Afghanistan, scontro Italia-USA dopo le parole di Trump: lettera di Crosetto a Washington e NATO, La7 pubblica i WhatsApp privati del ministro
Le frasi di Trump a Fox News e l’accusa agli alleati NATO
Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rilasciate a Fox News, vanno ben oltre la consueta retorica muscolare e finiscono per rimettere in discussione l’intero impianto della missione NATO in Afghanistan. Affermare che gli alleati americani sarebbero “rimasti indietro” significa non solo semplificare una delle operazioni militari più complesse degli ultimi decenni, ma anche ridurre a slogan politici vent’anni di impegno sul campo. Una lettura che a Roma viene giudicata storicamente scorretta, perché ignora ruoli di comando, responsabilità operative e costi umani sostenuti dall’Italia, e politicamente offensiva, perché colpisce il contributo di un Paese alleato che ha condiviso rischi, decisioni e sacrifici senza mai defilarsi.
Il primo segnale di Crosetto: risposta istituzionale e richiamo ai fatti
Il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene con un tweet dai toni netti ma istituzionali:
“In Italia ogni occasione è buona per fare polemica. Oggi si sono scelte le parole di Trump a Fox sul ruolo degli alleati degli USA in Afghanistan. Io ho deciso di affidare la mia risposta, come Ministro della Difesa, ad atti formali, come si usa fare tra Istituzioni, facendo un breve ripasso storico di ciò che è successo in Afghanistan ed in molti altri teatri. La cosa bella dei fatti è che non si possono cancellare. E sull’impegno dell’Italia, delle sue Forze Armate nelle missioni, sul loro valore, sul loro sacrificio, sul loro ruolo non marginale, non possiamo e non vogliamo accettare analisi superficiali e sbagliate. Da parte di nessuno.“
La presa di posizione di Giorgia Meloni: Articolo 5, comando operativo e sacrifici
Ancora più articolata la reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che parla apertamente di “stupore” per le dichiarazioni del presidente americano.
Meloni ricorda che dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 la NATO attivò per la prima e unica volta nella sua storia l’Articolo 5, in un atto di solidarietà straordinario verso gli Stati Uniti.
L’Italia rispose immediatamente, dispiegando migliaia di militari e assumendo la responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più delicate e strategiche dell’intera missione internazionale in Afghanistan.
I numeri del contributo italiano: vent’anni di missione, morti e feriti
Nel corso di quasi vent’anni di impegno, il bilancio italiano è pesantissimo:
- 53 militari italiani caduti
- Oltre 700 feriti
inermi impegnati in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane.
Per questo, sottolinea Meloni, non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi NATO, soprattutto se pronunciate da una Nazione alleata.
Il rapporto tra Italia e Stati Uniti resta fondato su amicizia e valori comuni, ma – avverte la premier – l’amicizia richiede rispetto, condizione essenziale per la tenuta dell’Alleanza Atlantica.
La mossa formale: lettera di Crosetto a Difesa USA e segretario NATO
Alla protesta politica segue l’atto diplomatico. Il Tg La7 delle 20, condotto da Francesca Fanuele, anticipa in un servizio esclusivo che lunedì Guido Crosetto invierà una lettera formale al segretario alla Difesa degli Stati Uniti e al segretario generale della NATO.
La missiva è una risposta diretta alle parole di Trump e riguarda anche, più in generale, il dossier difesa attualmente all’attenzione del governo italiano.
Gli screenshot dei WhatsApp privati trasmessi dal TgLa7
Durante lo stesso servizio, TgLa7 pubblica gli screenshot di un messaggio WhatsApp inviato dal ministro della Difesa Guido Crosetto al segretario generale della NATO Mark Rutte e all’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman J. Fertitta.
Come Infodifesa, nel rispetto delle parole e della posizione espressa dal ministro Guido Crosetto, non pubblicheremo gli screenshot: si tratta di una corrispondenza privata tra istituzioni, che merita riservatezza e tutela, soprattutto per i toni contenuti e il contesto delicato in cui è stata scambiata.
Una comunicazione che, con il senno di poi, avrebbe forse meritato i canali ufficiali e blindati della Difesa, ma che il ministro — colpito dalla rozzezza delle parole trumpiane — ha affidato a una risposta immediata e diretta, confidando che il profilo istituzionale degli interlocutori fosse garanzia sufficiente di riservatezza e lealtà . Non è dato sapere in quale passaggio quella comunicazione riservata sia filtrata all’esterno né quale degli interlocutori l’abbia inoltrata; ci auguriamo che il ministro riesca a ricostruire con precisione la dinamica della fuga di notizie e che, qualora il leak sia avvenuto sul “fronte italiano”, possa trarne le opportune conseguenze.
La dura reazione di Crosetto: “Tradita la fiducia, era un dialogo privato”
La risposta del ministro arriva con un nuovo post su X. Crosetto dichiara di aver visto in televisione un suo messaggio privato reso pubblico, precisando che la pubblicazione non contiene elementi gravi ma resta scorretta sul piano istituzionale.
“Ho appena visto su @La7tv un mio messaggio privato indirizzato a persone istituzionali, reso pubblico. La pubblicitĂ non ha nulla di rilevante, la conoscenza pubblica nulla di grave ma era un dialogo privato e non pubblico. Scorretta la rete che avrebbe dovuto prima chiedere a chi lo aveva mandato (il Ministro della Difesa) se ritenesse negativo renderlo pubblico. Ma ancor piĂą grave, per me, il tradimento della riservatezza da parte di qualcuno di cui mi fidavo. Ho mandato quel messaggio a sole 3 persone italiane (con compiti istituzionali) e lo ritrovo reso pubblico. Ripeto, nulla di grave ma molto deludente. Nel frattempo chiedo agli altri organi di informazione di prendere le distanze da questa scelta fatta da La7. Non serve a nulla.”
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