AttualitàCarabinieri

Ambrogino d’Oro, tra i premiati il Radiomobile dei Carabinieri di Milano al centro delle polemiche per il caso Ramy


Un riconoscimento che pesa

Sono stati diffusi questa mattina i 42 nomi che il 7 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio, riceveranno l’Ambrogino d’Oro, la più alta onorificenza civica del Comune di Milano.
Tra i premiati spicca, per portata simbolica e per il contesto in cui arriva, il Nucleo Operativo Radiomobile – Comando Provinciale Carabinieri di Milano, insignito per la prima volta dell’Attestato di Civica Benemerenza.

Una scelta destinata a far discutere: il reparto dell’Arma è infatti lo stesso intervenuto il 27 novembre dello scorso anno nell’inseguimento dello scooter su cui viaggiava Ramy Elagml, giovane di origine egiziana morto dopo aver ignorato l’alt delle forze dell’ordine. Una vicenda che per mesi ha acceso polemiche, accuse e controaccuse, con i carabinieri finiti al centro di un intenso scrutinio pubblico.
Le perizie finora acquisite dalla Procura hanno delineato un’azione ritenuta corretta, pur con accertamenti ancora in corso.


I premiati dell’edizione 2024

Accanto al Radiomobile, figurano tra i destinatari delle benemerenze realtà come Rete Scuole Senza Permesso, Scuola Militare Teulié, Spazio Aperto Cooperativa Sociale, Corale Polifonica Nazariana, Fare x Bene ETS, CSRC Carlo Poma, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS, insieme ad altre personalità del mondo culturale e sociale, tra cui Jo Squillo e Tempera Vincenzo.

Tra le medaglie d’oro anche giornalisti, artisti, figure dello sport e della sanità, mentre la Grande Medaglia d’Oro, la massima onorificenza, è stata assegnata al FAI – Fondo Ambiente Italiano.
Previsti inoltre diversi riconoscimenti alla memoria, conferiti a cittadini che hanno lasciato un segno nel loro ambito professionale e umano.


La cerimonia di Sant’Ambrogio

La consegna degli Ambrogini avverrà, come da tradizione, al Teatro Dal Verme. La discussione sul senso politico e civico della lista, però, è tutt’altro che chiusa. In particolare, la scelta di premiare il Radiomobile arriva dopo un anno di tensioni, dichiarazioni contraddittorie e ricostruzioni divergenti sul “caso Ramy”.


Il commento di Salvino Paternò: “Un salto mortale politico”

A rendere ancora più acceso il dibattito è arrivata la voce del colonnello Salvino Paternò, che ha affidato a un lungo commento la sua lettura ironica e feroce della decisione del Comune.

«Quest’anno – ha scritto – il premio per il miglior salto carpiato, con triplo avvitamento e doppia capriola mortale, va al Comune di Milano. Come non riconoscere le sue doti acrobatiche dopo l’annuncio di insignire con l’Ambrogino d’Oro proprio il Nucleo Radiomobile di Milano, lo stesso coinvolto nel caso Ramy?».

Paternò prosegue denunciando ciò che definisce una “giravolta politica”, dopo mesi in cui – nelle sue parole – parte del mondo politico cittadino aveva alimentato critiche e accuse verso i militari.
«E così – afferma – mesi di polemiche si dissolvono come nulla fosse. È la stessa piroetta che una parte della sinistra sta tentando di eseguire a livello nazionale, scoprendo improvvisamente il tema della sicurezza e l’importanza delle Forze dell’Ordine».

Il colonnello ricorda poi come lo scorso anno il Comune abbia scelto di non premiare il vice ispettore di Polizia accoltellato alla Stazione di Lambrate, decisione definita allora legata alle “sensibilità del centrosinistra”. «Ma erano altri tempi, altre circostanze», insiste.

Nella sua analisi, Paternò punta il dito contro dichiarazioni del passato rilasciate dal sindaco di Milano, che nei giorni successivi alla morte di Ramy aveva giudicato “inaccettabile” il comportamento dei carabinieri: «Oggi, invece, a quel reparto si consegna la massima benemerenza cittadina».
Il colonnello si interroga anche sul ruolo di chi, a suo dire, aveva espresso valutazioni severe sull’operato dei militari, dalle figure istituzionali agli esponenti politici che avevano parlato di “violenza di Stato”.

La conclusione è altrettanto tagliente:
«La cerimonia rischia di diventare una pomposa rappresentazione circense. E nel circo ci sono funamboli e pagliacci. Ma non basta lanciarsi in spericolate acrobazie per diventare veri funamboli. Sarebbe bello se a ritirare il premio andassero proprio i carabinieri coinvolti in quella notte. Ma, purtroppo, ci andranno altri, con le divise scintillanti e gli inchini di rito».


Una scelta che lascia il segno

L’Ambrogino d’Oro 2024 si preannuncia dunque come un’edizione dalle forti implicazioni simboliche.
In platea non ci saranno solo premi e targhe: ci saranno anche mesi di scontri pubblici, retromarce politiche e una città che continua a interrogarsi sul rapporto tra sicurezza, istituzioni e fiducia.

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