Sindacati Militari

Legionella alla Scuola Allievi Carabinieri, l’appello al Governo: “La salute degli allievi al primo posto”

Il sindacato interviene sul caso: “Evitare strumentalizzazioni, ma massima attenzione alla sicurezza”

Legionella alla Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria: sulla vicenda interviene USMIA Carabinieri, chiedendo chiarezza e richiamando l’attenzione sulla tutela degli allievi e del personale in servizio presso l’istituto di formazione dell’Arma.

Il Segretario Generale di USMIA Carabinieri, Carmine Caforio, sottolinea la necessità di affrontare il caso con senso di responsabilità, senza alimentare polemiche o letture strumentali, ma mantenendo al centro la sicurezza sanitaria di chi vive e lavora all’interno della Scuola.

“Sul caso Legionella presso la Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria è necessario fare chiarezza, evitando strumentalizzazioni ma garantendo la massima attenzione alla sicurezza degli allievi e del personale che ogni giorno si dedica con impegno e sacrificio alla formazione dei futuri Carabinieri”, afferma Caforio.

Le procedure attivate e l’attenzione agli allievi

Secondo quanto riferito da USMIA Carabinieri, l’Amministrazione avrebbe attivato sin dalle prime segnalazioni le procedure previste dai protocolli, adottando le misure necessarie per prevenire la diffusione del batterio e tutelare gli allievi.

Caforio evidenzia inoltre il ruolo svolto dal quadro permanente, dalla scala gerarchica e dalle organizzazioni sindacali, che avrebbero seguito l’evoluzione della situazione con attenzione.

“È doveroso riconoscere che gli allievi, sin dal primo momento dell’allarme, hanno ricevuto l’attenzione del quadro permanente, della scala gerarchica sino al vertice e delle organizzazioni sindacali. Anche di quelle che continuano, senza clamore e senza cercare pubblicità, a collaborare con l’Amministrazione nell’interesse esclusivo della salute e del benessere del personale”, dichiara il Segretario Generale.

USMIA: “Controlli avviati già da giugno, verifiche ASL ad agosto”

Nel ricostruire i passaggi della vicenda, USMIA Carabinieri precisa che, da quanto risulta al sindacato, i dirigenti e i preposti della Scuola Allievi di Reggio Calabria avrebbero avviato già dal mese di giugno le procedure necessarie per effettuare i controlli previsti.

Le verifiche sarebbero poi state eseguite dall’ASL nel mese di agosto.

“Questo elemento riteniamo debba essere rappresentato con chiarezza, lasciando naturalmente alle autorità competenti ogni valutazione sulla vicenda”, sottolinea Caforio.

Il sindacato invita quindi a mantenere un approccio prudente, rimettendo ogni valutazione tecnica e istituzionale agli organi competenti, ma ribadendo al tempo stesso la necessità di garantire condizioni adeguate a tutto il personale coinvolto.

Il confronto con Velletri: “A Reggio Calabria situazione differente”

USMIA Carabinieri evidenzia anche la differenza tra quanto accaduto a Reggio Calabria e il precedente registrato presso la Scuola Allievi Carabinieri di Velletri.

Secondo il sindacato, i due casi non sarebbero sovrapponibili. A Velletri, a fronte di valori superiori ai parametri di riferimento ma trattabili in tempi brevi, fu possibile trasferire gli allievi in altre strutture alloggiative.

A Reggio Calabria, invece, la situazione sarebbe più complessa.

“A Reggio Calabria la situazione è differente, poiché l’intera struttura della Scuola è coinvolta dalla problematica e non risulta quindi concretamente percorribile una soluzione analoga”, spiega Caforio.

“Non è il momento delle polemiche, ma della responsabilità”

Nel suo intervento, il Segretario Generale di USMIA Carabinieri richiama tutti alla responsabilità istituzionale e sindacale.

“Non è questo il momento delle polemiche o degli scontri, ma della responsabilità. USMIA Carabinieri continuerà a monitorare l’evolversi della situazione e a collaborare con l’Amministrazione affinché siano garantite le migliori condizioni di sicurezza, di vita e di servizio per le donne e gli uomini dell’Arma”, afferma Caforio.

