Crosetto incontra le Associazioni Combattentistiche: «Il vostro coinvolgimento sempre più necessario nella riorganizzazione che porterò in Parlamento»
Si è svolta oggi a Roma, presso l’auditorium “Visconti” di Palazzo Aeronautica, la riunione annuale tra il Ministro della Difesa Guido Crosetto e i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane, d’Arma e di Categoria.
Un appuntamento che il titolare della Difesa ha scelto di trasformare in un momento di confronto strategico sul ruolo dell’associazionismo militare e combattentistico nel sistema Paese.
«La Difesa come una grande famiglia con radici solide»
Nel suo intervento, Crosetto ha delineato con nettezza la propria visione del comparto:
«Concepisco la Difesa come una grande famiglia, nella quale le vostre Associazioni sono una parte essenziale», ha affermato, richiamando la necessità di tenere insieme memoria e capacità di adattamento.
In un passaggio chiave, il Ministro ha sottolineato:
«In un mondo che corre veloce, non c’è futuro senza solide radici nel passato e senza la capacità di adeguarsi al presente. Il nostro dovere è sostenervi nella crescita, così come deve crescere l’intera Difesa».
Parole che collocano le associazioni non come semplice presidio della memoria storica, ma come attori chiamati a partecipare alla trasformazione dello strumento difesa.
Cultura della Difesa e deterrenza: «Non rimuovere il rischio»
Crosetto ha poi ringraziato le associazioni per il lavoro quotidiano sul territorio:
«Grazie per il vostro impegno nel rafforzare la cultura della Difesa», ha detto, collegando questo impegno al contesto internazionale definito «tempi complessi».
Un contesto nel quale, ha ammonito, non è possibile indulgere in facili autoinganni:
«Nei tempi complessi in cui viviamo, non possiamo ignorare il concetto di rischio né cedere alla tentazione di rimuoverlo: al contrario, dobbiamo prepararci per poter allontanare il pericolo. Questa è la deterrenza».
La deterrenza, nelle parole del Ministro, si fonda dunque sulla consapevolezza collettiva del rischio e sulla capacità di preparazione, ambiti nei quali il contributo delle Associazioni è stato definito «sempre più necessario».
Una riorganizzazione complessiva della Difesa in arrivo in Parlamento
Nel corso della riunione, il Ministro ha annunciato l’intenzione di portare in Parlamento una «riorganizzazione complessiva della Difesa», costruita su un modello capace di affrontare le sfide di domani.
In questo quadro, Crosetto ha evidenziato che l’associazionismo avrà un ruolo fondamentale, legando esplicitamente la riforma alla partecipazione del mondo combattentistico, partigiano, d’arma e di categoria.
Un passaggio ribadito in chiusura del suo intervento:
«La Difesa di un Paese è un impegno collettivo, e il vostro contributo è essenziale».
Un messaggio che sposta il baricentro dal solo apparato militare alla più ampia comunità che ruota attorno a chi ha servito, serve o sostiene le Forze Armate.
I protagonisti del mondo associativo militare e combattentistico
Alla riunione hanno portato il proprio contributo i vertici delle principali realtà associative di riferimento del settore.
È intervenuto il Presidente nazionale della Confederazione Italiana tra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Professor Claudio Betti, figura di primo piano nel coordinamento delle realtà che custodiscono la memoria dei combattenti e della Resistenza.
Accanto a lui, è intervenuto il Presidente nazionale del Consiglio Permanente delle Associazioni d’Arma, Generale di Corpo d’Armata Paolo Gerometta, che rappresenta il vasto mondo delle associazioni legate alle diverse Armi e specialità delle Forze Armate.
La loro presenza ha conferito all’incontro il carattere di un vero momento di coordinamento “di sistema” tra Ministero e associazionismo, sia sul versante combattentistico e partigiano sia su quello d’Arma.
All’evento hanno partecipato anche il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.
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