SALVINI VIETA L’INGRESSO DI UNA NAVE CON 629 MIGRANTI. “APPRODI A MALTA”

Il Viminale non autorizzerà l’ingresso in un porto italiano della nave Aquarius, che si trova in navigazione nel Mediterraneo con 629 migranti a bordo. L’imbarcazione si trova a 43 miglia da Malta e il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha scritto una lettera urgente alle autorità de La Valletta proprio per comunicare che quello è il «porto più sicuro», dunque spetta a loro concedere il via libera all’attracco. Al momento non c’è stata alcuna risposta e intanto si è deciso di impedire che Aquarius possa scegliere come alternativa un approdo nel nostro Paese.

Si tratta di una decisione che segna la linea anticipata dal ministro Salvini e che si è deciso di mettere subito in pratica. Appena dopo il suo insediamento, e ancora ieri, il titolare del Viminale aveva ribadito che sarebbe stato impedito alle Ong «di continuare svolgere il ruolo di taxi del mare». E adesso la scelta di non indicare un porto italiano apre ufficialmente il contenzioso con Malta. A bordo ci sono migranti partiti dalla Libia e soccorsi in varie operazioni nel corso della notte. Tra loro 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte.

Sabato sono giunti a Pozzallo e a Reggio Calabria due diverse imbarcazioni delle Ong con a bordo complessivamente più di 400 migranti che erano stati salvati in mare e ai quali Malta aveva negato l’ingresso in porto. Per questo Salvini aveva attaccato duramente: «Non possono dire sempre no alle richieste di aiuto». La replica era stata affidata al Time of Malta con una nota nella quale veniva smentito il diniego, ma sono stati proprio i responsabili della Ong Sea Watch a confermare di essere stati respinti. «Se qualcuno pensa che si ripeterà un’estate con sbarchi, senza muovere un dito, non è quello che farò come ministro. Non starò a guardare», aveva detto sabato Salvini. E adesso ha deciso di mettere in pratica la decisione.
Appare evidente che la Libia abbia deciso di allentare i controlli visto che in tre giorni sono partiti da quelle coste più di mille migranti. Per il governo guidato da Giuseppe Conte si pone dunque l’immediato interrogativo sulla eventuale conferma delle intese e dunque sugli aiuti che l’Italia è disponibile a concedere in cambio di una collaborazione rispetto al controllo del territorio e all’accettazione dei rimpatri. Tenendo conto che le navi delle Ong sono in mare e continueranno a soccorrere queste persone, nella consapevolezza che senza l’aiuto molti rischierebbero di morire.