Carabinieri, Castello e Jannece promossi generali di corpo d’armata
ROMA – Il Consiglio dei ministri n. 150, riunito giovedì 4 dicembre 2025 alle 17 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, nel capitolo Nomine ha ridisegnato, in silenzio ma con grande peso concreto, una parte dei vertici militari e amministrativi dello Stato.
Nel passaggio forse più significativo per l’Arma, su proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto il Cdm ha deliberato la promozione al grado di generale di corpo d’armata dei generali di divisione del ruolo normale dell’Arma dei Carabinieri Rosario Castello e Antonio Jannece.
Rosario Castello, il giurista siciliano che porta l’esperienza del territorio nello Stato Maggiore
Nato a Noto (Siracusa) il 14 giugno 1965, Rosario Castello è l’archetipo del carabiniere formatosi interamente nelle scuole di eccellenza militare. Dopo il triennio alla Scuola Militare Nunziatella di Napoli (1981‑1984), prosegue alla Accademia Militare di Modena (1984‑1986) e alla Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma (1986‑1988), completando in seguito anche il 3° corso di Stato Maggiore Interforze (ISSMI) e i cicli dell’Istituto Alti Studi per la Difesa. Si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno nel 1990, in Sociologia presso la stessa Università nel 1997, in Scienze della Sicurezza (I livello) e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna (specialistica) presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata nel 2003. Ha conseguito l’idoneità alla professione di Avvocato presso la Corte di Appello di Catanzaro nel 1993. E’ coniugato e padre di due figli.
La sua carriera operativa inizia in divisa grigioverde, comandante di plotone alla Scuola Allievi Carabinieri di Roma tra il 1988 e il 1990, per poi passare al ROS di Catanzaro, dove fino al 1994 dirige una sezione impegnata nelle indagini più delicate sul crimine organizzato. Seguono il comando della Compagnia di Termoli fino al 1997 e quello della Compagnia di Torino Oltre Dora fino al 2000, esperienze che gli danno una conoscenza diretta del tessuto sociale tanto del Sud quanto del Nord del Paese.
Dal 2007 al 2013, nei gradi di tenente colonnello e poi colonnello, Castello guida il Gruppo Carabinieri di Frascati, alle porte di Roma, reparto chiave nelle attività investigative della Capitale e del suo hinterland. È in questi anni che matura buona parte di quella esperienza di comando operativo che, più tardi, lo porterà ai vertici di due legioni territoriali.
Da settembre 2013 a settembre 2015 ha ricoperto l’incarico di Comandante Provinciale Carabinieri di Bari, venendo poi nuovamente destinato al Comando Generale quale Capo Ufficio Personale Marescialli, da settembre 2015 a ottobre 2017.
Nel giugno 2018 viene nominato comandante della Legione Carabinieri “Basilicata”, con sede a Potenza, nel grado di generale di brigata. In Lucania, dove resterà fino al 2020, si costruisce una reputazione di ufficiale vicino alle istituzioni locali e alle comunità, tanto che oggi il presidente regionale Vito Bardi – lui stesso generale di corpo d’armata in congedo – ha definito la sua recente promozione un “riconoscimento meritatissimo” per una carriera “contraddistinta da straordinaria professionalità, dedizione incrollabile al dovere e profonda umanità”, ricordando il “rapporto saldo e fiduciario” instaurato con il territorio lucano.
Dal 9 settembre 2020 Castello assume il comando della Legione Carabinieri “Sicilia”, ruolo che esercita per circa tre anni nel vivo della fase post‑pandemica e di rinnovata pressione mafiosa su appalti e risorse pubbliche. Le cronache locali lo ritraggono impegnato in un fitto giro di visite a compagnie e stazioni, da Siracusa-Ortigia ad Avola, da Palermo alle realtà più periferiche, con un messaggio costante: le piccole caserme sono i “capisaldi della legalità” e del contatto quotidiano con i cittadini.
Nel gennaio 2023, mentre è ancora al vertice della Legione Sicilia, viene promosso generale di divisione; l’evento viene celebrato nella caserma “Carlo Alberto dalla Chiesa” di Palermo assieme all’Associazione Nazionale Carabinieri, di cui è socio benemerito dal 2012.
Nel settembre 2023 il generale lascia il comando della Legione Sicilia per assumere un incarico di peso allo Stato Maggiore della Difesa: Capo dell’Ufficio Generale Affari Giuridici e consulente giuridico del Capo di Stato Maggiore della Difesa. Da allora la sua firma è dietro a diversi dossier sensibili sul diritto internazionale umanitario e sulle regole d’ingaggio nelle operazioni militari, come dimostra la sua recente partecipazione, in rappresentanza dello Stato Maggiore, a un convegno SIOI sulla protezione delle persone con disabilità nei conflitti armati, dove ha illustrato il nuovo Manuale militare di diritto internazionale umanitario in via di emanazione.
