Salvini al citofono, un carabiniere lo avrebbe aiutato ed ora è sotto inchiesta

Ormai sono passati otto giorni dalla famosa scena di Matteo Salvini al citofono a caccia di spacciatori, uno dei punti più bassi della campagna elettorale della Lega nell’ultima settimana prima delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria. Ebbene, il cosiddetto “caso Pilastro”, dal nome del quartiere di Bologna in cui Salvini ha girato il video, fa ancora discutere moltissimo.

Si è infatti venuto a sapere che c’è in corso un’inchiesta, interna all’Arma dei Carabinieri, su un carabiniere fuori servizio che avrebbe aiutato Matteo Salvini nella sua sceneggiata. L’indagine si basa sul fatto che Anna Rita Biagini, la donna che ha guidato Salvini nel suo tour al Pilastro, ha detto di essere stata messa in contatto con lo staff della Lega grazie a un maresciallo di sua conoscenza.

Ora l’Arma sta cercando di capire a che titolo il carabiniere abbia telefonato a una cittadina per metterla in contatto con un partito politico in piena campagna elettorale. Tra l’altro è emerso che il carabiniere in questione è già sotto inchiesta per un altro caso: è indagato, insieme con un suo collega, per stalking nei confronti di un avvocato e per depistaggio. Il Tribunale del Riesame ha già stabilito che i due carabinieri devono essere sospesi, ma questo provvedimento è in stand-by perché occorre attendere l’esito del ricorso. Ad ogni modo attualmente il carabiniere è fuori servizio per motivi personali.

L’Arma, però vuole capire se sussiste in questo caso l’accusa di violazione dell’imparzialità di un militare. Ricordiamo che i carabinieri possono esprimere la loro opinione, ma, se non sono autorizzati, non possono svolgere attività a sostegno di politici. Il carabiniere rischia di incorrere in un provvedimento disciplinare come il trasferimento.

Intanto Andrea De Maria del PD ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese perché, in questo caso, ritiene che Salvini abbia compiuto “un atto evidentemente molto discutibile e anche foriero di generare conflitti e tensioni, alla presenza di numerosi operatori delle forze dell’ordine” e ha posto l’accento sulle dichiarazioni di Anna Rita Biagini che ha accompagnato Salvini nel suo giro al Pilastro e che ha detto di essere stata contattata da un esponente delle forze dell’ordine che le ha detto che qualcuno della Lega l’avrebbe chiamata perché Salvini voleva andare lì.

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