Monica Segat, colonnello degli Alpini: è la prima donna assistente militare dell’Esercito al Quirinale
La nomina del Presidente della Repubblica
Il colonnello Monica Segat, 47 anni, originaria di Vittorio Veneto, è la prima donna assistente militare per l’Esercito presso il Quirinale. A nominarla è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che le ha affidato un incarico di particolare rilievo istituzionale, riconoscendone competenza, esperienza e profilo professionale.
Per l’Esercito e per il Corpo degli Alpini si tratta di un passaggio significativo: Segat entra infatti in un ruolo delicato e prestigioso, nel cuore delle funzioni di rappresentanza e collegamento militare della Presidenza della Repubblica.
Una carriera segnata da primati
La nomina al Quirinale si inserisce in una carriera già caratterizzata da traguardi storici. Quattro anni fa Monica Segat era stata la prima donna a comandare un Battaglione alpino, assumendo a L’Aquila la responsabilità di circa 450 uomini e donne dello storico IX Reggimento Alpini, erede delle penne nere protagoniste della ritirata di Russia.
Un incarico di comando operativo e simbolico insieme, in una specialità profondamente legata alla tradizione militare italiana e alla memoria degli Alpini.
Le congratulazioni da Vittorio Veneto
La notizia è stata accolta con orgoglio a Vittorio Veneto, città natale del colonnello Segat. «È un onore per la città» ha dichiarato la sindaca Mirella Balliana, prima donna a ricoprire questo ruolo nel Comune.
«A nome di tutta la comunità di Vittorio Veneto, desidero esprimere le più vive congratulazioni al tenente colonnello Monica Segat per il prestigioso incarico di assistente militare del Presidente della Repubblica» ha affermato Balliana. «A lei va l’augurio di buon lavoro di tutta la città di Vittorio Veneto».
Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal mondo politico e istituzionale veneto: al colonnello Segat sono state rivolte congratulazioni e auguri per un incarico nel quale, viene sottolineato, porterà autorevolezza, senso di responsabilità e dedizione, qualità riconosciute a chi assume funzioni delicate al servizio delle istituzioni.
L’orgoglio degli Alpini di Vittorio Veneto
La nomina è stata accolta con particolare emozione anche dalla sezione Ana di Vittorio Veneto, dove Segat è ricordata come una presenza importante.
«È un onore anche per gli alpini della sezione Ana di Vittorio Veneto, che l’hanno avuta tra le loro fila, come prima alpina» hanno testimoniato Maurizio Casetta, presidente della sezione, e Francesco Introvigne, past president.
Introvigne la descrive come «una donna che sa il fatto suo, che sa coniugare comando e relazione; è molto cordiale e si sente molto legata alla città».
Il legame con Vittorio Veneto è rimasto forte anche durante gli anni della carriera militare. In città vive la madre, che Segat raggiunge appena gli impegni di servizio glielo consentono. Sposata con un ufficiale degli Alpini, è madre di un figlio di 16 anni.
Il legame con la città e con la storia
Monica Segat ha più volte raccontato il rapporto profondo con la sua città natale, luogo simbolico della conclusione della Grande Guerra.
«È un profondo senso di orgoglio quello che provo quando mi chiedono da dove provengo e quando parlo della mia città natale che tutti conoscono per le vicende dei giorni a cavallo dell’ottobre e del novembre del 1918» aveva confidato nel 2017.
Un orgoglio che, nelle sue parole, si accompagna alla volontà di comprendere le emozioni e le circostanze vissute dai concittadini che contribuirono a scrivere una pagina decisiva della storia nazionale. «La mia provenienza da una cittadina così legata alla storia del primo conflitto mondiale ha influito sulle mie scelte di vita», aveva spiegato.
Dagli studi all’Accademia
Prima della carriera militare, Monica Segat aveva conseguito il diploma di ragioniera e svolto per alcuni mesi un’esperienza lavorativa in un ufficio legale a San Vendemiano.
La svolta arrivò con la lettura del bando di concorso sulla Gazzetta Ufficiale. «Quando ho letto il bando di concorso nella Gazzetta Ufficiale, non ci ho pensato due volte. Ho presentato la domanda per entrare in Accademia, ho superato le selezioni e il 16 ottobre 2000, con altre 40 colleghe, sono entrata a fare parte del primo corso aperto al personale femminile».
Nel suo percorso formativo figura anche una laurea in Scienze strategiche, tra le prime in Italia in questo ambito.
Il giuramento davanti a Mattarella
Un dettaglio lega idealmente l’inizio del percorso militare di Monica Segat al nuovo incarico presso il Quirinale: il suo giuramento di fedeltà risale al 16 dicembre 2000, davanti all’allora ministro della Difesa Sergio Mattarella.
Oggi è proprio Mattarella, da Presidente della Repubblica, ad averla nominata assistente militare per l’Esercito presso il Quirinale.
Dall’Afghanistan allo Stato Maggiore
Nel curriculum del colonnello Segat figurano numerosi incarichi, tra cui esperienze in Afghanistan e allo Stato Maggiore. Un percorso costruito in contesti diversi, tra responsabilità operative, funzioni di comando e incarichi istituzionali.
Una carriera militare che lei stessa ha definito impegnativa, soprattutto nella fase iniziale. «Soprattutto all’inizio, ci vuole convinzione, tenacia e spirito di sacrificio. È stata difficile», aveva raccontato.
Non però per una questione di genere. «È complicato per tutti, non ho mai sentito alcuna differenza di trattamento», aveva precisato.
Un incarico simbolico per l’Esercito e per gli Alpini
L’arrivo di Monica Segat al Quirinale rappresenta un nuovo passaggio nella storia della presenza femminile nelle Forze Armate italiane. Dal primo corso aperto alle donne nel 2000 al comando di un Battaglione alpino, fino all’incarico di assistente militare per l’Esercito presso la Presidenza della Repubblica, il suo percorso racconta una progressione costruita sul campo.
Per gli Alpini, per l’Esercito e per Vittorio Veneto, la nomina assume un valore che va oltre il profilo personale: è il riconoscimento di una professionalità maturata in oltre vent’anni di servizio e di una competenza chiamata ora a operare in uno degli incarichi più rappresentativi delle istituzioni repubblicane.
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