Cinque poliziotti denunciati: l’indagine nata da un arresto per droga
Nel mirino truffa, falso, peculato e omissione di atti d’ufficio
Cinque operatori della Polizia di Stato, in servizio presso l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Chieti, sono stati denunciati a piede libero nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica.
L’attività investigativa è stata delegata congiuntamente alla Squadra Mobile della Questura di Chieti e ai Carabinieri del Comando provinciale di Chieti. A comunicare la notizia è stata la stessa Procura, che ha ricostruito l’origine degli accertamenti e indicato le ipotesi di reato al centro del fascicolo.
L’inchiesta partita da un arresto per droga ad aprile
Secondo quanto reso noto, l’indagine ha preso avvio da un arresto eseguito nello scorso mese di aprile per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
Proprio in relazione a quell’intervento sarebbero emersi alcuni elementi ritenuti anomali, che hanno spinto gli inquirenti ad avviare ulteriori verifiche. Da quel momento sono stati disposti approfondimenti investigativi per chiarire la condotta degli operatori coinvolti e ricostruire ogni passaggio della vicenda.
Le ipotesi di reato contestate agli agenti
Gli accertamenti successivi avrebbero consentito agli investigatori di raccogliere elementi in relazione a diverse ipotesi di reato.
La Procura indica in particolare:
- truffa ai danni dello Stato;
- falso ideologico;
- peculato;
- omissione di atti d’ufficio.
Ulteriori profili dell’inchiesta, viene precisato, restano al momento coperti dal segreto investigativo. I cinque poliziotti risultano denunciati a piede libero: la loro posizione sarà valutata nel prosieguo del procedimento, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge.
Disposto il trasferimento ad incarichi non operativi
A seguito della vicenda, il questore di Chieti ha disposto, “per motivi di opportunità”, l’assegnazione dei cinque operatori coinvolti ad altri incarichi non operativi.
Si tratta di una misura organizzativa adottata in attesa degli sviluppi dell’inchiesta, mentre proseguono gli accertamenti coordinati dall’autorità giudiziaria.
La Procura: massima fiducia nella Polizia di Stato
Nella nota diffusa, la Procura ha sottolineato di confermare la massima fiducia nella Polizia di Stato.
Le indagini, fin dall’inizio, sono state affidate proprio alla Polizia di Stato, attraverso la Squadra Mobile, insieme all’Arma dei Carabinieri, a conferma della volontà degli inquirenti di procedere con verifiche puntuali e trasparenti su quanto emerso dopo l’arresto per droga dello scorso aprile.
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