Aeronautica Militare

L’allieva pilota «vittima di nonnismo»: spunta un video in cui “frusta” i colleghi

Era solo questione di ore: adesso c’è un “controvideo”. La denuncia di episodi di nonnismo presentata dalla ventenne Giulia Jasmine Schiff, sergente veneziana di Mira, contro i colleghi del corso Bpa (Brevetto Pilota di Aereo) avvenuti presso il 70° Stormo dell’Aeronautica Militare a Latina Scalo, ha scatenato la reazione dei colleghi. Alla denuncia presentata alla Procura militare di Roma era allegato un video in cui si vede la ragazza “subire” la cerimonia del tuffo nella piscina del pinguino, rito riservato agli allievi dopo il primo volo solista che vale il grado di pilota. Ma adesso c’è appunto un controvideo in cui si vede un’altra cerimonia del “pinguino”.

Un allievo – del 124° corso Allievi ufficiali piloti di complemento -diventato pilota viene portato a spalla sulla pista del Comani fino alla piscina. Sono ragazzi e ragazze arrivati anche loro dall’Accademia di Pozzuoli. I volti sono pixellati per privacy. Tutti tranne uno. E’ quello della Schiff che, questa volta, non sta subendo affatto. E’ lì che ride e scherza e soprattutto stringe in mano una canna di bambù con cui “frusta” il didietro del suo collega, altro passaggio del rito di iniziazione, proprio come avevano fatto anche a lei.

Già perché è così che da sempre a Latina Scalo (e non solo) i piloti dell’Aeronautica militare festeggiano la conquista del primo brevetto: nel tragitto verso la piscina si viene bacchettati, si viene “sbattuti” contro l’ala di un aereo e poi dopo il tuffo si bacia la statuina del pingue. «Siamo romantici» spiegano. «Essere buttati in quella piscina significa aver superato il primo scoglio, quello che consente di vedersi appuntata l’aquila con la corona, non più pinguini (così si chiamano gli allievi all’arrivo a Latina Scalo) che sono uccelli senza ali».

Non ci sono commenti espliciti che accompagnano questo nuovo video, ma è come se i compagni di corso della ragazza volessero far vedere a tutti il clima che si respirava e si respira al 70° Stormo. Lo spiegano bene tanti piloti militari che ci sono passati, centinaia l’anno per decenni. «E’ un rito liberatorio che suggella il primo successo aeronautico» commenta uno di loro. Un modo per fare squadra. Un momento che gli allievi appena arrivati a Latina Scalo non vedono l’ora di raggiungere e che ieri commentavano a mezza voce: «Magari l’avessimo già fatto noi quel tuffo». 

Non un modo per intralciare le indagini, ma per inquadrare quello che è accaduto. Sul caso infatti è stata aperta un’inchiesta della Procura militare di Roma ed è stata istituita una commissione interna all’Aeronautica Militare. I fatti denunciati risalgono all’aprile scorso e ruotano tutti intorno a questa piscinetta. La sergente Schiff compie il suo primo volo in solitaria e conquista il brevetto di pilota di aeroplano. Appena atterrata, parte il rito: i colleghi di corso la raggiungono, aspettano che si tolga il casco, la sollevano e la portano in spalla per 200 metri fino alla piscina del pinguino. Nella denuncia è scritto che la ragazza non voleva, che è stata costretta. «Nonnismo», secondo la ragazza.

Nel nuovo video però si vede la stessa scena a ruoli invertiti, come dire che la ragazza era perfettamente consapevole di quella cerimonia di iniziazione e a giudicare dalle risate che si sentono (anche le sue) nessuno era stato costretto.

 Il Messaggero.it


 

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