Carabinieri

Carabiniere spara e uccide intruso, il figlio “Colpito alle spalle mentre fuggiva, non lo meritava”

Roma – Il 20 settembre 2020, all’alba, Jamal Badawi, siriano di 56 anni, è stato ucciso da un colpo di pistola esploso da un carabiniere durante un tentativo di fuga da uno stabile in zona Eur a Roma, dove si era introdotto. Oggi il militare E.M. deve rispondere in tribunale dell’accusa di eccesso colposo nell’uso delle armi.

La tesi dei legali della famiglia

L’episodio è stato ripreso da una telecamera di videosorveglianza. “Dal video si vede chiaramente che M. ha esploso i due colpi ad altezza uomo, con il braccio teso, nei confronti di un individuo che era in fuga, che non rappresentava alcun pericolo, che si trovava di spalle e a distanza”, affermano gli avvocati Claudia Serafini e Michele Vincelli, che seguono la famiglia Badawi. Secondo i legali, si sarebbe trattato di omicidio volontario. 

La difesa del carabiniere

La difesa del carabiniere sostiene invece che Badawi avrebbe aggredito il collega di M. con un cacciavite prima di fuggire. “C’è stata una vera colluttazione e l’arnese è stato poi trovato in mano a Badawi. La consulenza balistica del Ris ha escluso che si sia trattato un colpo volontario”, affermano gli avvocati Paolo Gallinelli e Lorenzo Rutolo.

 

In aula ha testimoniato anche il figlio della vittima, Kaiser Badawi: “Sono indignato per quello che è successo a mio padre, soprattutto perché è stato ucciso in modo brutale, alle spalle e da un carabiniere”, ha dichiarato. “Il carabiniere gli spara a distanza, alle spalle e senza che mio padre avesse esercitato alcuna violenza. Quale legittima difesa? È un omicidio a tutti gli effetti. Voglio che sia fatta giustizia.”

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