Ancora sull’eterna ipocrisia sul ruolo della polizia
La pubblicazione del precedente articolo ha suscitato discussioni accese (clicca qui per leggerlo) e, prevedibilmente, anche accuse infondate: quella di aver “giustificato un omicidio”. Accusa facile, ma intellettualmente pigra perché qui non si tratta di giustificare una morte, bensì di distinguere piani che vengono sistematicamente confusi.
Si può discutere se la reazione del poliziotto che ha ucciso la donna a Minneapolis sia stata proporzionata oppure no. Probabilmente, ma col senno di poi, è stata sproporzionata. Questo è un tema serio, giuridicamente rilevante, che spetterà ai giudici valutare.
Quello che non è seriamente discutibile, però, è un altro dato fattuale: l’auto non si è fermata all’alt e, almeno nella prima fase della sua traiettoria, è passata davanti al poliziotto, che ha dovuto scansarsi per non essere investito. Questo non è un dettaglio, ma il punto di partenza di tutta la vicenda.
Da quel momento in poi entriamo in un contesto che molti fingono di non conoscere: quello della decisione istantanea. Tutti, comodamente seduti sul divano di casa, siamo bravissimi a spiegare cosa sarebbe stato meglio fare: sparare alle ruote, sparare alla mano, sparare al volante, non sparare affatto. Sono ragionamenti astratti, spesso suggestionati da film e serie TV, che nulla hanno a che vedere con la realtà operativa.
La verità è molto più semplice e molto più scomoda: solo il poliziotto che, in quel preciso istante, si trova davanti a un’auto che gli arriva addosso deve decidere in pochi secondi. E decide mentre percepisce un pericolo reale per la propria vita.
Ma il punto centrale – quello che evidentemente ha dato fastidio – non è nemmeno questo. L’eccesso che mi sta più a cuore non è l’eventuale eccesso di uso della forza in America. È l’eccesso opposto che conosciamo bene in Italia: l’eccesso di indulgenza verso chi insulta, oltraggia, minaccia e talvolta aggredisce le forze dell’ordine.
In Italia abbiamo normalizzato comportamenti che in qualunque Stato minimamente serio verrebbero repressi con fermezza. L’insulto al poliziotto è diventato folklore. L’oltraggio è spesso derubricato a sfogo. L’aggressione verbale o fisica è giustificata con il disagio, la rabbia, il contesto sociale. Il messaggio che passa è devastante: l’autorità è negoziabile, il rispetto è facoltativo e la divisa è un bersaglio legittimo.
Allora la domanda vera è questa: cosa vi scandalizza di più? Un possibile eccesso di forza negli Stati Uniti, lontano migliaia di chilometri, o un eccesso di indulgenza quotidiano, sistemico, tutto italiano, verso chi disprezza e delegittima le forze dell’ordine?
Io non ho dubbi. Perché l’eccesso americano lo giudicheranno i tribunali. L’eccesso italiano, invece, lo stiamo coltivando noi, ogni giorno, con la nostra indulgenza culturale e politica.
Difendere il rispetto dell’autorità non significa giustificare ogni errore della polizia. Significa ricordare che, senza rispetto per chi fa rispettare le regole, le regole smettono semplicemente di esistere. E quando accade, a pagare il prezzo non sono i polemisti da salotto, ma i cittadini onesti.
🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!
Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.
🔔 ISCRIVITI ORAUnisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!
📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!
Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!
✅ Iscriviti su WhatsAppSenza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.