Difesa

Difesa, nuove promozioni ai vertici: Di Stasio e Berna salgono di grado, Campagna alla Sanità militare

Il Consiglio dei Ministri riunito il 10 settembre 2026, ha approvato su proposta del Ministro della Difesa Guido Crosetto la promozione al grado di generale di corpo d’armata del generale di divisione Andrea Di Stasio e la promozione al grado di ammiraglio di squadra dell’ammiraglio di divisione Davide Berna, entrambe con decorrenza 1° luglio 2026.

Nella stessa seduta, sentito il Capo di Stato Maggiore della Difesa, è stata deliberata anche la nomina del tenente generale Vincenzo Campagna a direttore della Sanità militare, incarico coincidente con il vertice dell’Ispettorato Generale della Sanità Militare.

Tre decisioni che toccano snodi diversi ma centrali della Difesa: la componente operativa terrestre, il settore informativo interforze e la sanità militare.

Andrea Di Stasio, il profilo operativo che sale al vertice

La promozione di Andrea Di Stasio al grado di generale di corpo d’armata arriva al termine di una carriera costruita tra reparti operativi, formazione, incarichi di comando e proiezione internazionale.

Ufficiale dell’Esercito Italiano, Di Stasio ha frequentato l’Accademia Militare di Modena a partire dal 1987, distinguendosi sin dagli anni della formazione. Nel suo percorso risultano la laurea in Ingegneria meccanica presso l’Università di Bologna, la laurea in Scienze diplomatiche e internazionali presso l’Università di Trieste e quella in Scienze strategiche presso l’Università di Torino. Ha inoltre frequentato percorsi di alta formazione militare, tra cui l’Istituto Superiore di Stato Maggiore di Madrid, dove ha conseguito un master in Alti Studi Strategici.

Nel corso della carriera ha maturato esperienza come pilota militare di elicotteri e ha ricoperto incarichi di comando di particolare rilievo. Tra questi, quello alla guida della Brigata Sassari, grande unità simbolo dell’Esercito Italiano, e il comando della Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Sul piano internazionale, Di Stasio ha operato anche nell’ambito della missione europea EUTM Somalia, svolgendo funzioni di consulenza strategica a favore delle istituzioni militari somale. Più recentemente ha guidato il Comando Forze Operative Sud e il Comando Territoriale Sud, con sede a Napoli, struttura chiamata a presidiare una parte rilevante dell’architettura territoriale e operativa dell’Esercito.

Davide Berna promosso ammiraglio di squadra

Il Consiglio dei Ministri ha approvato anche la promozione di Davide Berna al grado di ammiraglio di squadra, con decorrenza 1° luglio 2026.

Nato a Latina il 20 gennaio 1966, Berna ha frequentato l’Accademia Navale di Livorno dal 1984 al 1988 e si è laureato in Scienze marittime e navali presso l’Università di Pisa. Dopo gli anni a bordo delle unità della Squadra Navale, ha sviluppato una parte rilevante della propria carriera nel settore dell’intelligence militare e delle informazioni operative.

Dal 1999 al 2005 ha svolto incarichi, anche di livello internazionale, presso il Centro Intelligence Interforze e il Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore della Difesa. In seguito ha guidato il Comando delle Forze di Contromisure Mine e Idrografiche, fino al 2018.

Nel settembre 2018 ha assunto il comando tattico in mare dell’operazione Mare Sicuro nel Mediterraneo centrale, a bordo della fregata FREMM Alpino. Dal 23 settembre 2019 ha assunto l’incarico di Comandante del Centro Intelligence Interforze e Vice Capo Reparto per le Informazioni Operative del II Reparto dello Stato Maggiore della Difesa.

Il suo profilo è quindi legato sia alla componente navale sia alla dimensione informativa interforze, in un settore che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nella postura strategica nazionale.

II Reparto, il punto politico resta aperto

Il II Reparto Informazioni e Sicurezza dipende dallo Stato Maggiore della Difesa e non rientra nel Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. Proprio per questo la promozione di Berna riapre una domanda non secondaria: se l’idea fosse davvero quella di rafforzare il reparto e il suo comando, resta da capire se la Difesa voglia spingersi fino a una riforma sostanziale o se, come spesso accade nei passaggi più delicati, il cambio di passo rischi di fermarsi alla soluzione meno impegnativa: un grado in più, una casella ordinamentale sistemata e il nodo politico-amministrativo rinviato a tempi migliori.

