Sindacati Militari

Carabinieri Ausiliari, scontro sulla sicurezza: “Non è una gara, Stazioni unico presidio in molte zone”


Le polemiche sull’assunzione di 12.000 Ausiliari

Le polemiche sollevate da alcuni sindacati di polizia contro il Ministro della Difesa Guido Crosetto, in relazione all’annunciata assunzione di 12.000 Carabinieri Ausiliari, irrompono nel dibattito sulla sicurezza e vengono indicate come motivo di sorpresa e preoccupazione, riaccendendo il confronto sul rafforzamento della presenza dello Stato sul territorio. A intervenire è il Segretario Generale di Usmia Carabinieri, Carmine Caforio, che respinge le critiche con una presa di posizione netta:

«Attaccare una misura che punta a rafforzare la presenza dello Stato sul territorio significa, nei fatti, indebolire il sistema sicurezza del Paese».

Il Segretario Generale richiama inoltre la necessità di mantenere il confronto su un piano istituzionale:

«Ritengo doveroso riportare il dibattito su un piano istituzionale e costruttivo. Il tema non può diventare una contrapposizione tra Forze di Polizia».


“La sicurezza non si difende alimentando divisioni”

Nel comunicato si evidenzia come la tutela dei cittadini non possa trasformarsi in terreno di scontro tra corpi dello Stato:

«La sicurezza dei cittadini non si difende alimentando divisioni».

Viene quindi sottolineata la peculiarità dell’Arma dei Carabinieri, descritta come una realtà unica nel panorama nazionale per capillarità e presenza, dalle grandi aree urbane fino ai centri più isolati.


La rete territoriale: Compagnie, Nuclei e Stazioni

Il documento richiama la struttura organizzativa dell’Arma, fondata su una rete diffusa di Compagnie, con alle dipendenze Nuclei Operativi e Radiomobili, Tenenze e soprattutto Stazioni, che presidiano quotidianamente città, periferie, aree rurali e borghi isolati. Molti di questi presidi risultano operativi h24.

Un passaggio centrale del comunicato descrive il ruolo delle Stazioni nel rapporto diretto con la cittadinanza:

«In ogni ora del giorno e della notte il cittadino sa di poter bussare alla porta di una Stazione e trovare un Carabiniere pronto ad ascoltare, intervenire e assumersi responsabilità».


Modelli organizzativi differenti, non contrapposti

Nel merito del confronto con la Polizia di Stato, Caforio precisa:

«Con il massimo rispetto – dichiara Caforio – quello dell’organizzazione territoriale dell’Arma è un modello diverso da quello dei Commissariati di Polizia, che rispondono a una differente articolazione. Non è una gara, né deve diventarlo».

Il comunicato insiste su un dato operativo ritenuto evidente:

«È un dato evidente che, soprattutto nelle ore notturne, in molte realtà l’unico punto di riferimento per il cittadino resti la piccola Stazione dei Carabinieri: una luce accesa, una porta che si apre, una risposta immediata. Per decine di chilometri, spesso, non vi sono altri presidi di Polizia».


12.000 Ausiliari: rafforzamento del controllo del territorio

Nel quadro delineato, l’incremento di organico viene presentato come una misura a beneficio dell’intero sistema sicurezza:

«L’incremento di 12.000 Carabinieri Ausiliari non è un favore all’Arma, ma un investimento concreto sulla sicurezza collettiva».

Il comunicato dettaglia gli effetti attesi:

  • Più pattuglie impiegate nel pronto intervento
  • Maggiore controllo del territorio
  • Più prossimità ai cittadini
  • Una più efficace capacità di prevenzione

Obiettivi che vengono collegati alla visione del Comandante Generale dell’Arma, Salvatore Luongo, indicato come promotore di questa linea sin dal suo insediamento.


“Fare la guerra tra Forze di Polizia è un grave errore”

Il documento contiene un passaggio particolarmente critico verso il clima di contrapposizione:

«Fare la guerra tra Forze di Polizia per un provvedimento che rafforza il presidio dello Stato è un grave errore. Non è un criterio costruttivo né politicamente accettabile».

Pur riconoscendo l’esistenza di carenze di organico nelle altre Forze di polizia, il comunicato ribadisce che tali criticità non possono tradursi nell’opposizione a misure che migliorano l’efficienza complessiva del sistema sicurezza.


Unità istituzionale e diritto alla sicurezza

Il messaggio finale richiama la necessità di coesione tra istituzioni:

«Il Paese ha bisogno di unità, non di rivalità. Ha bisogno di istituzioni che collaborano, non che si contendono spazi. Rafforzare l’Arma dei Carabinieri significa rafforzare lo Stato».

Il comunicato si chiude con un’affermazione diretta:

«Chi attacca questa scelta dovrebbe spiegare ai cittadini perché ritiene che più uomini sul territorio non siano un valore. La sicurezza non è una bandiera di parte. È un diritto dei cittadini e un dovere delle istituzioni».

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Laura Bianchi – Esperta in relazioni sindacali militari e di polizia
Esperta in relazioni sindacali delle Forze Armate e di Polizia

Laura Bianchi

Laura Bianchi è una consulente e analista indipendente specializzata in relazioni sindacali, rappresentanza e tutela del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Si occupa di contrattazione, diritti del personale, evoluzione normativa e dinamiche istituzionali. Su InfoDifesa.it cura approfondimenti basati su fonti ufficiali, documenti sindacali e analisi del contesto giuridico e operativo.