Difesa

«Minaccia russa sul Mediterraneo»: la CIA evoca l’ipotesi droni contro l’Italia, ma Crosetto frena. «Non serve benzina sul fuoco»

Un report dell’intelligence americana, l’allarme lanciato dal quotidiano spagnolo El Mundo e la secca smentita della Difesa italiana. Nelle ultime ore si è acceso il dibattito su presunti piani militari di Mosca volti a colpire il fianco sud della NATO, con un focus specifico su Italia, Francia e Spagna.

A fare chiarezza su una ricostruzione che sta facendo il giro delle cancellerie europee è intervenuto direttamente il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Con una nota diffusa sui propri canali ufficiali, il titolare del Dicastero ha tagliato corto: non esistono conferme su possibili attacchi russi nei confronti del nostro Paese o degli alleati mediterranei.

Lo scenario: droni mimetizzati su navi civili nel Mediterraneo

A sollevare il caso è stata la testata iberica El Mundo, citando fonti riservate del ministero della Difesa lituano. Secondo quanto ricostruito, lo scorso agosto la CIA avrebbe redatto un documento riservato in cui si ipotizzava una tattica ben precisa: la Russia starebbe valutando il lancio di droni d’attacco da navi commerciali in navigazione nel Mediterraneo.

L’impiego di naviglio mercantile consentirebbe ai vettori di avvicinarsi alle coste europee passando del tutto inosservati, per poi eseguire il lancio una volta raggiunta la posizione al largo. Se una simile azione dovesse concretizzarsi, ci si troverebbe di fronte a un attacco diretto contro Paesi membri della NATO, uno scenario ad altissimo rischio escalation che attiverebbe le clausole di difesa collettiva dell’Alleanza.

Il fattore politico: elezioni e pressione sugli aiuti all’Ucraina

Secondo il report citato dalla stampa spagnola, la scelta di target come Italia, Francia e Spagna non sarebbe casuale, ma legata a precisi appuntamenti elettorali previsti per il prossimo anno.

L’obiettivo strategico di un’azione dimostrativa o scompaginante in questi territori sarebbe quello di far leva sull’opinione pubblica e sul dibattito politico interno. In particolare in Italia e Francia, dove sono presenti forze politiche scettiche sull’invio di armamenti, un attacco potrebbe essere sfruttato per chiedere una contrazione del sostegno militare a Kiev, alimentando spaccature sia all’interno dell’Unione Europea che della NATO.

La posizione della Difesa: «Non serve benzina sul fuoco»

L’ipotesi di una minaccia imminente sulle acque di casa nostra ha spinto il vertice della Difesa italiana a smorzare i toni per evitare allarmismi ingiustificati. Crosetto ha definito quanto riportato da El Mundo un «allarme» non supportato da evidenze operative.

In una fase internazionale definita dallo stesso ministro come «difficile e nervosa», la linea della Difesa resta quella della massima vigilanza senza cedere a provocazioni o ricostruzioni non verificate che rischiano di gettare «ulteriore benzina sul fuoco». Resta tuttavia alta l’attenzione di tutte le nazioni europee di fronte al timore, espresso da più leader alleati, di un’intensificazione delle attività ibride e ostili da parte di Mosca fuori dai confini ucraini.

Vuoi vedere più notizie di Infodifesa su Google?

G Aggiungi Infodifesa
come fonte preferita su Google

🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.

🔔 ISCRIVITI ORA

Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!

✅ Iscriviti su WhatsApp

Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.