Carabinieri

Frosinone, carabiniere investito a un posto di blocco rinuncia al risarcimento per aiutare l’imputato

Quando la generosità e l’altruismo indossano una divisa. È il caso di un carabiniere investito da un centauro nel corso di un controllo su strada. Il militare, che si è costituito parte civile, ha voluto devolvere il risarcimento danni a favore di giovani disadattati che hanno bisogno di essere riabilitati come il ragazzo che lo aveva travolto. Quel giovane gli aveva procurato una lesione all’arto superiore sinistro. I medici avevano stilato una prognosi di 30 giorni. Il compito di chi indossa una divisa, avrebbe riferito il militare, non è soltanto quello di assicurare i malviventi alla giustizia, ma anche di recuperarli. Ed è quanto ha pensato di fare nei giorni scorsi quando il difensore del centauro, un operaio di 25 anni, ha chiesto per il suo assistito, la messa in prova in alternativa al carcere, una misura che consente di sospendere il procedimento penale. Ciò però è possibile soltanto quando l’imputato risarcisce la parte offesa. E l’operaio che tra l’altro è incensurato ha subito acconsentito a versare il denaro che era stato richiesto (circa duemila euro) per il danno arrecato. È stato a quel punto che il carabiniere ha deciso di rinunciare a quanto gli spettava per legge per devolverlo in beneficenza. Un gesto lodevole che merita grande apprezzamento. Quando il ragazzo lo aveva investito in una strada secondaria di Ripi, il carabiniere si trovava in compagnia di un collega, vedendo arrivare quel centauro a bordo di quella moto roboante aveva subito intimato l’alt. Ma il giovane aveva fatto finta di frenare e poi era ripartito a gran velocità Nel fare questa manovra aveva urtato il militare che era caduto rovinosamente a terra. Dunque a causa di quello che gli aveva procurato avrebbe dovuto covare del rancore. E invece niente di tutto questo. Il militare che è rappresentato dall’avvocato Antonio Ceccani ha preferito pensare a quel ragazzo come uno di quei tanti giovani che oggi vivono profondi disagi e che hanno bisogno di esempi e di guide ben salde. Tra l’altro va detto il 25enne ha rischiato persino di essere arrestato. Se ciò non è avvenuto è soltanto perché è stato identificato dopo un paio d’ore, dunque essendo trascorsa la flagranza di reato non si è potuto procedere all’arresto. Ma il capo d’imputazione non lasciava spazio ad alcuna immaginazione: resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Nel corso della messa in prova l’imputato dovrà seguire un programma ben preciso di riabilitazione. Sovente coloro che hanno la possibilità di poter optare della messa in prova vengono impiegati a svolgere lavori d pubblica utilità. Certo, la goccia nel mare non fa certo l’oceano, ma il carabiniere spera che questo suo comportamento possa essere imitato e che a quella goccia se ne possano aggiungere tante altre.

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