Crosetto al Copasir: il 12° pacchetto di aiuti all’Ucraina entra nel vivo
Un decreto secretato in arrivo entro la settimana
Martedì il ministro della Difesa Guido Crosetto illustrato al Copasir il dodicesimo pacchetto di aiuti militari destinato all’Ucraina. Si tratta di un decreto interministeriale secretato, contenente l’elenco di armi, mezzi e munizioni che l’Italia invierà a Kiev.
Come previsto dalla legge, il provvedimento non richiede un voto parlamentare preventivo ed è coperto da segreto di Stato per ragioni operative.
Fonti di governo indicano che il pacchetto – il quarto del 2025 – è ormai definito e verrà formalizzato in settimana.
Contenuti riservati e precedenti forniture
Il contenuto esatto del decreto resta classificato. Nessun dettaglio è stato diffuso dal governo né dai media.
Nei pacchetti precedenti l’Italia ha fornito mezzi corazzati leggeri, artiglieria, sistemi anticarro e munizioni, spesso materiali di seconda mano.
Non è chiaro se l’undicesimo pacchetto, approvato a maggio 2025, sia già operativo né se il nuovo includa sistemi d’arma diversi. La linea resta quella di rispondere alle richieste militari di Kiev e garantire continuità nel supporto.
La maggioranza si divide: Salvini attacca, Crosetto replica
L’annuncio del nuovo invio ha riaperto le tensioni nella coalizione. Matteo Salvini e la Lega esprimono scetticismo dopo le recenti inchieste di corruzione in Ucraina, sostenendo che gli aiuti italiani non debbano alimentare «ulteriore corruzione».
Crosetto ha replicato con durezza: fermare gli aiuti sarebbe «assurdo» e non si può giudicare un Paese per «due corrotti», ricordando che gli alleati non giudicarono l’Italia per la presenza della mafia.
Il vicepremier Antonio Tajani ha confermato il pieno via libera dell’esecutivo: «L’Italia è pronta a fare la sua parte», spiegando che il governo ha già informato il Copasir e che l’invio seguirà a breve.
Pressioni per la trasparenza e reazioni dell’opposizione
Il Partito Democratico, pur favorevole al sostegno militare, chiede che l’esecutivo porti il decreto in Aula per illustrare contenuti e autorizzazioni.
La sinistra d’opposizione condanna le parole della Lega e ribadisce la solidarietà a Kiev.
Nel centrodestra, Fratelli d’Italia mantiene la linea ufficiale del governo Meloni: nessun arretramento sul sostegno all’Ucraina.
Il Consiglio Supremo di Difesa rilancia il sostegno a Kiev
Pochi giorni prima dell’audizione, si è riunito il Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella e dalla premier Giorgia Meloni.
Il comunicato finale riafferma «il pieno sostegno dell’Italia a Kiev nella difesa della sua libertà» e colloca il nuovo decreto in questa cornice strategica.
Il presidente del Copasir Lorenzo Guerini avverte: nel «momento del massimo bisogno» l’Ucraina deve poter contare sull’Italia «subito, senza esitazione alcuna».
Dal Quirinale e dagli alleati europei arrivano ulteriori segnali di incoraggiamento. L’Italia resta vincolata all’accordo di sicurezza firmato con Kiev nel 2024 e continua a partecipare al gruppo di contatto Ramstein e alle iniziative NATO ed UE.
Nodo PURL e rapporti con gli Stati Uniti
Il dodicesimo pacchetto arriva mentre resta aperto il dossier sul PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), la piattaforma USA per acquisti congiunti di armamenti a favore di Kiev.
L’Italia non ha ancora aderito formalmente.
Crosetto aveva programmato un viaggio a Washington per discuterne con il Pentagono, ma l’appuntamento è stato rinviato dopo le uscite di Salvini.
Sul fronte europeo, Bruxelles prepara nuovi pacchetti di sanzioni contro Mosca e sollecita maggiore coesione tra gli alleati. Crosetto continua a ribadire la necessità di non indebolire il fronte ucraino in questa fase del conflitto.
Il quadro normativo e la sfida del 2026
Il nuovo pacchetto si basa sul DL 200/2024, che proroga fino al 31 dicembre 2025 l’autorizzazione alla cessione di armamenti all’Ucraina.
Come avvenuto finora, ogni tranche è varata con decreto del ministro della Difesa, senza nuovo voto parlamentare.
Per il 2026 servirà però una nuova proroga: il Parlamento dovrà esprimersi nelle prime settimane del prossimo anno.
L’esecutivo è fiducioso, ma le divisioni interne del centrodestra potrebbero rendere più difficile garantire una maggioranza compatta su un tema che continua a polarizzare il dibattito politico italiano.
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