Sindacati Militari

Allarme arruolamenti nell’Esercito, il nodo è nel precariato. Le differenze con Carabinieri e Polizia

“I nuovi domini, come il conflitto russo-ucraino ha mostrato, esistono e sono stati individuati, dal cibernetico ai droni, forse anche tardivamente dalle Forze armate. Lo stesso capo dello Stato maggiore dell’Esercito (Sme), il generale Carmine Masiello, sin dal suo insediamento ha rimarcato gli assetti tecnologici di cui l’Esercito dovrà dotarsi o incrementare. Dopo una fase iniziale con risorse interne specializzate bisognerà guardare fuori e per essere appetibili rispetto al mercato civile si dovrà far leva sugli incentivi economici. Nonostante la tecnologia, anche se non sappiamo gli scenari del futuro con l’Ia, la centralità resta alle risorse umane, per parola di quanto espresso proprio dal capo di Sme. Tuttavia dal punto di vista sindacale non abbiamo riscontri concreti rispetto ad esempio agli aspetti economici di un contratto ormai scaduto da un paio di anni e una contrattazione che va avanti a fatica con i sindacati in stallo per le risorse assegnate inadeguate”.

E’ una denuncia puntuale quella che descrive all’agenzia Dire Antonello Arabia, colonnello dell’Esercito italiano, presidente del sindacato Sum (Sindacato unico dei militari) che di reclutamento si è occupato come capo sezione e capo Ufficio reclutamento Stato giuridico avanzamento dello Stato maggiore dell’Esercito. Se è vero che la tecnologia sta cambiando le sembianze della Difesa, può corrodere pericolosamente aspetti etici che nel diritto di guerra non sono meno cruciali che in altri ambiti; e non può diventare un alibi per non parlare di diritti del lavoro che sembrano rimasti al palo.

IL NODO ECONOMICO

Il nodo di questa vocazione giovanile che arranca, secondo Arabia, sembra essere, prima ancora che quello della formazione e dei numeri e dello spauracchio tecnologico, quello economico e ha a che vedere con il trattamento iniziale di lavoro dei volontari in ferma prefissata iniziale e triennale che renderebbe le Forze armate meno appetibili dei corpi di Polizia, di Polizia penitenziaria e dei Carabinieri. “Molti vincono il concorso, vanno avanti e poi per appetibilità economica e funzioni lasciano e vanno nei corpi di Polizia” denuncia il colonnello. “I nuovi reclutamenti sono previsti dai decreti discendenti dalle revisioni del 2022 della legge Di Paola (119 del 2019) che aveva ridotto i numeri delle Forze armate” continua Arabia. “La revisione ha previsto un incremento di 10mila unità e un’implementazione di assetti tecnologici specializzati. Come sindacato non c’è un problema di numeri, ma un problema di vocazione e appetibilità”.

LE DIFFERENZE CON CARABINIERI, POLIZIA E PENITENZIARIA

Ecco quello che accade ai giovanissimi che sognano l’uniforme. “Chi concorre per i Carabinieri, la Polizia o la Penitenziaria accede con facilità alla stabilizzazione mentre per i nostri volontari il percorso è più lungo e difficile e si crea di fatto un precariato” sottolinea il colonnello. “Iniziano la carriera e dopo la prima fase lasciano”. Arabia entra nel merito del trattamento economico: “Come incentivo è stato previsto il pagamento di una tantum di 100 euro per i volontari che lavorano oltre l’orario di servizio. Come sindacato abbiamo usato espressioni forti: ‘servi della gleba’ impiegati senza alcun termine temporale ricevono alla fine questo compenso finale… Altra anomalia per la tredicesima che a loro è negata, ma non ai colleghi carabinieri. Sono queste le battaglie che stiamo facendo e dobbiamo noi tutelare questi giovani”.

UNA SCELTA DI VITA

Dunque, secondo Arabia, rispetto al passato “c’è stato qualche piccolo miglioramento ma minimo e alla fine non è cambiato nulla. Basta ricordare che, sia nel 2022 che nel 2023, nessun sindacato è stato sentito in merito nonostante già iscritto all’albo e riconosciuto dal ministro”. Il capo di Stato maggiore dell’Esercito ha dichiarato: “E’ nella risorsa umana che si trova il vero valore. Dobbiamo continuare a guardare con affetto ai nostri soldati, prendendoci cura di loro e delle loro famiglie, preparandoli ai momenti peggiori. I valori sono l’essenza del nostro dovere, da offrire senza pregiudizi, differenze e compromessi, sempre in nome e per l’affermazione dei beni fondamentali della pace, giustizia e libertà”. Secondo Arabia, ciò comincia dalla tutela di questi giovanissimi volontari che fanno prima di tutto una scelta di vita. 

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