Sul piano delle onorificenze, Castello è decorato con la croce d’oro, la medaglia d’argento e la medaglia Mauriziana per il servizio militare e Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Antonio Jannece, dal Tuscania al Gis fino allo Stato Maggiore: il generale delle operazioni speciali
Se Rosario Castello è il comandante “territoriale‑giurista”, Antonio Jannece è il volto dell’Arma operativa e speciale che negli anni è risalita fino al cuore dello Stato Maggiore. Nato il 1° settembre 1965, formato alla Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli e poi al 166° corso ordinario dell’Accademia Militare di Modena e al 166° corso di Applicazione della Scuola Ufficiali Carabinieri, vanta una doppia laurea – in Giurisprudenza (Università di Parma) e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna (Università di Roma “Tor Vergata”) – oltre a due master di fascia alta, in Studi internazionali strategico‑militari (Centro Alti Studi per la Difesa) e in Scienze strategiche (Università di Torino). Un percorso accademico che ne fa, a tutti gli effetti, un ufficiale di vertice abituato a coniugare manovra sul terreno e visione strategica.
Il battesimo del fuoco avviene con il 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, dove Jannece comanda un plotone tra il 1988 e il 1992, immerso nei teatri più delicati della sicurezza interna. Da lì il passaggio alla galassia delle forze speciali è quasi naturale: prima ufficiale “a disposizione” per il Gruppo di Intervento Speciale (GIS), poi comandante della 2ª Sezione GIS (1992‑1994), fino a tornare anni dopo, dal settembre 2010 all’agosto 2013, come comandante del GIS stesso. In quei ruoli guida reparti chiamati a intervenire su sequestri, terrorismo, criminalità organizzata, affinando tattiche e procedure che diventeranno standard operativi dell’Arma.
Non è però un percorso confinato all’élite. Jannece attraversa anche la frontiera più esposta del controllo del territorio: è comandante della Compagnia di Monreale (1994‑1999), in piena terra di mafia, e poi comandante della Compagnia di Firenze (1999‑2001), dove misura la pressione della criminalità in un grande capoluogo metropolitano. Nel frattempo l’Arma ne valorizza le capacità di pianificazione: dopo il 4° corso ISSMI al Centro Alti Studi per la Difesa (2001‑2002), viene chiamato allo Ufficio Ordinamento del Comando Generale, dove guida prima la 3ª Sezione (2002‑2005) e poi la più sensibile 1ª Sezione (2005‑2007), contribuendo a scrivere la “grammatica” normativa e organizzativa della Benemerita.
Tra il 2007 e il 2010 torna alla linea di contatto con la criminalità nel napoletano, come comandante del Reparto Territoriale prima e poi del Gruppo Carabinieri di Castello di Cisterna, uno degli avamposti chiave nella lotta ai clan dell’hinterland. Quindi, dal settembre 2010, il ritorno al vertice del GIS, dove consolida la reputazione di ufficiale capace di gestire operazioni ad altissimo rischio e di innovare le tecniche d’intervento delle unità speciali.
Nell’agosto 2013 il baricentro si sposta di nuovo sul territorio, questa volta al Nord: Jannece viene nominato comandante provinciale dei Carabinieri di Bologna (fino all’agosto 2015), coordinando indagini di peso contro la criminalità organizzata, i traffici di droga e le bande specializzate in assalti ai bancomat. Conclusa l’esperienza emiliana, rientra al vertice del Comando Generale come Capo Ufficio Addestramento e Regolamenti (2015‑2017), l’ufficio che disegna dottrina, percorsi formativi e regole d’ingaggio di tutti i reparti.
Dal 2017 al 2019 guida la 2ª Brigata Mobile Carabinieri, grande unità di proiezione impegnata nelle missioni all’estero e nelle principali emergenze di ordine pubblico sul territorio nazionale; dal giugno 2019 al settembre 2021 è poi Capo del IV Reparto del Comando Generale, snodo centrale per la pianificazione e l’impiego delle forze. Il successivo incarico alla testa della Legione Carabinieri “Campania” (settembre 2021 – luglio 2024) lo riporta in una delle regioni più complesse del Paese, dove guida migliaia di militari tra lotta alla camorra, controllo del territorio e prossimità ai cittadini.
Dall’11 luglio 2024 Jannece è Sottocapo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri: il numero due della struttura di pianificazione e coordinamento, il tavolo dove si decidono organici, impieghi e priorità operative dell’Arma su scala nazionale. Un incarico che arriva dopo decenni di servizio in cui ha alternato reparti paracadutisti, unità speciali, comandi territoriali e uffici di vertice, e che si affianca a un quadro di decorazioni di alto profilo, tra cui la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia e onorificenze maturate nei teatri balcanici. Con la promozione a generale di corpo d’armata, deliberata dal Cdm su proposta del ministro Crosetto, quel percorso trova oggi il suo approdo naturale: un generale cresciuto tra il Tuscania, il GIS e i dossier più sensibili di Stato Maggiore viene proiettato stabilmente nel ristretto cerchio che orienta il futuro dell’Arma.
Da parte della redazione di InfoDifesa.it giungano le più sincere congratulazioni ai generali di corpo d’armata Rosario Castello e Antonio Jannece, per un traguardo che corona carriere di servizio silenzioso e rigoroso allo Stato e che l’Arma, e con essa il Paese, possono legittimamente considerare motivo di orgoglio.
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