.
Ma conclude con un atto di fiducia:
“L’Italia ha potenzialità, orgoglio e forza. Possiamo farcela.”
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