Addetti militari, il precedente che pesa sulla Difesa

Il nodo non riguarda solo l’intelligence militare. La stessa dinamica si è vista sul dossier degli Addetti per la Difesa all’estero, dove la spinta iniziale verso una maggiore professionalizzazione, mandati più lunghi e valorizzazione dell’esperienza maturata fuori dai confini nazionali sembra essersi progressivamente raffreddata: la Difesa chiede oggi più presenza, più capacità di lettura dei contesti, più sostegno ai dossier industriali e agli accordi Government-to-Government, ma quando si tratta di garantire continuità, riconoscimento e percorsi coerenti a chi quelle relazioni le costruisce sul campo, il passo si fa improvvisamente più corto; il rischio, politicamente evidente ma formalmente difficile da contestare, è che anche qui la modernizzazione resti intrappolata nella formula più comoda per l’amministrazione: molte ambizioni strategiche nei documenti, poche conseguenze concrete nella gestione del personale.

Vincenzo Campagna alla guida della Sanità militare

La terza decisione del Consiglio dei Ministri riguarda il tenente generale Vincenzo Campagna, nominato direttore della Sanità militare.

Campagna è ufficiale del Corpo Sanitario dell’Esercito. Laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1988 presso l’Università La Sapienza di Roma, si è specializzato in Ortopedia e Traumatologia nel 1993 e in Medicina dello Sport nel 2001.

La sua carriera è strettamente legata al Policlinico Militare di Roma “Celio”, dove ha svolto attività clinica e incarichi direttivi. È stato a lungo punto di riferimento nel settore ortopedico e, più recentemente, ha diretto lo stesso Policlinico Militare.

Nel 2026 è stato conferito a Campagna il grado di tenente generale del Corpo Sanitario dell’Esercito, con anzianità di grado assoluta e decorrenza amministrativa 30 agosto 2026. Pochi giorni prima della nomina governativa, presso il Policlinico Militare “Celio”, si è svolto l’avvicendamento nella carica di Capo del Corpo Sanitario dell’Esercito, con Campagna subentrante al tenente generale Carlo Catalano.

La successiva nomina a direttore della Sanità militare lo porta ora al vertice dell’Ispettorato Generale della Sanità Militare, struttura competente per la direzione e il coordinamento delle attività e dei servizi sanitari militari, oltre che della formazione del personale sanitario, tecnico e specializzato delle Forze Armate.

Sanità militare, il banco di prova della riforma

Il cambio al vertice arriva mentre la Sanità Militare è interessata da un processo di riorganizzazione che punta a rafforzare l’integrazione interforze, il raccordo con il Servizio sanitario nazionale e la capacità di supportare il personale in patria e all’estero.
Il principio è netto. La prova, però, sarà amministrativa prima ancora che retorica: tempi delle procedure medico-legali, funzionamento delle Commissioni Mediche Ospedaliere, riconoscimento delle cause di servizio, gestione dell’aspettativa per infermità, rischio di decurtazioni stipendiali e continuità assistenziale restano i nodi concreti sui quali la nuova guida della Sanità militare sarà chiamata a misurarsi.

Perché una riforma sanitaria militare non si giudica dalla sola architettura degli uffici, ma dalla capacità di dare risposte rapide, comprensibili e giuste a chi indossa l’uniforme quando si trova nella condizione più fragile.

Una Difesa che cambia ai vertici

Le decisioni assunte dal Governo il 10 settembre 2026 rafforzano tre profili di alto livello all’interno della Difesa.

Andrea Di Stasio porta al grado apicale dell’Esercito un percorso segnato da comando, formazione e impiego internazionale. Davide Berna arriva al vertice della Marina con un profilo fortemente legato alle operazioni navali e all’intelligence militare. Vincenzo Campagna assume la guida della Sanità militare dopo una lunga carriera medica e direttiva nel Corpo Sanitario dell’Esercito.

Resta, sullo sfondo, la questione più ampia: le promozioni fotografano il rafforzamento dei vertici, ma la vera prova sarà capire se a questi passaggi seguiranno riforme sostanziali nei settori più sensibili della Difesa, dalla sanità militare all’intelligence, fino alla diplomazia militare e alla rete degli Addetti all’estero.

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