Esercito

L’Italia vuole tornare al comando in Iraq: Portolano annuncia la candidatura alla guida della NATO Mission Iraq nel 2027

L’Italia ha ufficialmente presentato la propria candidatura per assumere la guida della NATO Mission Iraq (NMI) nel 2027. L’annuncio è arrivato a Copenaghen, in occasione della Military Committee Conference (MCC), la riunione annuale che raccoglie i Capi di Stato Maggiore della Difesa dei 32 Paesi alleati. A rappresentare l’Italia il Generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa, che ha rinnovato davanti agli omologhi un impegno che il nostro Paese porta avanti da tempo nell’area mediorientale.

Per l’Italia non si tratterebbe di un esordio: Roma ha già guidato la missione tra il maggio 2022 e il maggio 2023, sotto il comando del Generale Giovanni Maria Iannucci. Oggi la NMI è affidata al Generale di Divisione spagnolo Ramón Armada Vázquez.

Un Comitato Militare nel pieno di una trasformazione storica

La conferenza di Copenaghen si è svolta in una fase che la NATO stessa definisce di trasformazione storica, segnata da un adattamento profondo della postura e del mindset dell’Alleanza, con la componente militare in prima linea. Le posizioni maturate in sede di Military Committee rappresentano un riferimento solido per indicare la direzione verso cui l’Alleanza deve evolvere.

I lavori sono stati aperti dal Ministro della Difesa danese Jeppe Bruus e si sono sviluppati in continuità con quanto affrontato nel precedente Committee dello scorso maggio: da un lato il rafforzamento della postura di Deterrenza e Difesa, dall’altro l’incremento della prontezza operativa delle Forze Armate alleate.

Fianco Est e Balcani: deterrenza convenzionale e futuro di KFOR

Ampio spazio è stato riservato alle missioni e alle operazioni a guida NATO attualmente in corso. Sul Fianco Est, i Capi di Stato Maggiore hanno sottolineato il contributo fondamentale degli assetti convenzionali alla deterrenza.

Particolare attenzione è stata dedicata ai Balcani e al processo di transizione e adattamento della missione KFOR. L’orientamento condiviso è quello di modulare la presenza in base all’evolversi della situazione sul terreno, preservando però le capacità necessarie ad adempiere al mandato e a continuare a contribuire alla stabilità e alla sicurezza dell’area.

Il Fianco Sud e il ruolo dell’Iraq

I vertici militari hanno inoltre concordato sull’importanza di monitorare da vicino le sfide provenienti dal Fianco Sud, per prevenire potenziali minacce prima che si concretizzino. In questo quadro, l’Iraq resta un dossier centrale: la presenza della NATO nel Paese è considerata un pilastro per l’intera regione mediorientale.

È proprio in questa cornice che si inserisce la candidatura italiana alla guida della NMI per il 2027, presentata come naturale prosecuzione di un impegno consolidato.

Cos’è la NATO Mission Iraq e come opera oggi

La NATO Mission Iraq è una missione non combattente, incentrata sulla consulenza (advisory) e sulla costruzione di capacità (capacity building) a beneficio delle istituzioni di sicurezza irachene. Il supporto è rivolto ai ministeri della Difesa e dell’Interno di Baghdad e si concentra su quattro direttrici principali:

  • il contrasto a ISIS/Daesh;
  • la pianificazione strategica;
  • la cyber-difesa;
  • la trasformazione della Polizia Federale irachena in una forza di stabilizzazione dell’ordine pubblico.

Il contesto operativo è però cambiato nel corso dell’anno. A causa dell’innalzamento delle tensioni regionali in Medio Oriente, nel marzo 2026 il personale della missione è stato temporaneamente rilocato da Baghdad in Europa. Attualmente la NMI continua a operare in modalità remota e di coordinamento dall’Allied Joint Force Command Naples (JFC Naples), il comando alleato che ha sede in Italia e sotto la cui autorità ricade la missione.

Il precedente italiano e il valore della candidatura

Il ritorno di un comandante italiano al vertice della NMI avrebbe un valore che va oltre il dato simbolico. La leadership assunta tra il 2022 e il 2023 con il Generale Iannucci ha rappresentato una delle fasi di maggiore strutturazione della missione, e il fatto che oggi la NMI operi proprio dal territorio italiano, a Napoli, rende la candidatura di Roma particolarmente coerente con l’assetto attuale.

La decisione finale spetterà agli organi dell’Alleanza, ma la posizione italiana è stata formalizzata al livello più alto della catena militare NATO.

I bilaterali di Portolano a margine dei lavori

A margine della conferenza, il Generale Portolano ha tenuto una fitta serie di colloqui bilaterali con i Capi di Stato Maggiore di Belgio, Paesi Bassi, Lettonia, Canada, Regno Unito e Turchia, oltre a un incontro con il Deputy Chairman dei Joint Chiefs of Staff statunitense. Un’agenda che conferma il ruolo dell’Italia come interlocutore attivo su tutti i fronti dell’Alleanza, dal Baltico al Mediterraneo allargato.

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