Il sindacato conferma quindi la volontà di proseguire il monitoraggio della vicenda, mantenendo un’interlocuzione con l’Amministrazione nell’interesse degli allievi e del personale.

L’appello al Governo: “Servono risorse per mettere in sicurezza le Scuole dell’Arma”

La vicenda di Reggio Calabria, secondo USMIA Carabinieri, deve diventare anche un richiamo al Governo sul tema delle condizioni strutturali di caserme e Scuole militari.

Caforio chiede interventi immediati di ristrutturazione, manutenzione e messa in sicurezza, sottolineando che molte strutture necessitano di risorse adeguate per affrontare criticità diffuse.

“Questa vicenda deve rappresentare anche un richiamo preciso al Governo. Le condizioni strutturali di molte caserme e, in particolare, di alcune Scuole militari necessitano di immediati interventi di ristrutturazione, manutenzione e messa in sicurezza. Tra queste vi è anche la Scuola Allievi Carabinieri di Taranto”, dichiara il Segretario Generale.

“Senza fondi straordinari la sicurezza non può essere garantita pienamente”

USMIA riconosce l’impegno dell’Amministrazione e dei manutentori dell’Arma nel fronteggiare le criticità, ma evidenzia come interventi strutturali di ampia portata richiedano stanziamenti specifici.

“L’Amministrazione continua faticosamente ad arginare queste diffuse criticità, anche grazie all’encomiabile impegno dei manutentori dell’Arma, ma per realizzare opere di questa portata servono fondi straordinari: senza risorse adeguate, la sicurezza non potrà mai essere garantita pienamente”, afferma Caforio.

Il tema, secondo il sindacato, riguarda non solo l’emergenza contingente, ma la qualità complessiva degli ambienti in cui vengono formati i futuri Carabinieri.

“La sicurezza degli allievi deve essere garantita dallo Stato”

Nel passaggio finale, il Segretario Generale di USMIA Carabinieri richiama il valore del percorso intrapreso dai giovani allievi dell’Arma, che lasciano le proprie famiglie per formarsi al servizio del Paese.

“I nostri giovani lasciano le proprie famiglie per dedicare la loro vita alla sicurezza del Paese. La loro sicurezza deve essere garantita dallo Stato, a partire dai luoghi nei quali vengono formati e preparati a servire la collettività”, conclude Caforio.

Il messaggio del sindacato è netto: la sicurezza ha un costo, ma la salute resta un diritto fondamentale.

Vuoi vedere più notizie di Infodifesa su Google?

G Aggiungi Infodifesa
come fonte preferita su Google

🎥 Segui InfoDifesa anche su YouTube!

Approfondimenti, notizie, interviste esclusive e analisi sul mondo della difesa, delle forze armate e della sicurezza: iscriviti al canale ufficiale di InfoDifesa per non perdere nessun aggiornamento.

🔔 ISCRIVITI ORA

Unisciti alla community di InfoDifesa: oltre 30.000 utenti già ci seguono!

📲 Unisciti al canale WhatsApp di Infodifesa!

Vuoi ricevere aggiornamenti, notizie esclusive e approfondimenti direttamente sul tuo smartphone? Iscriviti ora al nostro canale ufficiale WhatsApp!

✅ Iscriviti su WhatsApp

Senza spam. Solo ciò che ti interessa davvero.

Redazione web

Redazione Web Infodifesa Portale indipendente di informazione su Difesa, Sicurezza e Geopolitica La Redazione Web di Infodifesa è composta da professionisti, collaboratori e analisti con competenze nei settori della difesa, della sicurezza, della geopolitica e dell’attualità internazionale. Dal 2013, Infodifesa.it pubblica notizie, approfondimenti e analisi dedicate ai principali scenari strategici, militari e geopolitici, con l’obiettivo di offrire ai lettori contenuti informativi chiari, aggiornati e indipendenti. Il portale opera come spazio di informazione e analisi online. Come indicato nella sezione “Chi siamo”, Infodifesa non è una testata giornalistica registrata e non ha carattere periodico. I contenuti vengono pubblicati in base alla rilevanza dei temi trattati, alla disponibilità degli aggiornamenti e all’interesse informativo degli argomenti.